Varese

Scontri di Roma, foglio di via al rumeno del Varesotto

E’ stato firmato il decreto di allontanamento dallo Stato del rumeno residente in provincia di Varese, ad Oggiona Santo Stefano, arrestato per i fatti di violenza durante la manifestazione. Si chiama Scarlat Robert Ionut, è nato a Bucarest, ha 21 anni, è il destinatario del provvedimento di allontanamento dal territorio dello Stato, perché ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica, firmato dal Ministro dell’Interno.

Il rumeno è stato fermato ed arrestato da personale della Questura di Roma poiché colto nella flagranza dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, danneggiamento aggravato ai beni dello Stato e lancio di oggetti pericolosi, tutti reati commessi durante la manifestazione di sabato 15 ottobre. In particolare, in occasione dei gravissimi disordini scoppiati nella capitale durante la manifestazione organizzata in concomitanza con la “giornata europea dell’indignazione”, il ragazzo rumeno, con il volto parzialmente travisato, è stato visto in via Emanuele Filiberto angolo Piazza S. Giovanni mentre, assieme ad altri giovani, raccoglieva da terra alcuni “sanpietrini” per poi scagliarli con violenza verso il personale e i mezzi della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

Rincorso e fermato da agenti della Polizia, per sottrarsi all’identificazione, il ragazzo ha colpito gli agenti con pugni e calci. Al momento dell’arresto, inoltre, il ragazzo aveva indosso una carica già esplosa di un artifizio lacrimogeno.

Nel pomeriggio di sabato 15, appena avuta notizia dell’arresto, il Questore di Varese, Marcello Cardona, ha disposto immediati accertamenti al fine di procedere anche amministrativamente nei confronti di Scarlat, e così si è subito accertato che il ragazzo aveva numerosi precedenti: denunciato nell’ottobre del 2009 per aver occupato abusivamente, con altri giovani, terreni in occasione di un rave party; arrestato a novembre del 2009 da personale del Commissariato di Gallarate per possesso di 40 dosi di marijuana nonché di sostanze del genere denominato “speed” e cocaina; marzo 2010 arrestato in esecuzione di Ordinanza di revoca dell’obbligo di presentazione alla p.g., con ripristino della custodia cautelare in carcere; dicembre 2010 denunciato, in stato di libertà, per rifiuto di accertamento dello stato di alterazione psicofisica alla guida di autovettura; destinatario di un provvedimento di sospensione della patente di guida per sei mesi; febbraio 2011 segnalato amministrativamente dalla Squadra Mobile di Varese al locale Ufficio Territoriale del Governo, ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90 per detenzione di stupefacenti; aprile 2011 denunciato, in stato di libertà, dalla Polfer di Varese per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente (circa 4,21 g di marijuana) e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.

Considerata la circostanza che il romeno soggiorna in Italia dal 1999, quindi da oltre dieci anni, e che lo stesso è cittadino comunitario, il Questore di Varese, sottolineando la pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica desunta dall’ultimo arresto per i gravi fatti di Roma e dai precedenti del soggetto, ha deciso di segnalarlo al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, in particolare alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e alla Direzione Centrale dell’Immigrazione, per l’adozione del provvedimento di competenza del Ministro dell’Interno, previsto dall’art. 20 del D. Lgs. 30/2007, di allontanamento dal territorio dello Stato.

19 ottobre 2011
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4 commenti a “Scontri di Roma, foglio di via al rumeno del Varesotto

  1. cittadino superpartes il 20 ottobre 2011, ore 15:59

    Questo con tutto cio’ che aveva gia’ combinato era rimasto sempre in italia senza che nessuno se ne preoccupasse, magari guidando in quello stato avrebbe potuto ammazzare qualcuno, e le autorita’ non avevano preso nessuna decisione per espellerlo. Ora che ha tirato 4 sanpietrini alla polizia e’ diventato un pericolosissimo soggetto per l’ordine pubblico. POVERA ITALIA IN CHE MANI SIAMO!!!!!!

  2. Roy1 il 20 ottobre 2011, ore 20:21

    bisognerebbe chiedere al ministro dell’interno quanti degli espulsi virtuali a cui semplicemente viene messo in mano un pezzo di carta vengono effettivamente presi dai suoi uomini e rimandati a casa (senza scuse: non glielo impediscono né i black block, né i giudici comunisti, né la crisi finanziaria internazionale)

  3. Oscar Traini il 30 ottobre 2011, ore 19:19

    abbiamo sopportato anche troppo: ORA BASTA !

  4. Oscar Traini il 30 ottobre 2011, ore 19:22

    LA NOSTRA STORIA NON E’ LIMPIDA DI CIVILTA’, PERO’ CERCHIAMO DI PULIRCI NOI E QUINDI E’ TROPPO CHE DOBBIAMO PULIRCI ANCHE A CAUSA DI ALTRI.

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