Varese

Scomparso Zanzotto. Il ricordo dell’amico Dino Azzalin

Il poeta Andrea Zanzotto

Davvero una brutta giornata, oggi, per la cultura italiana: è scomparso Andrea Zanzotto, il poeta che aveva appena festeggiato i 90 anni con gli auguri del presidente Giorgio Napolitano. Tra gli ultimi grandi poeti del secondo Novecento, di Zanzotto ammirò i versi per primo Giuseppe Ungaretti. Fu poi chiamato dal regista Fellini per dare smalto veneziano al suo “Casanova”. Zanzotto è morto oggi all’ospedale di Conegliano, nel suo Veneto che non ha mai abbandonato. Era nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, il 10 ottobre del 1921. 

Zanzotto ha un avuto un forte rapporto anche con Varese, che visitò, nel settembre 2001, in occasione del suoi ottanta anni. Una grande festa di gente a Palazzo Estense, nel cuore del Comune, con un omaggio che gli fece Enrico Baj. Ricorda l’evento il poeta-editore Dino Azzalin, che di Zanzotto è stato grande amico: “Ne ho un ricordo indelebile, con tutta Varese presente a rendere omaggio ad uno dei grandi autori del Novecento”. Più volte Azzalin è andato a trovare il poeta a Pieve di Soligo, un rapporto che portò Zanzotto a scrivere per Azzalin la prefazione al volume “Prove di memoria”, pubblicato nel 2006 dall’editore Crocetti.

“E’ scomparso un grande amico – racconta Azzalin -, uno dei miei maestri, un grande uomo impegnato nel sociale, nella difesa del territorio e dei più emarginati. Certamente un intellettuale che non era politically correct”. La presenza di Zanzotto nella nostra cultura è stata importante anche per la difesa della lingua, del dialetto. “Ma certamente, al di là del suo impegno multiforme – continua Azzalin -, come tutti i grandi poeti ha inciso nella realtà con la qualità del suo pensiero. Come diceva Rimbaud, un autore molto amato da Zanzotto, i poeti riescono ad anticipare il futuro. E certamente Zanzotto aveva anticipato, parecchi decenni fa, la catastrofe globale  legata alla minaccia di un capitalismo esasperato”.

Cordoglio e dolore, da parte di Azzalin. “Grande dolore per la sua scomparsa. Certo, restano i suoi insegnamenti, i suoi testi critici, i suoi versi. Ma quando scompare un poeta è come se si spegnesse una stella nel cielo”.

18 ottobre 2011
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3 commenti a “Scomparso Zanzotto. Il ricordo dell’amico Dino Azzalin

  1. ombretta diaferia il 18 ottobre 2011, ore 17:09

    Andrea Zanzotto ha iniziato un nuovo viaggio con “…la vigile attenzione e il fermo richiamo a valori essenziali dinanzi ai guasti subiti dalla società e dallo Stato, al diffondersi non solo della corruzione ma di una ’volgarità fatua e rissosà, di ’spinte sgangheratè e di ’bassi sentimentì…” Le parole di Napolitano lo definiscono in occasione del suo novantesimo anno di viaggio terrenocome la sentinella del nostro presente.
    E come tale pochi giorni fa ci diceva «Non potevo attendermi una miglior verifica di aver investito in ideali e valori».
    Non è scomparso. ora vive nella poesia.

  2. Met il 18 ottobre 2011, ore 21:19

    Ora salendo sul treno…destinzione…casa della poesia astrale…potrà viver…passeggiar…e guardare da un angolo del bosco…con il sesto senso…il paesaggio incontaminato della natura… aldilà degli occhi…perchè il poeta preferisce scriver…parlar…stare agli angoli…esser quasi invisibili assaporando ombra e luce…Non ama stare al centro…si ha troppa visibilità…

  3. sandro sardella il 18 ottobre 2011, ore 22:52

    in cielo si è spenta una stella con la scomparsa di un grande poeta .. dice Azzalin per Zanzotto .. a febbraio morì Luigi Di Ruscio .. ad Oslo dov’era emigrato dal 1957 .. operaio metalmeccanico .. la sua scrittura “bucava la pagina” .. ora sta alle genti di buone volontà tenere vive queste ed altre stelle (poetiche) che abbiamo avuto in buona sorte di incontrare .. e , contribuire acchè qualche briciola-scheggia di poesia sia viva e lievitante anche nel vivere rancoroso che ci ammorba ………..

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