Economia

Brugnoli (Univa): la crisi morde, basta parole e litigi

Giovanni Brugnoli, presidente Univa

Lucida e puntuale la presa di posizione del  presidente dell’Unione degli industriali di Varese,  Giovanni Brugnoli, sulla crisi e le incertezze della maggioranza relativa alle soluzioni da proporre al Bruxelles. Un intervento tutto interno al mondo delle imprese, che guarda con apprensione il futuro dell’economia nazionale, della vita delle imprese e, dunque, anche di tutti noi.

“La precarietà della situazione finanziaria – dice il presidente di Univa – è sotto gli occhi di tutti e ciò che sta accadendo in questi giorni mette a rischio il futuro del Paese. Errore sarebbe pensare che il problema da affrontare sia soltanto di ordine finanziario, in quanto il mancato risanamento sarebbe destinato a ripercuotersi gravemente sull’intero sistema economico: sulle imprese, sui lavoratori, sui risparmi delle famiglie, sul futuro delle giovani generazioni”.

Continua: “Le dichiarazioni di intento non possono bastare. E’ il tempo di compiere delle scelte, di arrivare ai fatti. Le scelte non possono che essere legate a vere riforme che devono riguardare fisco, previdenza, spesa pubblica, liberalizzazioni, privatizzazioni. Potrà trattarsi di scelte dolorose, ma che potranno essere accolte da tutti se riguarderanno davvero tutti. Stupisce, a tale proposito, che dal dibattito sia scomparso il tema dei risparmi che anche la politica deve fare, in proprio”.

“Le non scelte possono essere più dannose delle scelte – rimarca Giovanni Brugnoli – . In particolare, l’acuirsi della speculazione finanziaria per l’assenza di decisioni potrebbe avere conseguenze devastanti sul sistema del credito, paralizzando l’attività di tutte le altre componenti del sistema economico. In gioco c’è la tenuta delle imprese, il futuro stesso del Paese.  Le scelte vanno fatte non perché ce lo chiede l’Europa, ma perché sono necessarie all’Italia. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica, deve trattarsi di scelte vere, efficaci, che richiedono dunque l’abbandono di politiche di piccolo cabotaggio. L’interesse del Paese deve prevalere sugli interessi elettorali dei partiti, che devono sentirsi tutti chiamati, in un momento così delicato,  maggioranza e  minoranza parlamentare, a concorrere positivamente”.

Conclude il presidente di Univa: “Tutto ciò, anche riscoprendo, senza retorica, un orgoglio che il Paese deve possedere, reagendo, perché esso merita di più di quanto gli sfottò altrui sembrano far credere.  Un orgoglio che consente e impone interventi immediati e improcrastinabili. Il nostro appello è perché tutti abbiano a contribuire fattivamente, in queste ore drammatiche, a dare un colpo di reni perché la politica faccia ciò che è assolutamente necessario fare. Basta parole, basta litigi”.

26 ottobre 2011
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