Varese

Chiodi (Pdl): serve più attenzione al carcere di Varese

Il consigliere Giovanni Chiodi

La presenza del carcere dei Miogni a Varese è spesso dimenticata, una sorta di angolo extraterritoriale. Eppure resta un problema, resta un luogo in cui vive una comunità di persone significativa, dai detenuti alle guardie, al personale dell’amministrazione carceraria. Un tema sollevato dal consigliere Pdl, Giovanni Chiodi, che fa il punto della situazione. “Da 10 anni il carcere dei Miogni è formalmente un “carcere dismesso” come previsto dalla finanziaria del 2001 – dice Chiodi -. Questo impedisce ogni sorta di intervento strutturale di un certo rilievo e impedisce soprattutto di effettuare interventi di manutenzione. Tuttavia oggi, il carcere di Varese è ancora perfettamente funzionante con circa 120 detenuti (nonostante abbia una capienza di circa 50 posti) e 60 operatori che offrono un prezioso servizio alla nostra comunità.

Per Chiodi “una città che vuole e deve essere più sicura non può infatti pensare di usare il carcere come un dimenticatoio. Al contrario il carcere deve essere il luogo della rieducazione, della riabilitazione e della formazione”.

Qualcosa si muove, come ricorda il consigliere comunale: “Da circa un anno il carcere Varese ha un nuovo cappellano, don Marco Casale, che sta operando in quella realtà con lo sguardo rivolto in primo luogo alla persona. In quest’ottica e con la volontà di creare quelle condizioni necessarie per fare del carcere un reale luogo di formazione, don Marco – grazie alla collaborazione con un azienda che produce motorini elettrici nel Varesotto – ha iniziato un percorso che ha permesso ai detenuti di ricominciare a lavorare all’interno della struttura carceraria”. Oltre a questo, durante l’ultima edizione del meeting di Rimini, si è instaurata una proficua collaborazione con la Cooperativa Giotto – cooperativa sociale nata negli anni ‘80 a Padova che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, in particolare disabili e detenuti .

Parla chiaro Chiodi: “Nessuna polemica sul sovraffollamento delle carceri o sulla necessità di fare una riflessione sulla realizzazione del nuovo carcere, ma semplicemente la necessità di ricordarci che le persone che vivono e lavorano lì dentro necessitano di maggiore attenzione da parte dell’amministrazione. Sono necessari quindi misure sussidiarie che consentano a chi opera in questa realtà di continuare a svolgere bene il proprio lavoro e di farlo nell’interesse della comunità”.

22 ottobre 2011
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2 commenti a “Chiodi (Pdl): serve più attenzione al carcere di Varese

  1. Gervasini il 22 ottobre 2011, ore 23:57

    Grazie a Chiodi si parla di carcere. ” Nessuna polemica sul sovraffollamento dellle carceri…..” dichiara Chiodi , infatti serve solamente una legge, ma subito, che legalizzi la TORTURA in Italia, perchè di fatto la si pratica tenendo per 22 ore su 24 quattro detenuti in 6 metri quadrati col cesso a vista. Ma la cosa non interessa nessuno, mica siam in un Paese civile. Il quaranta per cento dei detenuti è in attesa di giudizio di primo grado per reati ridicoli.
    Le guardie carcerarie non stanno molto meglio neanche loro.
    Comunque grazie a Chiodi.
    Saluti

  2. maschera il 4 novembre 2011, ore 14:39

    Complimenti a Chiodi per aver dato attenzione ad un problema così grande!

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