Varese

Uniascom Varese: turismo, tutti avanti in ordine sparso

Il turismo a Varese sembra un ingorgo stradale perenne. Associazioni, enti, istituzioni, tutti avanti in ordine sparso, ognuno con le sue idee, ognuno con le sue iniziaitive, ognuno con le sue poltrone. Collaborazione e sinergia appaiono spesso lontani miraggi. E tutto questo mentre Varese, anche dopo il “default” di Malpensa hub, vede pochi turisti, che spesso si trovano a fronteggiare gravi carenze infrastrutturali.

Un’immagine, questa del caos che regna sovrano, confermata ieri al mega-convegno che Uniascom Varese ha promosso alle Ville Ponti in occasione del 65° anno di attività. Una struttura che vede la partecipazione delle Ascom di Varese, Gallarate, Busto Arsizio, Saronno e Luino, organizzazione ad ampio spettro che ieri ha avuto la brillante idea, in un affollato dibattito finale, di fare il punto sulla situazione del turismo dal titolo “Prospettive e proposte”. Un dibattito che, condotto dal brillante Matteo Inzaghi e trasmesso in diretta tv, ha visto una degna conclusione con un intervento di un big dell’economia locale, Delio Riganti, nella giunta camerale e nel cda dell’Agenzia del turismo provinciale. “Per me il turismo nasce oggi”, ha detto Riganti, rivolgendosi a tre relatori della tavola rotonda  Guido Brovelli, presidente Federalberghi Varese e Presidente Consorzio Turistico della Provincia di Varese, Paola Della Chiesa, direttrice Agenzia Turismo, e Mauro Temperelli, segretario generale camerale. “Mi auguro che questi tre signori – ha detto Riganti – diano vita a collaborazioni per fare crescere il turismo in provincia di Varese”. Che come intervento finale di un confronto, non c’è male.

Resta a Varese il problema di sempre: si moltiplicano le realtà, e finiscono per essere tante prime donne. Al convegni Uniascom, non sono mancati segnali forti, ma guarda caso sono giunti da chi, come Massimo Ghidelli, direttore di Bresciatourism, frequenta altri lidi. L’ha detto chiaro, Ghidelli. “Il vostro lavoro non basta – ha dichiarato rivolgendosi agli operatori in sala -, c’è bisogno della politica. E’ inutile regalare la medaglia d’oro ai negozi storici e poi consenture l’apertura di nuovi centri commerciali”. “La politica deve sapere dire no”, ha concluso Gibelli. Un ragionamento che, fatto a Varese, sembra quello di un marziano: è proprio la politica, spesso, a stare dietro il caos della moltiplicazione degli enti impegnati sul fronte del turismo.

Altrettanto realistico l’intervento di Guido Brovelli (Federalberghi), che ha sottolineato l’importanza delle risorse umane e della loro formazione. Oltre ad una scarsa capacità di progettare il futuro da parte dei soggetti del territorio. “Non abbiamo una visione dei prossimi dieci anni”. Da parte di Paola Della Chiesa, direttore dell’Agenzia del turismo provinciale, esito dell’accordo tra Provincia ed ente camerale, l’affermazione che l’Agenzia “sta cercando di mettere ordine alla situazione esistente e di fare da cabina di regia”. Il problema è che nella stessa Agenzia manca addirittura un rappresentante, a livello di cda, del Comune capoluogo.

11 ottobre 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi