Varese

A Ville Ponti foto del mercato del lavoro in rosa

Un'immagine dei protagonisti del convegno di oggi

La provincia di Varese presenta percentuali di partecipazione femminile al mercato del lavoro più elevati rispetto alla media nazionale: nel 2010 i tassi di attività e occupazione erano di circa 8 punti superiori a quelli italiani e nel 2007, prima dell’impatto della crisi, i differenziali erano addirittura superiori, intorno ai 10 punti percentuali. Resta, però, un ritardo neri confronti delle principali e più avanzate economie europee. Un ritardo che può e deve essere superato per offrire opportunità di sviluppo all’intero sistema economico varesino.

Sono alcune fra le indicazioni emerse dal convegno svoltosi questa mattina per illustrare i risultati di una ricerca con cui la Camera di Commercio ha voluto portare il suo contributo  all’analisi dell’importanza della promozione e valorizzazione dell’occupazione femminile. Promosso in collaborazione con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, lo studio è stato presentato presso il Centro Congressi “Ville Ponti”.

“Nonostante le difficoltà, la ricerca ha confermato che in provincia di Varese – ha detto in apertura Marco Molteni della Giunta della Camera di Commercio – esistono possibilità concrete di inserimento delle donne nelle figure strategiche per la crescita competitiva delle imprese”. Figure prevalentemente a carattere tecnico e commerciale dove l’attuale bassa presenza femminile sembra dovuta alla carenza dell’offerta e ai problemi nella conciliazione dei tempi di cura e tempi di lavoro. “Tutte difficoltà che riflettono – si legge nell’introduzione alla ricerca, a firma del presidente camerale Bruno Amoroso – la segregazione nelle scelte educative e il prevalere di stereotipi di genere nella divisione del lavoro all’interno delle famiglie come pure, ancora troppo spesso, nelle imprese”.

Sono quindi necessari interventi di sensibilizzazione, informazione e orientamento per promuovere una nuova immagine del lavoro e delle potenzialità dell’offerta femminile, soprattutto per le professioni tecniche.

“Le attività di orientamento e promozione – hanno ricordato Manuela Samek Lodivici ed Eliana Minelli dell’Università Carlo Cattaneo – devono però essere accompagnate con politiche di sostegno all’inserimento delle donne in queste professioni e di potenziamento nell’offerta dei servizi di conciliazione dei tempi lavoro e famiglia. Le imprese possono inoltre dare il loro contributo in termini di (ri)organizzazione del lavoro garantendosi, al tempo stesso, una maggiore produttività ed efficienza organizzativa”. Si tratta di vie percorribili, come hanno mostrano gli esempi di buone pratiche, sia a livello pubblico che privato, illustrati durante il convegno.

L’intera ricerca è consultabile al sito web della Camera di Commercio www.va.camcom.it e per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al “Servizio Cultura e Relazioni d’Impresa” (tel. 0332/295.333; email: statistica@va.camcom.it).

27 ottobre 2011
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