Varese

Uisp, una giornata di sport contro il razzismo

Alessandra Pessina (Uisp Varese)

Una settimana europea, un’iniziativa tutta varesina per divertirsi e per scoprire un nuovo sport. E un pomeriggio per aiutare ad abbattere le barriere del razzismo. È il senso dell’iniziativa che il Comitato Provinciale Uisp di Varese ha organizzato per sabato 15 ottobre dalle 14 alle 20 in piazza Repubblica a Varese: un pomeriggio di sport in chiave antirazzista per aderire alla Action Week 2011 di Fare (Football Against Racism in Europe), la rete europea che unisce tifosi, associazioni calcistiche e unioni di calciatori contro il razzismo e la xenofobia.

La settimana europea sarà dal 12 al 23 ottobre: in Italia, Uisp è portavoce di questi valori, e a Varese sabato pomeriggio la festa in piazza Repubblica porterà alla ribalta anche un nuovo sport. Europeo e geneticamente antirazzista. «Fare è nata nel 1999 e ha un’ottica prettamente calcistica – dice Alessandra Pessina, responsabile del progetto per Uisp Varese – ma noi, aderendo alla Action Week, vogliamo presentare tutti i tipi di sport come un momento importante per abbattere le barriere tra culture».

Per questo, oltre ad un campo di street soccer aperto a tutti, sabato pomeriggio in piazza Repubblica è prevista anche una dimostrazione di Parkour, il nuovo, acrobatico sport nato nelle periferie di Parigi. Dove la contaminazione tra culture diverse ha generato i mostri delle banlieue, ma anche un nuovo fermento positivo, da cui è nata, ad esempio, anche la saga della famiglia Malaussene dello scrittore Daniel Pennac. «Il Parkour è più simile alle arti marziali orientali che ad uno sport occidentale – spiega Gennaro Brunetti, “Magik” quando si esibisce negli spettacolari salti del suo nuovo sport – è una competizione solo con se stessi, per superare i propri limiti, ma in sicurezza».

Da quest’anno, il Parkour è uno sport Uisp: anche per questo avrà spazio nel pomeriggio di festa insieme al più classico calcio e alla giocoleria. Chiunque potrà cimentarsi negli sport proposti, senza bisogno di preiscrizione, mentre per i più piccoli sono previsti laboratori creativi e i giochi con materiali di riciclo.

Perché, come spiega Alessandra Pessina, «è lavorando con i ragazzi che si prevengono i comportamenti razzisti dei grandi. Perché nello sport esiste solo il linguaggio del corpo, che permette di superare le barriere tra culture». Come nel Parkour, dove le barriere che si superano sono culturali, mentali e anche materiali.

12 ottobre 2011
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