Varese

Spoon River di Raffo, il reading ha preso il volo

Un momento del reading alla Piccola Fenice

In fondo, contro il muro, trovano posto i “morti”, mentre davanti a loro siedono i “vivi”. Ma poi, nel corso del reading, le cose si ingarbugliano un po’, i morti si avvicinano ai vivi, i vivi ripetono, insieme ai morti, gli ultimi versi, ripetuti ossessivamente. E’ questa convivenza tra morti e vivi, tra poeti-lettori e spettatori, la chiave di lettura dell’Antologia di Spoon River, del poeta americano Edgar Lee Masters, scelta ieri sera da Silvio Raffo alla Piccola Fenice. Non più, questa volta, proposta al Vecchio Cimitero di Viggiù, ma nel centro culturale di Masnago.

Un reading che è stato accompagnato, musicalmente parlando, dal giovane musicista Niccolò Cassina, con note di Beethoven e Chopin. E che ha visto un Silvio Raffo davvero in stato di grazia che, come qualcuno ha detto, avrebbe potuto leggere tutta l’opera di Masters e nessuno si sarebbe mosso. A fare da corona a Raffo alcuni amici di sempre e alcuni nuovi amici: Corrado Guerrazzi, Alba Rattaggi, Viviana Faschi, Paula Parfit, Marcello Castellano, Rita Clivio, Riccardo Tranquillini e la “new entry” Fausta Colombo.

Un impasto suggestivo di originale inglese e traduzione italiana, una scelta azzeccata di “vite minime” sepolte sulla collina, un pubblico attento e incantato, un ricco ventaglio di stili di lettura, tutto ciò ha rivolto i riflettori sulle parole, sulla drammaticità e l’ironia dei personaggi, senza interferenze da parte della location esterna, come accadeva quando l’iniziativa si sviluppava a Viggiù, tra tombe e lapidi.

Un bene, dunque, la rappresentazione alla Piccola Fenice, che ha rimarcato il peso della parola, della poesia, dello spunto morale. Un’attenzione che Raffo, al termine del reading, molto applaudito, ha rilanciato con due iniziative relative ad Eugenio Montale nel trentennale della morte, in programma mercoledì 9 novembre, alle 15 presso la Sala Montanari e alle 21 presso la stessa Piccola Fenice.

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3 novembre 2011
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