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“Il Varesino”, mensile fedele alla “linea ferroviaria”

Il nuovo mensile uscito oggi in edicola

Dopo un paio di numeri zero diffusi come free press qualche mese fa, è andato oggi in edicola “Il Varesino”, mensile di inchiesta (come si autodefinisce) pubblicato dall’editore Davide Pirone e diretto da Tommy Cappellini.

Ventiquattro pagine di formato verticale, foto a colori, servizi che riguardano, per metà del numero, la cronaca di Varese, e per la seconda metà Busto Arsizio, Gallarate, Saronno, Cultura, Arte, Spettacoli, Sport. La sede redazionale si trova a Carnago. In prima pagina, taglio alto, un’intervista al sindaco Fontana, e nelle pagine interne interviste al prefetto Zanzi, al segretario della Cgil Stasi e allo scrittore Aldo Nove.

Un piccolo gruppo di collaboratori ha firmato gli articoli di questo primo numero ufficiale: Roberto Bof, Michela Borellini, Carlotta Girola, Manuela Lozza, Massimo Manelli, Manuela Poretti, Vittorio Rizzi, Marisa Speroni. In prima pagina, l’editoriale del direttore: “Nessun endorsement a nessun  partito politico – così le cose sono subito chiare – ma una buona narrazione dei fatti, anche politici”.

Originale, nel colophon, una sottolineatura di indipendenza del mensile: “Il Varesino non riceve finanziamenti pubblici ma segue la linea ferroviaria”. Con un asterisco, che rimanda alla spiegazione: nel ’18 il cronista Albert Londres per un giornale parigino viene spedito al fronte e da qui spedisce corrispondenze che raccontano che la vita al fronte ha un andamento tranquillo e un po’ noioso. Al ritorno, al direttore che lo rimprovera di non avere seguito la linea editoriale del quotidiano, Londres risponde: l’unica linea che un giornalista deve seguire è quella ferroviaria.

1 ottobre 2011
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