Economia

Fossa: senza innovazione nessuna crescita del Paese

Giorgio Fossa, presidente di Fondimpresa

“La formazione come precondizione per l’innovazione, l’innovazione come condizione per la crescita e lo sviluppo delle imprese del territorio”: questo lo slogan lanciato nel pomeriggio a Bodio Lomnago dal Presidente di Fondimpresa, Giorgio Fossa. L’occasione è stata rappresentata dall’incontro con i giornalisti che si è svolto a latere di un convegno organizzato proprio per illustrare alle imprese le opportunità offerte da Fondimpresa, il più importante tra i Fondi interprofessionali per la formazione continua, costituito a livello nazionale da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Realtà che opera anche nel Varesotto grazie all’accordo stretto a livello locale dalle stesse sigle sindacali varesine e dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.

Nato nel 2003 su spinta fondamentale di Confindustria, questo fondo interprofessionale è stato costituito per permettere la realizzazione di piani aziendali di formazione continua (formazione per i dipendenti delle imprese). La costituzione del fondo permette alle imprese che, su base volontaria, vi aderiscono, di finanziare la formazione continua dei propri collaboratori attraverso la destinazione ai piani di formazione aziendale di una quota parte dei contributi che le imprese versano all’INPS (0,3%).

Per quanto di carattere volontario, l’adesione consente dunque di indirizzare il contributo non più all’Ente pubblico, senza alcuna possibilità di verifica di utilità e senza alcun ritorno dell’investimento, come è avvenuto fino al 2003, ma al fondo gestito dal sistema di rappresentanza delle imprese, insieme ai sindacati. L’adesione – che, come detto, non comporta oneri aggiuntivi per le imprese – consente alle stesse di realizzare in proprio, in forma singola o in partnership con altre imprese, progetti formativi aderenti alle proprie esigenze. Si possono utilizzare le risorse del “conto formazione” attraverso piani formativi concordati con i rappresentanti sindacali aziendali o, in assenza,a livello territoriale o settoriale, con il supporto, nel caso per esempio di Varese, dell’Unione Industriali. “È questo un esempio concreto dei vantaggi che possono avere le imprese nello stare all’interno del Sistema Confindustriale”, ha spiegato Giorgio Fossa che di Confindustria è stato presidente dal 1996 al 2000.

Sono più di 95.000, per un totale di circa 3.800.000 lavoratori, le aziende che aderiscono in Italia a Fondimpresa. Con i finanziamenti del Fondo sono stati formati oltre 1.400.000 lavoratori, dal 2007 ad oggi. Innovazione, salute e sicurezza sul lavoro, processi amministrativi e organizzativi sono i temi scelti più frequentemente dalle aziende per la loro formazione.

E in provincia di Varese? I dati indicano in 1.551 le imprese del territorio aderenti a Fondimpresa per un totale di 71.476 lavoratori (dato inizio 2011). Quest’anno, fino ad oggi, sono stati 193 i piani formativi aziendali che hanno preso vita su questo territorio, coinvolgendo 6.100 lavoratori e per un totale di 123.000 ore di corsi. Un dato, questo del 2011, ancora provvisorio, ma già di per sé superiore ai 112 piani del 2010. Il trend è di costante crescita: nel 2009 il dato era fermo a 71.

“È proprio in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo – ha spiegato ai giornalisti Giorgio Fossa – che diventa fondamentale investire nelle persone e sulle persone. Così come è fondamentale che tutti gli attori in gioco conoscano al meglio regole e modalità di utilizzo delle risorse a disposizione, ciò al fine di non lasciarsi sfuggire preziose occasioni, magari solo perché non le si conoscono a sufficienza. Una di queste occasioni è rappresentata sicuramente da Fondimpresa il cui corretto utilizzo è garanzia di crescita e di innovazione per tutto il sistema produttivo”.

L’innovazione è una priorità non più differibile per l’economia italiana. La grave crisi dei mercati finanziari, è la convinzione del Presidente di Fondimpresa, “ha paralizzato di fatto gli sforzi di ripresa del nostro sistema produttivo. Una reazione immediata per lo sviluppo e la competitività è la sola alternativa. Smettere di crescere, oggi, non equivarrebbe a mantenere le posizioni acquisite ma a scivolare irreversibilmente indietro. Senza innovazione non c’è crescita. Anzi, con il ritmo del mercato globale le aziende sono praticamente obbligate a un’innovazione continua”.

Il mondo imprenditoriale esprime su questi temi una sensibilità dimostrata dal lavoro quotidiano nelle aziende, ha sottolineato Giorgio Fossa, aggiungendo: “Di contro, però, ci troviamo di fronte ad una politica che non ha ancora saputo dare nessun input all’innovazio­ne, anche a causa di quelle difficoltà di finanza pubblica che continuano arappresentare un ostacolo alla crescita del Paese. Prova ne sia il fatto che gli stanziamenti in ricerca e sviluppo, già di per sé cronicamente insufficienti, sono ulteriormente diminuiti”. La ricerca in Italia, è l’immagine uscita durante la conferenza stampa, rimane concentra­ta per la maggiorparte dei casi nelle università e nelle grandi aziende industriali. Realtàche, anche grazie a significativi esempi di collaborazione, hanno dato vita alle esperienze più interessanti, nonché più produttive in termini di business e livelli occupazionali.

Di fronte a questo scenario, ha annunciato Giorgio Fossa, “l’obiettivo di Fondimpresa è che questa attenzione alla ricerca diventi parte integrante anche dell’esperienza delle Pmi. La formazione, dunque, come precondizione per l’innovazione, l’innovazione come condizione per la crescita e lo sviluppo. Mi piacemolto sottolineare la grande intuizione che Confindustria, Cgil, Cisl eUil hanno avuto nel dar vita a Fondimpresa. È stata una scelta di coraggio,che deve essere sfruttata da tutti, soprattutto dalle piccole e medie imprese”.

In questo scenario si apre un ulteriore fronte richiesto dalla globalizzazione: quello dell’innovazione nelle relazioni, che vede come unica alternativa al gigantismo un sistema in cui imprese e territorio mettono a fattor comune le proprie peculiarità.In questo senso le reti di impresa sono una via ideale per un’economia come la nostra, fatta per oltre il 99% di piccole imprese. Per questo i contratti di rete costituiscono una delle maggiori spinte di modernizzazione della nostra economia mai vista negli ultimi anni. Ma la rete bisogna saperla fare. Come occorre saper fare innovazione, applicare l’innovazione, gestire l’innovazione.

“Per questo – ha spiegato  Giorgio Fossa – la formazione è un fattore di modernizzazione imprescindibile.Ecco perché Fondimpresa ha creato un’ulteriore linea di finanziamento assolutamente nuova che non solo mette a disposizione risorse economi che per le aziende, ma incoraggia nuovi rapporti e modelli relazionali. L’Avvisosui contratti di rete, che finanzia la formazione nelle Pmi che li hannosottoscritti, consente di applicarli più facilmente, contribuendo al diffondersi di un nuovo modello di fare impresa”.

“In questi anni il ruolo diFondimpresa – ha concluso Giorgio Fossa – è stato decisivo per diffondere formazione e cultura della formazione nelle imprese. Uno strumento che dobbiamo continuare a far conoscere. È ciò che stiamo facendo qui stasera.A vantaggio delle aziende, così come dei lavoratori e dell’intera comunità. Locale e nazionale”.

24 ottobre 2011
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