Saronno

Univa, c’era una volta la Saronno delle tute blu

Un momento del convegno a Saronno

Le origini, analizzate dall’intervento del docente di Storia Economica dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC, Daniele Pozzi: “La grande svolta avviene il 22 marzo 1879 con l’apertura della tratta Milano-Saronno delle Ferrovie Nord. Comincia un processo di industrializzazione accelerata: la ferrovia garantisce un intenso traffico di materiali (carbone) e prodotti, la presenza di uno snodo ferroviario di primaria importanza stimola l’insediamento dell’industria meccanica, alcune fabbriche milanesi trovano conveniente costruire nuovi stabilimenti a Saronno”.

Il presente, raccontato dal Presidente dell’Unione degliIndustriali della Provincia di Varese, Giovanni Brugnoli: “Il modello produttivo del Saronnese è passato dai grandi insediamenti al modello della piccola e media impresa diffusa. Attualmente il numero delle imprese manifatturiere in quest’area è pari a 23 per chilometro quadrato, contro una media provinciale di 11. Sempre per chilometro quadrato si contano 218 addetti impiegati nell’industria, contro gli 87 del Varesotto”.

Gli obiettivi futuri illustrati dal Sindaco di Saronno, LucianoPorro: “Le grandi fabbriche sono state  la culla della culturadi laboriosità e di reciproca legittimazione ai diritti di libertà riconquistata durante la  resistenza e di giustizia sociale che da sempre insita nel codice genetico della Città di Saronno. Il nostro impegno è quello di tener vivo lo slancio verso qualche civiltà che oltre al lavoro è anche la civiltà della convivenza”.
Storia, attualità e prospettive dell’industria del Saronnese: è di questo che si è parlato in un convegno che si è tenuto nel pomeriggio nella sede di Saronno dell’Unione Industriali.

Un incontro che si è inserito nell’ambito della mostra “Industrie a Saronno tra ‘800 e ‘900: un binario tra fabbriche e Ciminiere”, realizzata tramite la ricerca effettuata dagli studenti dell’Istituto Arcivescovile Castelli e dell’ITC Zappa e che sarà ospitata fino al 30 ottobre dalla Casa Morandi di Saronno. Occasione colta per fare il punto sulla situazione industriale dell’area e per tracciare quelli che sono stati i passaggi epocali della storia economica locale. All’interno della quale il Presidente Giovanni Brugnoli ha rivendicato il ruolo importante ricoperto dall’Unione Industriali. Come quello svolto negli anni Settanta quando “l’Associazione Industriali della Provincia di Varese, a Saronno come altrove, interveniva per invitare le amministrazioni locali ad evitare eccessi regolamentativi che potessero pregiudicare, una volta per sempre,le industrie”.

La certezza di allora, per Brugnoli è riconducibile tale e quale al presente: “Allora la nostra Associazione osservava che, soprattutto in un periodo di grave crisi economica, il settore produttivo era da considerare un patrimonio comune dell’intera collettività e dunque il suo miglioramento e sviluppo, inscindibilmente collegati con la preservazione dei livelli occupazionali”. E oggi? Riferendosi alle scelte anche urbanistiche che l’Amministrazione comunale dovrà fare nel prossimo futuro, Giovanni Brugnoli, anche in riferimento alla sorte delle aree industriali dismesse, ha sottolineato: “Ricordiamoci che le imprese, piaccia o non piaccia, hanno bisogno di suolo sul quale insediarsi”.

Il ricordo del Sindaco Luciano Porro è andato, invece, al 15 ottobre 1960 quando Saronno ottenne il riconoscimento di Città “grazie anche al ‘miracolo economico’, che si stava verificando nel nostro Paese e grazie al contributo delle innumerevoli aziende cittadine.Dopo aver toccato, all’inizio degli anni Sessanta, il punto più alto della propria parabola, il sistema industriale saronnese ha iniziato a declinare: molte fabbriche chiudono i battenti, e si sono persi  migliaia posti di lavoro. Resta oggi un certo senso di rimpianto e di nostalgia per le tante aree lasciate libere dagli stabilimenti che furono luoghi di fatiche fisiche che hanno temprato le donne e gli uomini di Saronno verso l’ordinato e prospero svolgimento della vita delle nostre comunità”.

Un passaggio storico ricordato anche dal docente dell’Università LIUC, Daniele Pozzi: “Le trasformazioni più recenti di Saronno sono in linea con gli andamenti del resto della provincia: sparizione delle grandi imprese, emergere delle piccole, terziarizzazione. La grande vicinanza con Milano accentua il carattere residenziale. Esistono comunque diverse attività produttive di grande importanza, alcune con una lunga tradizione, altre più recenti ma altrettanto dinamiche”. Tra queste ci sono quelle piccole medie imprese la cui capacità di stare sul mercato è stata sottolineata dallo stesso Presidente dell’Unione Industriali Brugnoli.

Nel ripercorrere le tappe fondamentali dell’industrializzazione saronnese, l’Assessore del Comune di Saronno,Giuseppe Nigro, ha voluto concludere il suo intervento con un’immagine: “La realtà del 1960, caratterizzata da un grande fervore, da un grande entusiasmo, mostrava una città che era solita svegliarsi al mattino al suono delle sirene, in cui incominciavano a circolare sempre più numerose le automobili, ma pure una località che conservava sacche di passato, dove si potevano ancora vedere in pieno centro passare qualche carro trainato. Oggi, l’identità della città è senz’altro meno precisa più indistinta e questa indeterminatezza, è forse motivo di maggiori ansie per il futuro di cui non si intravede il contorno”.

17 ottobre 2011
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