Economia

Decisivo per il Pil il lavoro femminile. Lo dice una ricerca

Un momento del convegno al De Filippi

Una ricerca su un tema assai poco affrontato, ma decisivo: quanto le donne contribuiscano, con il loro lavoro, alla creazione del Pil della nostra provincia. Sarà presentata la mattina di giovedì 27 ottobre presso la Camera di commercio di Varese. Una presentazione organizzata dai coordinamenti donne di Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con lo stesso ente camerale e le università. Una ricerca inedita, che parte dai percorsi scolastici delle donne, tratta delle segregazioni di settore, affronta professionalità e diseguaglianze nel mondo del lavoro. “Un lavoro di grande interesse – anticipa Carmela Tascone, segretario generale della Cisl di Varese -, da cui emerge la grande vitalità delle donne nel mondo del lavoro a livello provinciale”.

Una grande vivacità che, però, spesso non viene riconosciuta, quando non viene addirittura penalizzata. Un dato di fatto che emerge dalla relazione della Tascone e degli altri relatori al convegno promosso oggi al De Filippi dalla Conferenza provinciale delle Donne del Pd dal titolo “Conciliazione famiglia-lavoro: chi l’ha vista?”. Impietosa la fotografia che “scatta” il dibattito aperto da Laura Prati, presidente provinciale del Pd. “Siamo ad un livello di occupazione femminile europea superiore solo a Malta. E questo accadrà ancora di più da quando i tagli si abbattono sulle donne senza che sia stato preparato un piano di servizi sul territorio”. Subito dopo prende la parola il segretario provinciale Pd, Fabrizio Taricco, che ricorda le lavoratrici, malpagate e precarie, “morte di lavoro” a Barletta.

Per il consigliere regionale e responsabile del Forum regionale di Economia del Pd, Stefano Tosi, ricorda che ” è proprio il basso tasso di occupazione femminile in Italia a impedire la nostra crescita economica”. Drammatico il bilancio sul fronte regionale: “Negli ultimi due anni abbiamo perso circa 200 mila posti di lavoro”. E per la prima volta la Lombardia ha perso il suo primato dal punto di vista dell’occupazione, superata dall’Emila Romagna. “E questo a causa del fatto che in Emilia l’occupazione femminile supera di cinque punti quella lombarda”. Una ricetta per far crescere il tasso di occupazione femminile è, per Tosi, “dare più peso e centralità alla conciliazione tra cura e lavoro”.

Infine, per Carmela Tascone, segretario generale della Cisl di Varese, è diffcile portare nelle trattative sindacali il tema della conciliazione tra famiglia e lavoro. “Ma si tratta di un passaggio necessario fare incontrare la convenienza delle aziende e le esigenze delle donne che lavorano”. Un passaggio fondamentale dato che, rimarca la Tascone, sono cinquemila le donne che ogni anno lasciano il mercato del lavoro dopo il primo figlio. Il vero problema, ha concluso la Tascone, è che “sono tanti gli interventi, frammentari, discontinui, in assenza di un disegno complessivo”. Una grande sfida, dunque, anche per il sindacato, che spesso considera in secondo piano il tema della conciliazione. E non lo sostiene adegiuatamente nei momenti di contrattazione. Necessario, dunnque, un cambio di mentalità e una piena assunzione di responsabilità.

8 ottobre 2011
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