Milano

Una Zocchi minimalista dedica un concerto ad ognuno

Una immagine tratta dalla pagina Facebook della scrittrice

Piccoli eventi che provocano stupore e incanto. Ad essere protagonista è ancora lei, la scrittrice Chiara Zocchi, da sempre attenta a scavalcare confini, ad aprire nuovi corsi, ad infrangere cerimoniali. Questa volta la “scena del delitto” è la metropoli, uno dei luoghi più amati dalla Zocchi. E l’obiettivo della scrittrice è di rendere unica e irripetibile la scena. Una lezione che l’arte, la grande arte, ha capito da almeno un secolo.

Un vero e proprio evento “Una canzone per ogni essere @ Too much is too much”. Si verificherà giovedì 29 settembre, presso lo spazio RawProject, in Corso di Porta Ticinese 69  a Milano. Saranno esposte le fotografie di Duilio Zaffaroni e Roberto Raisoni e il contributo della Zocchi sarà un “concerto privato (una canzone per ogni essere)”.

In questa piccola (ma grande) mostra di fotografi-e, dice la Zocchi, “avrò una piccola (veramente piccola) stanza tutta per me con una sedia vuota davanti e canterò una canzone per ogni essere che vorrà entrare e sedersi lì”. Veramente minimalista. E suggestiva.

28 settembre 2011
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6 commenti a “Una Zocchi minimalista dedica un concerto ad ognuno

  1. Elivio Manfrina il 28 settembre 2011, ore 10:48

    Un concerto della Zocchi tutto per me? Meglio un mese a Guantanamo.

  2. Fabio Luciano Amodio il 28 settembre 2011, ore 15:03

    Sicuramente domani mi impressionerai ecoinvolgerai come sempre quando fai le tue performance artistiche……..Fabio Luciano Amodio

  3. Il modernista il 28 settembre 2011, ore 15:15

    Roba vecchissima, si faceva trenta anni fa già in teatro.
    Però auguri lo stesso.
    Meglio rispolverare dal cassetto le cose vecchie della nonna piuttosto che avventurarsi in sperimentalismi a volte poco felici.

  4. sergio vito il 28 settembre 2011, ore 15:57

    Concerto? Mah: sono parole in libertà. E’ come se ti dicesse che ti dedica un romanzo…

  5. Paolo Franchini, Varese il 28 settembre 2011, ore 17:05

    Gli assenti, nel caso, possono avere una schitarrata per telefono?
    Ho il duplex, però, spero non sia un problema.

  6. chiara zocchi il 31 gennaio 2012, ore 13:04

    La volgarità, l’invidia, e lo schifo-umano
    che ci sono a Varese mi lasciano sempre senza parole.

    E sono sempre talmente coraggiosi da rimanere anonimi.

    Caro “modernista” ……….
    il tuo stesso nome è vecchio,
    e il fatto stesso di non usare il proprio nome è vecchio,
    e il fatto stesso di parlare di “nuovo” e di “vecchio” è vecchio.

    firmato Chiara Zocchi

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