Busto Arsizio

A Busto serata dedicata a “Don Lolo”

Don Isidoro Meschi

Una serata per ricordare una grande figura di sacerdote, don Isidoro Meschi, soprannominato dai suoi ragazzi “don Lolo”, è stata organizzata dall’associazione Amici di don Isidoro, con il patrocinio del Comune di Busto Arsizio.

Domani sera mercoledì 26 ottobre, alle ore 21, presso l’Oratorio San Luigi a Busto Arsizio, si parlerà di un prete ambrosiano che si è messo in gioco indicando nel dono di sé una strada sicura di felicità. Una figura evocata dal recente volume “Don Isidoro Meschi, un “prete felice” (Paoline). Interverranno monsignor  Gianantonio Borgonovo, direttore della Biblioteca Ambrosiana di Milano, e l’autrice del volume, la giornalista Cristina Tessaro.

Isidoro Meschi nasce il 7 giugno del 1945 a Merate, cittadina del lecchese. Il padre Guido è molto stimato tra i suoi concittadini per l’impegno come contabile dell’ospedale e della parrocchia. Isidoro, fin da piccolo soprannominato Lolo, a 14 anni entra nel seminario di Seveso. Poco dopo il suo ingresso in seminario, il padre Guido si ammala gravemente e nel giro di pochi mesi muore a soli 46 anni. La madre vorrebbe riportare Isidoro a casa con sé e con i due fratelli più piccoli, ma il ragazzo la convince a lasciarlo continuare gli studi. È così che nel 1969 Isidoro giunge all’ordinazione sacerdotale. Il suo primo incarico è nel seminario di Venegono Inferiore come vicerettore. Nel non facile clima di contestazione seguito al Sessantotto, con i ragazzi egli dimostra una rigorosa coerenza unita a una straordinaria capacità di comprensione e accoglienza. Dopo tre anni, Isidoro viene assegnato alla basilica di San Giovanni a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Diventa direttore del settimanale diocesano “Luce” nell’edizione dell’Alto milanese.

Negli anni Ottanta il dilagare dell’eroina tra i giovani non lo lascia indifferente: per loro apre un punto di ascolto e ristruttura una cascina per farne il centro di recupero “Marco Riva”. Rubando il tempo al sonno, studia libri di psicologia ed elabora un metodo di riabilitazione condensato nel volume: “Dallo sballo all’empatia”, ancora oggi alla base del lavoro della comunità. La notte del 14 febbraio 1991 un ragazzo seguito dal sacerdote va a cercare Lolo alla “Marco Riva” armato di coltello.  Una pugnalata al cuore è fatale: don Lolo muore a 46 anni.

25 ottobre 2011
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