Lettere

Consigliere frustrato

Non è una meditazione politica, ma qualcosa di personale: per me non è assolutamente piacevole far in modo che un consiglio comunale venga sospeso per mancanza del numero legale. Se lo si vive con onestà si è interamente presi dall’incarico assunto, ma specialmente nei tempi che precedono le sedute del consiglio, si passano giornate intere a studiare le varie voci dell’ordine del giorno

, cui seguono riunioni serali, e poi si sacrificano nuovamente ore per sintetizzare gli interventi, che devono essere ristretti nei tempi concessi, ma cercando di non perdere il senso dell’intervento stesso.

Poi c’è il capestro dei numeri. Tutto il tuo lavoro può venir annullato dal voto finale della maggioranza. Ma ciò che talvolta è particolarmente umiliante, è veder arrivare la bocciatura da consiglieri che nemmeno hanno ascoltato quello che tu dicevi, che non dialogano, che non contribuiscono al ragionamento. Per carità: non tutti agiscono così, ma spesso tu parli e senti conversazioni e rumori che non c’entrano con i lavori.

Ma tu ti sei speso a lungo, hai faticato, hai studiato, hai ricercato perché credi nel tuo compito ed onestamente ti sei preparato a portare il tuo contributo per il bene dei tuoi cittadini, che ti hanno fatto sapere, hanno evidenziato i loro bisogni, le loro necessità, anche i loro sogni per una Varese migliore. Per questo hai speso le tue forze, hai sacrificato tempo che avresti potuto dedicare al tuo lavoro, ai tuoi affetti, o al tempo per te.

Poi vai in consiglio e ti rendi conto che è la tua presenza che tiene in piedi la situazione che in definitiva è a te contraria e non puoi non sentirti beffato. Noti che dall’altra parte mancano molti consiglieri, ma i numeri per bocciare il tuo lavoro ci sono ed il meccanismo perverso è mantenuto proprio dalla tua presenza. Non puoi non sentirti frustrato e senti che la tua frustrazione si riverbera inevitabilmente su una città che sta faticando e soffrendo per una crisi, strisciante anni fa, molto evidente ora. Una città che ha bisogno di tanto, sempre più di tanto e di tutto, dall’economia, al lavoro, alla sanità e molto altro

E cosa puoi fare, se hai creduto nella “serietà” di un consiglio comunale ed hai sperato nell’apporto costruttivo di “tutti” quelli che ne fanno parte? Ma ci sono le sedie vuote e ti allontani molto a malincuore dall’aula e vai via scuotendo il capo pensando alla tua città ed ai suoi bisogni.

Emilio Corbetta

Consigliere comunale Pd

22 ottobre 2011
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Un commento a “Consigliere frustrato

  1. Grinch il 28 ottobre 2011, ore 00:36

    Poverino, che fatica immane. E comunque, io non sono un suo cittadino, egregio consigliere comunale Emilio Corbetta, ma solo un suo concittadino. Varese non è nè sua nè del sindaco, nè di nessun altro che non sia varesino, nativo o semplicemente residente che sia.

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