Varese

Inda di Caravate, presidio all’Univa per non chiudere

Il presidio di questa mattina dei lavoratori Inda

Presidio, questa mattina, dei lavoratori della Inda di Caravate sotto la sede dell’Unione degli industriali della provincia di Varese. Si tratta dell’ennesima crisi che colpisce l’economia del nostro territorio e che vede, in questi giorni, una difficile trattativa sul futuro dello stabilimento e delle tante famiglie coinvolte in questa crisi. Nello stabilimento di Caravate lavorano 230 persone:  32 di esse saranno trasferite a Pagazzano in Provincia di Bergamo (come anche la produzione), 113 a Vizzola Ticino, nella nuova sede direzionale dell’azienda. Per 125 lavoratori è stata avviata la procedura per richiedere la cassa integrazione straordinaria.

Dopo circa tre ore, i dirigenti di Fim, Fiom e Uilm, i tre sindacati dei meccanici, escono ed incontrano i lavoratori, che dalle prime ore della mattina hanno manifestato in piazza Monte Grappa, in attesa di notizie. Un momento di forte mobilitazione dei lavoratori, che stanno coinvolgendo anche le amministrazioni locali: lunedì 24 ottobre si svolgerà a Caravate un’assemblea sindacale con la partecipazione di tutti i sindaci della zona, anche loro allarmati per la de-industrializzazione che avanza strisciante in tutta la nostra provincia.

Come si è saputo all’uscita dei delegati sindacali, l’azienda ha accettato di inserire nella cassa integrazione, anche per chi ha ricevuto l’ordine di trasferimento, i percorsi di formazione. Sul fronte-esuberi, trattativa continua, ancora non è detta la parola definitiva. Come sostengono i sindacati, il vero obiettivo è quello che la proprietà, la famiglia Fantoni, non chiuda lo stabilimento e che conservi il maggior numero possibile di posti di lavoro. Se questo non avvenisse, il territorio sarebbe ancora più povero di produzione manifatturiera e di occupazione. Sulla Inda si sta muovendo anche la politica, come dimostra l’interrogazione parlamentare presentata da Marco Reguzzoni, capogruppo leghista alla Camera.

21 ottobre 2011
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