Milano

Lodovico Pogliaghi a Milano, in mostra i suoi disegni

Una delle ville realizzate da Pogliaghi al sacro Monte di Varese

La storica galleria Compagnia del Disegno è lieta di presentare la mostra “Lodovico Pogliaghi per Milano. La genesi delle sue opere”, a cura di Chiara Palumbo (inaugurazione domani mercoledì 26 ottobre, alle ore 19; la mostra resterà aperta fino al 23/12, presso la Compagnia del Disegno, via Santa Maria Valle 5 a Milano). L’evento si configura quale primo omaggio al poliedrico artista nella città natale, presso la quale ha ricoperto un ruolo di primo piano, così come in tutta Italia, in qualità di scultore, pittore e decoratore, nonché collezionista, uomo di cultura ed esperto d’arte, a cui privati e principali istituzioni pubbliche si sono spesso rivolte. Numerose committenze l’hanno visto protagonista nella capitale lombarda nei più disparati campi: dalla pittura alla scultura, dall’oreficeria alla scenografia, toccando le più svariate tecniche artistiche, tra cui quella musiva. L’esposizione di una trentina tra fogli e cartoni testimonia tale proliferazione creativa, affermando la supremazia del disegno quale mezzo di studio su cui basare l’iter di progettazione e di rifinitura di ciascun’opera.

A studi anatomici per le figure che animano le formelle della porta centrale del Duomo, si affiancano bozzetti per la pala d’altare raffigurante San Giuseppe e il Bambino della Basilica di San Babila e per quella del Sacro Cuore di Gesù per l’Università Cattolica. A modelli per le scenografie del “Nerone” di Boito, seguono schizzi per le figure allegoriche dei mosaici per la cripta all’interno della Casa di Riposo Giuseppe Verdi. Allo studio per la lunetta centrale del Famedio raffigurante la “Storia”, si accostano i fogli inerenti la tomba di Arrigo e Camillo Boito presso il Cimitero Monumentale, ed altri ancora.
La raffinatezza di alcuni suoi carboncini, talvolta impreziositi da lumeggiature a biacca o sanguigna, o ripassati a china, testimonia l’abilità esecutiva dell’artista nonché l’influenza subita dai maestri e dagli stili del passato, primo su tutti il Rinascimento. L’eclettismo di Pogliaghi, tanto nella versatilità del suo ingegno, quanto nel sovente “citazionismo”, dopo un ingiustificato oblio da parte della storiografia novecentesca, lo rende oggi uno degli autori maggiormente da indagare in quanto importante rappresentante di quel gusto storicista a cavallo tra due secoli.
 
Note biografiche
Lodovico Pogliaghi nasce a Milano nel 1857 in una famiglia della ricca borghesia lombarda. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera, storica istituzione presso la quale ricopre per anni la carica di professore di ornato. Acuto e curioso ricercatore dai molteplici interessi, tra i quali il collezionismo, si cimenta in vari campi della produzione artistica, spaziando dalla pittura alla scultura, dall’oreficeria alla scenografia,
dall’architettura all’illustrazione. La sua copiosa produzione annovera opere oggi presenti in tutt’Italia, tra cui sono da citarsi, oltre alla Porta Centrale del Duomo di Milano e altre opere per il capoluogo lombardo, il gruppo bronzeo della Pietà per la Cappella Espiatoria di Monza, il gruppo scultoreo della Concordia per il Vittoriano e le porte bronzee per la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. L’artista riprogetta il pulpito e le lesene nel Duomo di Chiavari, decora l’interno della Cappela Cybo in San Lorenzo a Genova, dove affresca anche la facciata di Palazzo San Giorgio, esegue gli angeli porta candelabri per il Duomo di Pisa, riprogetta la Cappella del Santissimo presso Basilica del Santo di Padova. A queste maggiori opere si aggiungono i lavori di restauro al Santuario e alle Cappelle di Santa Maria del Monte sopra Varese, luogo
che ancora oggi custodisce il suo testamento: la casa-studio presso la quale si spegne, dopo una vita interamente dedicata all’arte, il 30 Giugno 1950.

 

25 ottobre 2011
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