Varese

La Sala Veratti è ancora viva: ospiterà mostra su Canova

La Sala Veratti

Il Comune di Varese e l’Associazione culturale Varesevive, in collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere, il Comitato Culturale del C.C.R. di Ispra e 0 il Rotary Club Sesto Calende, Angera e Lago Maggiore propongono alla SalaVeratti, tra il 3 novembre e l’8 gennaio 2012 la mostra Canova tradotto. Incisioni da Antonio Canova nelle collezioni dell’Accademia Tadini.

Si tratta di oltre trenta incisioni realizzate nell’atelier di Antonio Canova traSette e Ottocento che riproducono i capolavori del grande maestro. La vicenda delle opere in mostra ha inizio Roma intorno alla metà dell’ultimo decennio del Settecento. Quando si incontrano, quasi per caso, Antonio Canova, l’amico Antonio D’Este che ne dirigeva lo studio, il conte Luigi Tadini, ricco possidente cremasco in viaggio d’affari, accompagnato dal figlio Faustino. Antonio Canova (1757-1822) era arrivato nel 1779 a Roma, ove avevaritrovato l’amico e compagno di studi Antonio D’Este (1754-1837) che già lavorava come scultore. Dal celeberrimo studio di Canova passò, nel1795, il conte Tadini (1745-1829) con Faustino Gherardo (1774-1799), che con quel viaggio completava la propria educazione di giovane aristocratico.

In quell’occasione i due gentiluomini ebbero la fortuna di conoscere personalmente Antonio Canova e dopo questo incontro maturò in Faustino Tadini l’idea di stendere uncommento in rime in prosa delle opere eseguite dallo scultore. Lo stesso Canova volle congratularsi con il giovane autore, che lo ringraziò in una bellalettera che si apre con un “Carissimo signor Antonio”, segno di unrapporto cordiale tra i due.

La tragica scomparsa diFaustino Tadini, travolto il 7 dicembre 1799 a Lovere nel crollo di un’ala del palazzo in ristrutturazione, avrebbe dato vita,vent’anni dopo, ad una delle opere più belle dello scultore, conservata proprio a Lovere, cioè la Stele Tadini: il monumento in memoria di Faustino.

La collezione del conte Tadini, oggi pervenuta all’Accademia, consta di trentatre fogli riproducenti altrettanti capolavori realizzati dal grande maestro, ritrovati inun cassetto e qui esposti dopo il restauro.

Il primo tentativo sistematico di illustrare le sculture di Antonio Canova risale al 1794, quando furono riprodotti dai disegni di Vincenzo Camuccini sei rilievi neoclassici; negli anni successivi la produzione continuò con la supervisione diretta di Canova, ma fu Quatremère de Quincy a suggerirgli di avviare l’opera di riproduzione a stampa di tutte le sue opere. Lo scultore seguiva da vicino l’attività degli incisori, facendo molta attenzione all’inquadratura e alla resa dei raffinati effetti di superficie per i quali le sue sculture erano celebri, così da tradurre sul foglio “la vera carne, e la bella natura” dei marmi canoviani.

In occasione della mostra vengono organizzati laboratori didattici per le scuole, oltre che visite guidate per gli adulti a cura di Sull’Arte. I primi appuntamenti sono per il 20 e 27 novembre alle ore 15.30 (visite guidate ad adesione, necessaria la prenotazione, costo € 5)

Inaugurazione della mostra mercoledì 2 novembre, ore 18.30.

31 ottobre 2011
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