Lettere

Sì ai corridoi ecologici

Quando ero piccola d’estate la sera si giocava a rincorrere le lucciole e i maggiolini e si passavano pomeriggi nei boschi a cogliere cicalmini e mughetti o nei prati a mangiare “l’erba cucca”: provate a dire a un bambino di oggi se ha mai visto un “lüsacü” (lo dico nella lingua madre) o un”cornabobò”. Eppure il senso di appartenenza a questo territorio sono anche i profumi, i colori

 la natura e le sue trasformazioni stagionali, entrati nell’esperienza di ciascuno.

Rispetto per le persone e soprattutto per chi verrà dopo di noi include anche salvaguardare e ricreare l’identità ambientale di questa nostra zona insubrica, che ha peculiari caratteristiche orografiche, idrografiche, faunistiche, progressivamente minate e forzatamente modificate dal cemento e dall’urbanizzazione .

Il ripopolamento di specie autoctone nella nostra provincia è perciò una proposta di difesa e tutela della identità territoriale: obiettivo attorno al quale si è consolidata una sinergia progettuale e di finanziamento tra Europa e istituzioni locali, pubblico e privato, in una fattiva logica di sussidiarietà.

Nella nostra provincia si costruirà infatti un “corridoio ecologico”, cioè una rete di piccole opere che, nello spazio compreso tra i Parchi del Campo dei Fiori e del Ticino, permetteranno agli animali e alle specie autoctone di muoversi liberamente, senza essere costretti, come lo sono ora a causa dei numerosi ostacoli creati dall’uomo, a ridursi a vivere in ristrette aree di verde in mezzo alle zone urbane, a condizioni che determinano nel tempo evidenti cambiamenti nella fisionomia faunistica caratteristica dell’area. Realizzarlo, attraverso passaggi che riproducano le specificità naturali maggiormente adatte alle diverse specie, consentirà il progressivo ripopolamento spontaneo della fauna autoctona, che si muoverebbe senza ostacoli lungo tutto il territorio. In modo assolutamente riduttivo e irrisorio, la questione è stata però in questi giorni gettata nel ridicolo, definendo quello che è un progetto ambientale serio una “autostrada per i rospi”. Certo che messa così! La Provincia di Varese investe circa 270 mila euro in questo intervento, ma non certo a vantaggio degli anfibi. Un atteggiamento di scherno di fronte a un progetto provinciale di riequilibrio della fauna tipica della zona insubre, equivarrebbe a prendere in giro una proposta di tutela del patrimonio ittico, che ne so, a Mazara del Vallo. Decisamente fuori luogo, no? Il vantaggio collettivo per una comunità infatti esiste non solo quando ai costruiscono strade per favorire lo scorrimento del traffico veicolare, palazzi, parcheggi multipiani o rotatorie. E’ bene di tutti anche restituire a ogni territorio la propria dignità ambientale, fatta di tratti specifici e segni di appartenenza. Che qui da noi, in una provincia dell’Insubria, sono anche determinate piante e determinati animali. Anche ciò è parte della nostra identità territoriale. Una identità da salvaguardare e restituire intatta a chi verrà dopo di noi o a chi, straniero, abbia il piacere di venire a vivervi.

Luisa Oprandi

4 ottobre 2011
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Un commento a “Sì ai corridoi ecologici

  1. Davide il 4 ottobre 2011, ore 09:35

    D’accordissimo con quanto scrive Oprandi e anche con il progetto in se. Ridicola la polemica di qualche giornale

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