Varese

Fontana su Gentile: discussione sterile e vecchia

Il sindaco Attilio Fontana

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune considerazioni del sindaco di Varese, Attilio Fontana, in merito all’intitolazione dei giardini di via Morselli al ministro fascista Giovanni Gentile. Un uomo che ebbe anche il torto di sottoscrivere l’orrendo Manifesto della razza.

Assisto esterrefatto allapolemica sulla presunta intitolazione del parchetto di via Morselli a Giovanni Gentile. Presunta perché l’intitolazione già avvenne nel 2005 da parte della circoscrizione competente, ed oggi l’amministrazione non ha fatto altro che recepire tale decisione.

Ma non è questo il problema che voglio sollevare. Ciò che è grave è che in questo Paese non siamo ancora riusciti a superare le contrapposizioni ideologiche, stiamo ancora a parlare di fascismo e comunismo, quando fuori dai palazzi la gente  è ben al di là di tali divisioni, ideologiche appunto, “care” solo agli pseudopolitici. E’ vergognoso a mio parere che ci si confronti in tali termini in occasione dell’inaugurazione di un parchetto. Solo la  scorsa settimana l’amministrazione ha intitolato un viale di Villa Toeplitz al filosofo Giulio Preti, organico al Partito Comunista, parlamentare per quella parte. Una persona e uno studioso che ha rappresentato qualcosa di importante nel pensiero italiano, e che siamo onorati di ricordare perché era un grande pensatore e non perché era comunista. E allora, perché sollevare questioni di pensieri buoni e pensieri cattivi? Dobbiamo ricominciare le stucchevoli discussioni se abbia fatto più danni il comunismo od il fascismo? Io credo che al di là di qualche rigurgito neo-ideologico a nessuno più interessi. Nel nostro Paese i valori della democrazia e della libertà sono ormai – e perfortuna – patrimonio acquisito. Se vogliamo superare le difficoltà dobbiamo guardare avanti, non chiuderci in ristrettezze mentali, infantilismo e provincialismo.In questo modo si legittimano attacchi e accuse tra maggioranza ed opposizione sterili e vecchie, fuori dal tempo. Dobbiamo superare le contrapposizioni con i fatti, non a parole e basta, se vogliamo uscire dalle secche dell’arretratezza culturale, organizzativa e burocratica che attanaglia il nostro Paese e che ci fa stare indietro nel panorama europeo. I sindaci hanno in questi anni dato una grande prova in questo senso, hanno insieme esenza divisioni di parte combattuto per raggiungere cose concrete a favore dei propri cittadini pensando non al bene del proprio “particulare”, ma al bene comune.

Sono certo che questo voglia la gente, soprattutto in momenti difficili come gli attuali.

Il sindaco Attilio Fontana

4 novembre 2011
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4 commenti a “Fontana su Gentile: discussione sterile e vecchia

  1. Giuseppe il 4 novembre 2011, ore 23:00

    “Se vogliamo superare le difficoltà dobbiamo guardare avanti, non chiuderci in ristrettezze mentali, infantilismo e provincialismo……”

    Vallo a dire ai parenti di chi è morto sotto il comunismo e il fascismo…e poi siamo in Italia e in Italia ha fatto più male il fascismo del comunismo….qui se ne frega dei sentimenti delle persone coinvolte…qui si fa politichese senza pensare a quello che la gente vuole e a quello che la gente pensa…fosse morto suo nonno o suo padre non parlerebbe così

    VERGOGNATI

  2. ester il 4 novembre 2011, ore 23:12

    Sig.sindaco lei dice che bisogna,vista la difficile situazione socio-economica ed arretratezza culturale in cui il nostro Paese si trova, lasciar perdere ideologismi ormai superati.Innanzitutto mi pare che sia lecito esercitare lo spirito critico ed appellarsi a certi valori,culurali o etici,magari anche x un “parchetto” e lei non può definire “pseudopolitici”quelli che lo fanno.Non sarà solo lei un politico doc.E poi mi pare che lei soffra di una schizofrenia politica xché come sindaco si lamenta del governo centrale di cui il suo partito fa parte.Partito che quanto ad arretratezza culturale si fa notare,avendo come leader una persona che si esprime a pernacchie.Certo i problemi odierni non sono stati generati dalla classe politica attuale,ma sono l’esito della complessità della storia,comunque voi ci mettete del vostro ed io non vedo,nel suo caso,un agire x il bene comune.Cominci col tagliare gli sprechi a livello locale(Varese cinema,europea ecc.),rispettare l’ambiente(parcheggio. villa Augusta) e il parere dei cittadini magari non blindando in giunta le decisioni.Avrei voluto dire di più e meglio,ma col telefonino è faticoso esprimersi.

  3. Mariuccio Bianchi il 4 novembre 2011, ore 23:57

    Io non uso i toni caldi o, a secondo dei punti di vista, esasperati di Giuseppe, ma non posso non condividerne la sostanza. Ciò che però è drammaticamente buffo è la contraddizione di chi, come il sindaco Fontana, condannando presunti ideologismi fa lui stesso ideologia pura. Che altro è la sua insofferenza nei confronti di chi non approva l’intitolazione del parchetto a Gentile se non ideologia allo stato puro? E’ solo l’ideologia che può, negando la storia concreta del nostro Paese, mettere sullo stesso piano gli oppressori, tra i quali c’era convintamente fino alla fine il filosofo Gentile, e gli oppressi, tra i quali c’erano, a dispetto della loro fede partitica e ideologica, i comunisti italiani.
    Ancora: non mi ha convinto neppure il direttore di Rete 55, Matteo Inzaghi, che approva la dedica del parchetto al filosofo, con una distinzione netta tra il filosofo, di indubbio valore (senza dimenticare però che Gentile sta, a mio parere, al maestro Croce come la luna sta al sole), e l’uomo con i suoi errori e sbagli. Non mi convince Inzaghi: in Gentile il suo “credo”idealista trovava la piena realizzazione nel fascismo e nello stato fascista, compreso quello tragico della repubblica di Salò. Quindi se in Gentile distinguere tra filosofo e uomo è impossibile, profondamante sbagliato è la scelta di dedicargli il parchetto.
    In tal senso sono solidale con tutti coloro che disapprovano e soffrono per tale scelta dell’amministrazione di Varese.
    Cordialmente, Mariuccio Bianchi

  4. cittadino superpartes il 5 novembre 2011, ore 19:01

    Il sindaco dice “CHE CI FA STARE INDIETRO NEL PANORAMA EUROPEO”, A SI NOI SIAMO INDIETRO PERCHE’ CI INDINIAMO CHE VENGANO RICORDATE FIGURE CHE CON I LORO COMPORTAMENTI HANNO PERMESSO DI DEPORTARE GENTE INERME E DI FINIRE IN UN FORNO? MA HA MAI SENTITO CHE IN GERMANIA ABBIANO DEDICATO UNA QUALSIASI COSA AD UN GERARCA DEL NAZISMO?LO SA PERCHE’ SIAMO INDIETRO E’ PERCHE’ ABBIAMO UNA CLASSE DIRIGENTE CHE FA LETTERALMENTE SCHIFO E DI CUI LEI NE FA PARTE

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