Varese

Il Gulliver al Santuccio, nessuna gara pubblica

Da sinistra, Longhini, Fontana e don Barban

Finalmente il Teatro Santuccio di via Sacco ha un nuovo gestore: come annunciato da Varesereport, si tratta del Centro Gulliver, al quale il Comune di Varese ha affidato direttamente la gestione, per tre anni (ma ogni anno l’accordo può essere interrotto dal Comune o dal Gulliver), dello spazio. Una scelta forte, quella della giunta Fontana, che ha scelto di puntare sulla figura di don Barban e sul suo centro senza nessuna gara d’appalto, e dunque privilegiando questa a tante altre realtà culturali che operano sul nostro territorio.

Con una delibera approvata in giunta il 4 ottobre, il Comune dà in comodato d’uso lo spazio al Gulliver. Come si legge in delibera, le spese degli eventi, comprese le pulizie dei locali, sono a carico del Gulliver, il quale però può decidere di effettuare un massimo del 50% degli eventi a pagamento, facendo pagare il biglietto insomma. Eventuali utili delle iniziative saranno ripartiti metà al Comune e metà al Gulliver. Lo spazio del Santuccio, dunque, ospiterà corsi, iniziative, concerti e quant’altro che potranno essere a pagamento.

Come ha sottolineato il sindaco Attilio Fontana, “Don Michele ha progetti molto belli e credo che il Santuccio tornerà ad essere uno dei centri più importanti per la nostra cultura”. “Finora, a causa dei tagli, il Comune finora ha dato vita ad una gestione di ordinaria amministrazione, ma adesso questo spazio potrà essere adeguatamente sfruttato”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Simone Longhini. Ha poi preso la parola don Michele Barban: “Forse qualcuno può chiedersi cosa c’entra il Gulliver. E io rispondo che ci auguriamo di diventare inutili come cura, e di entrare nell’animazione primaria”. “Il nostro vuole essere un laboratorio – ha continuato il sacerdote -, coordinando diverse realtà che qui possono lavorare”.

Al momento, tuttavia, non è chiaro il cartellone delle iniziative. Né risulta chiaro quante saranno a pagamento, e quante gratuite. Né è chiaro quali siano le modalità per iscriversi, per conoscere il contenuto delle proposte, le date. Per fare nomi e cognomi, invece, delle realtà presenti questa mattina alla presentazione della nuova gestione, c’erano Fausto Caravati (“Solevoci”, Greensleeves), Monica Antonioli (“La via di casa”, associazione di Vergiate), l’attrice e regista Luisa Oneto (“Spendor del Vero”), Renato Bertossi.

Dunque siamo in attesa di conoscere il ricco cartellone di iniziative che il Gulliver ci presenterà. In particolare siamo curiosi di conoscere i dettagli di un corso proposto dal Gulliver, dal titolo “Amor di politica”. Quali saranno i docenti di questo corso tenuto nella padana Varese?

17 ottobre 2011
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11 commenti a “Il Gulliver al Santuccio, nessuna gara pubblica

  1. abramo il 17 ottobre 2011, ore 15:24

    Mi sfugge se l’animazione primaria è inerente alla cultura o esclusivamente alla centralità del luogo…

  2. Isaia il 17 ottobre 2011, ore 16:18

    Come dire, niente di nuovo sotto il sole e, visto che il sole si è protratto fino a ottobre, sembra che anche quello che era vecchio ormai si sia totalmente inaridito.

    Solita questione: 50 mila euro di affitto, che moltiplicati ormai per piu di 4 anni fanno 200.000 euro.

    Bella cifretta! No? Forse invece di spenderli cosi si sarebbe potuto sostenere molte altre iniziative?

    Speriamo che chi ha fatto queste scelte ne renderà conto all’elettorato, prima o poi.

    Ma: PD, IDV, SEL, CINQUE STELLE etc. etc. Non dicono nulla?
    Ok ora c’è un sacerdote, ma non si abbia paura lo stesso di intervenire criticamente e di approfondire.
    I presupposti ci sono, visto che hanno assegnato un bene “pubblico” ( solo perche pagato da noi ) senza gara, e alla presentazione di oggi anche senza progetto. Quali i presupposti per tutto ciò?

    Auguri.

  3. Roy1 il 17 ottobre 2011, ore 20:37

    Ma “Amor di politica” non era un’iniziativa già vista col Vellone e/o Amor di Libro tre anni fa?

  4. Un critico il 17 ottobre 2011, ore 23:46

    Ma a quando Amor di Inciucio?

  5. antonio zanoletti il 18 ottobre 2011, ore 11:50

    Ma smettiamola di frignare ogni volta che si cerca di fare qualcosa. Facciamo fare e poi si potrà criticare. Ma facciamo fare. E SI FACCIA, CERTO! E’ una vita che a Varese si blatera e poi non si fa e se si fa si fa pure male. Lasciamo fare, ripeto, se poi non si fa o si fa male, allora si cambi!!! SENZA INCIUCI. A VARESE CE NE SONO STATI TROPPI ULTIMAMENTE. Troppo spesso come dice la Bibbia: “I Principi vanno a piedi e i servi sono issati sulle selle dei cavalli”. Ce ne sono di esempi.
    Buon Lavoro a Gulliver e a tutto il resto.

  6. El Grinta il 18 ottobre 2011, ore 17:11

    Ecco l’effetto Chiesa, subito si levano i paladini del crocefisso.

    No caro Antonio questa cosa NON SI HA DA FARE! Perchè, come sottolineato nell’articolo:

    1) quello stabile costa troppo ( e i soldi vanno ad un privato ) per l’utilità che ha. Mentre invece quei soldi potrebbero servire a favorire iniziative culturali di pregio, che costituiscono anche fonte di reddito per alcuni.
    2) Non è molto chiara la dinamica di assegnazione. Prima con assegnazione diretta ad una Associazione di area Leghista, poi un bando, poi di nuovo senza bando e ad un soggetto che non si occupa di cultura ma rappresentato da una sacerdote, che per di più si presenta senza un programma articolato alla presentazione ufficiale.

    Le persone che scendono in piazza in questi giorni reclamano proprio una pubblica amministrazione più limpida e più efficace, che non si concede a sprechi ma che indirizza le proprie risorse vero azioni concrete di sostegno alla collettività ( che sostegno è riaprire una sala che, seppur bella e storica, costa un capitale? Sono lussi che non possiamo permetterci.)

    Se il Gulliver vuole fare attività di carattere culturale che lo faccia, chi vuole negargli questa possibilità, spazio mi sembra non gli manchi nella loro sede.

    Questi sono i fatti, altro che SI FACCIA!!!

  7. hubert stergacic il 18 ottobre 2011, ore 22:47

    E’ difficile commentare un articolo, già faziosamente di parte, e sappiamo bene tutti di quale parte politica , enuclare i motivi che hanno portato i responsabili del Comune di Varese ad affidare a ” Gulliver” ,la gestione dello spazio medesimo. Un plauso di merito, va al sindaco Fontana, che grazie al suo intervento deciso è riuscito a salvaguardare uno spazio storico della cultura varesina dallo scempio, a cui era destinato: “attività commerciale”. I commenti ironici ed inopportuni che ho letto su questo sito, a partire dal giornalista o (forse pubblicista, o forse nemmeno quello?) ed a seguire altri commentatori anonimi che non hanno il coraggio di firmarsi nome e cognome. GIà questo dovrebbe far riflettere in un dibattito culturale.
    Non è quindi un’estrapolazione troppo azzardata ritenere, almeno come ipotesi verosimile che nessuno dei commentatori conosca la frase che malamente vien riportata a sproposito: “Amor.”…..ma di che cosa? Luce intellettual, piena d’amore;
    amor del vero ben, pien di letizia;
    letizia che trascende ogni dolore (Par., 30, 40-42).
    Di luce intelletual ne vedo ben poca nei vostri commenti. Mi chiedo se , ma ne dubito fortemente….ma vuoi vedere che La persona di Luisa Oneto, ha delle credenziali,esperienza e meriti artistici e sociali , non ultimo l’assegnazione della “Rosa Camuna” forse superano le aspettative di coloro che vogliono proporsi
    come candidati alternativi alle proposte del Gulliver? Ha ragione il grande attore Antonio Zanoletti: Prima di criticare, lasciamoli lavorare. Solo ieri c’è stato il primo incontro. Il contratto è molto chiaro: dopo il primo anno entrambi i contarenti hanno la facoltà di recedere il contratto.

  8. filippo il 19 ottobre 2011, ore 11:35

    @hubert stergacic
    La demonizzazione del giornalista mi pare una vecchia storia che già ha riguardato altri. Perché cascarci senza motivo?
    Mi sembra più un dato di fatto che un’interpretazione di parte la scelta di non passare tramite gara pubblica.
    Se questa ci fosse stata non sarebbe sorta la domanda, legittima, su cartellone e attività del vincitore, che sarebbero stati resi noti sin dall’inizio.
    Invece qui si tratta di attendere, ed è quello che aspettiamo tutti sperando non ci siano sorprese.

  9. Jane Bowie il 19 ottobre 2011, ore 16:18

    Guardiamo la cosa da un altro punto di vista: il Santuccio è davvero così appetibile? Finora nessuno, nemmeno delle persone con esperienza nel settore, è riuscito a cavarne un ragno da buco. Tutti hanno gettato la spugna. L’Associazione Gulliver non è un promotore artistico né una direzione artistica, non lavora in questo settore. Non è che magari tra un anno, vedendosi comunque vincolati ad affrontare delle spese con o senza eventi a pagamenti, si troveranno a “frignare” loro? Il sito finora non mostra alcun segno di vita, non c’è uno programma, mi chiedo se non sia un po’ ingenua l’associazione? Sono davvero così invidiabile?

  10. antonio zanoletti il 23 ottobre 2011, ore 01:20

    caro El Grinta, vedi il rischio qual è? Si diventa “addetti ai livori”" ho scritto giusto, LIVORI. Mi dici cosa c’entra scrivere “l’effetto chiesa” o “i paladini del crocefisso”?
    Capisci che ti commenti da solo?!! Io faccio l’attore e vivo bene del mio lavoro e non faccio parte di CONVENTICOLE VARIE e nemmeno ho INCIUCI.
    Ma fare come si sta facendo ora non fate altro che fare come “i polli di Renzo”.
    Io sto a guardare, caro El Grinta. Sereno. Peccato che anche in questa occasione si fa solo del quaqquaraquà.
    Io quando ho avuto modo di lavorare a Varese o al Sacro Monte ho lavorato con onestà ed entusiasmo, preoccupato di far bene il mio lavoro.Punto.
    Il resto, politica o conventicole, lo lascio fare a chi sa fare solo questo.
    Non ho altro da aggiungere. Sono per il FARE non per il DIRE.
    Non volermene, caro El Grinta!!!

  11. antonio zanoletti il 9 dicembre 2011, ore 22:21

    cercasi El Grinta. Non so come rintracciarlo e chi sia. Ma vorrei tanto parlare con lui. Il mio indirizzo mail è stampato dentro il commento. Perchè voglio parlare con lui.
    Forse non ha tutti i torti.

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