Varese

Via libera al day hospital per gli amici felini

Ora non ci sono più scuse, nessuna ragione che impedisca di scendere in campo in favore dei nostri amici felini. Così dice l’assessore alla Tutela Ambientale del Comune di Varese, Stefano Clerici, uscendo dalla riunione di giunta che ha acceso il semaforo verde per il risanamento dell’ex macello in largo Gigli a Varese e per la richiesta di un cofinanziamento regionale nell’ambito della lotta al randagismo. Sì al progetto preliminare che poi passerà in Consiglio. Costo complessivo del progetto 66 mila euro, con  l’80% che dovrebbe arrivare dal Pirellone 15 mila dalla Provincia e con il Comune che mette sul tavolo 1500 euro.

Come spiega l’assessore Clerici, si tratta di ristrutturare la palazzina (120 metri quadri) e di sistemare l’area antistante piuttosto malconcia (850 metri quadrati). Non manca però un intervento più complesso e impegnativo: il progetto contempla anche l’eliminazione di eternit dal tetto dell’ex macello.  “Quando il progetto andrà in porto – commenta Clerici – avremo ristrutturato un edificio abbandonato praticamente a costo zero”. Ma cosa diventerà questa sede una volta risistemata dentro e fuori? “Un gattile in senso molto lato – spiega l’assessore -. Nel senso che dico subito che non si tratterà di un rifugio per gatti abbandonati come accade per i cani che vengono collocati nei canili. No, nulla di tutto questo: sarà una sorta di day hospital, con una trentina di posti, in cui i nostri amici felini possono essere ricoverati per al massimo una settimana, e poi devono tornare a casa o in altri luoghi”.

Non era una priorità, quella del nuovo gattile. “Ma lo avevamo promesso – continua Clerici – e quindi vogliamo mantenere le promesse. E poi c’era questo bando regionale, che ci ha consigliato di accelerare il progetto”. Una volta ottenuto il finanziamento, sarà indetto un bando per l’affidamento. “A questo punto, anche l’associazione di Nonna Olga potrà gestirlo (in una delibera comunale viene preferenzialmente citata), ma la gestione deve avvenire entro i paletti stabiliti dal Comune. Se così non fosse, potranno avanzare la loro richiesta altre associazioni”.

11 ottobre 2011
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