Gallarate

Fondazione culturale di Gallarate, la versione di Gallina

Adriano Gallina

Una ricostruzione quasi pignola della controversa vicenda della Fondazione Culturale di Gallarate, quella fatta dall’ex direttore Adriano Gallina. Carte alla mano e fotocopie ai giornalisti, Gallina ha ripercorso le varie tappe di una vicenda che si è dipanata nel corso degli ultimi sei anni. Una vicenda che, per molti versi, ha dell’incredibile. L’ex direttore ha concluso la ricostruzione dicendo: “Abbiamo avuto il mandato dal Comune di fare una cosa straordinaria e folle. La Fondazione ha cercato di coniugare la straordinarietà e la follia”. Uno sforzo che ha realizzato nella nostra provincia una proposta del tutto anomala, ma a costo di un buco finale di bilancio di quasi un milione di euro.

Gallina ha raccontato la nascita della Fondazione. E il suo ruolo. Entrato in una posizione marginale, successivamente Gallina diventò il direttore della Fondazione perchè scelto dal presidente Lainate. “Non ho mai negato la mia responsabilità circa le scelte artistiche”. Obiettivo: stagioni non provinciali, di carattere culturale e non di intrattenimento, capaci di rivolgersi ad un pubblico di tutta la regione. “Non dico che abbiamo voluto fare La Scala a Gallarate, ma un piccolo Piccolo Teatro sì”. Subito, però, Gallina ammette: “un programma che si è rivelato fuori squadra rispetto alla reale ricettività di Gallarate e anche rispetto alle reali possibilità finanziarie”. Una programmazione eccessiva, nei primi due anni (la prima stagione comprendeva 80 spettacoli), con costi di promozione che lo stesso Gallina definisce “devastanti”, 150 mila euro il primo anno, una cifra che  comprendeva anche i programmi di sala, la pubblicità, gli investimenti in comunicazione (in particolare relativi a Prealpina e Varesenews).

Tra i costi più significativi, quelli relativi alle manutenzioni, che vanno – secondo un documento fornito da Gallina – dai circa 60 mila euro del primo anno ai 73 mila dell’ultimo. A questi costi si aggiungono quelli della pianta organica: 6 assunti a tempo indeterminato. “Ma nessuna realtà come la Fondazione – dice Gallina – è stata così sobriamente strutturata”. Considerati i costi che andavano aumentando, coerenza vuole che l’Amministrazione comunale avrebbe potuto ricapitalizzare la Fondazione oppure, al contrario, farle chiudere i battenti. Ma nessuna delle due vie è stata imboccata. E la Fondazione è andata indebitandosi con il passare degli anni.

Tra le principali criticità sottolineate dall’ex direttore della Fondazione culturale di Gallarate, rapporti con il Comune limitati al solo sindaco Mucci, un debole controllo gestionale, l’assenza di un direttore amministrativo, ruolo occupato dallo stesso Gallina (“un errore da parte mia, non avendo competenze specifiche ed essendo già impegnatissimo”), un’insufficiente azione di fund raising. Criticità che caratterizzano una vicenda complessa, giunta al capolinea con la liquidazione della Fondazione ed un bando per la nuova stagione teatrale. Una vicenda che, certamente, evidenzia un incredibile inadeguatezza dei controlli, a partire da quelli della Provincia, che non ha mai designato un suo rappresentante nell’ambito del Cda della Fondazione.

26 ottobre 2011
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Un commento a “Fondazione culturale di Gallarate, la versione di Gallina

  1. El Grinta il 27 ottobre 2011, ore 14:15

    Qui l’unica cosa chiara è che tra l’uno e gli altri chi ci ha rimesso è stato il popolo gallaratese. Un milione di euro!!!!

    E come sempre all’italiana non è colpa di nessuno.

    Però oggi, visto che in parte alcune colpe si ammettono e visto che di fatto si dice di non essere stati in grado professionalmente di condurre a buon fine le stagione, forse sarebbe il caso di restituire alla Città parte dei compensi ricevuti.

    Insomma se l’imbianchino mi fa la parete e il lavoro non è eseguito a regola d’arte non lo pago, o chiedo lo sconto!

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