Milano

Quattro milioni di danni vandalici. Trenord all’attacco

I vertici di Regione e Trenord denunciano i danni fatti dai vandali

“Gli atti di vandalismo sono aggressioni e tu sei la vittima. Non restiamo a guardare”. È questo lo slogan di un’iniziativa di sensibilizzazione sul tema dei danni del vandalismo di Trenord. I viaggiatori scesi dal treno a Milano Cadorna si sono trovati di fronte ad una “sorpresa”: nell’atrio centrale della stazione, un’enorme catasta di sedili divelti, finestrini rotti, tendine sgualcite, altri oggetti resi inservibili dalle azioni di alcuni teppisti. L’iniziativa a sorpresa di questa mattina di Trenord ha lo scopo di sensibilizzare tutti sul fatto che gli atti di maleducazione o di vero e proprio vandalismo costano ogni anno milioni di euro.
 
“Di queste aggressioni sono vittima innanzitutto i nostri clienti, costretti a pagare il danno in termini di qualità del servizio”, ha dichiarato Giuseppe Biesuz, ad di Trenord. “Ogni anno gli atti di vandalismo sottraggono circa 12 milioni di euro al servizio ferroviario regionale, l’equivalente di un nuovo treno a sei carrozze a doppio piano da più di 1.000 persone. Si tratta di una questione di inciviltà inqualificabile che richiama tutti al nostro senso di responsabilità sociale. Non possiamo stare a guardare”.
 
Nel corso di un sopralluogo a Milano Cadorna in questo particolare lunedì mattina, il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, insieme all’assessore a infrastrutture e mobilità, Raffaele Cattaneo, e all’amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz, hanno fatto appello al senso civico generale e alla responsabilità, denunciando duramente il fenomeno del vandalismo che danneggia un servizio e un patrimonio di tutti.
 
Dal “bollettino di guerra” dell’ultima settimana risultano: finestrini vandalizzati, martelletti frangivetro rubati, estintori scaricati, graffiti esterni e interni, sedili e poggiatesta fuori sede, display cab-radio vandalizzati, braccioli rotti, tendine sporcate, porte intercomunicanti scardinate, pareti sfondate e porte di emergenza spiombate. Nell’ultimo anno sono stati rimossi circa 395 mila metri quadrati di graffiti dalle fiancate dei treni, una superficie pari a 23 volte quella della piazza del Duomo di Milano. Per pulirli, sono servite 66mila ore di lavoro, come dire 2.750 giorni o, se si preferisce, sette anni e mezzo.

Sono stati sostituiti 1.000 finestrini rotti o resi inutilizzabili per incisioni o graffiti, pari alla stessa superficie di una piscina olimpionica. Sono stati impiegati 54mila metri quadrati di nuova stoffa per rivestire i 36 mila sedili sgualciti, macchiati o resi altrimenti inagibili. Il rifacimento dei sedili vandalizzati ha richiesto oltre 5mila ore di lavoro. Sono stati sottratti e reintegrati 8.600 martelletti frangi vetro e 250 estintori. Sono state sostituite o sistemate 61mila tendine. Mediamente treni di Trenord subiscono due attacchi vandalici al giorno, con picchi di 5/6 nel week end; almeno una volta al giorno accade che i danni siano tali che un treno debba essere tolto dal servizio per i necessari interventi di riparazione.

A fine anno, tutto ciò significa 8.250 ore di treni sottratti al servizio pendolare e costretti al fermo in deposito per riparare i danni degli atti vandalici (togliere graffiti, cambiare sedile, sostituire tende etc) . Solo questa voce vale poco meno di 4 milioni di euro l’anno. Un milione e duecentomila euro l’anno il valore della manodopera necessaria agli interventi di ripristino del decoro.
 
Per cercare di contrastare il fenomeno, sono state installate lungo tutta la rete ferroviaria lombarda 4.000 telecamere, è stato rafforzato il presidio della Polfer e nel nuovo organigramma di Trenord è stata di recente inserita una specifica direzione security con il compito di coordinare tutte le azioni in questo campo.

10 ottobre 2011
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