Gallarate

Fondazione culturale, Nicosia racconta il day after

Il Teatro Gassman, uno dei due teatri gestiti a Gallarate dalla Fondazione Culturale

Un vero e proprio day after, quello che riguarda la Fondazione Culturale di Gallarate, che si è presentata al nuovo sindaco Edoardo Guenzani e alla nuova giunta con un clamoroso buco di bilancio di quasi un milione di euro, la coda di creditori fuori dalla porta (alcuni anche creditori da tre anni) e le opposizioni scatenate. Una situazione contabile che, al momento, viene esaminata dall’organo di controllo, la Provincia di Varese, che, forse, avrebbe dovuto essere più tempestiva quanto ai controlli. Così, le super-stagioni, la gestione di ben due teatri, festival ed eventi, tutto ciò è consegnato inesorabilmente al passato.

“Stiamo lavorando per ripartire in tempi stretti”. Il nuovo assessore alla Cultura, Sebastiano Nicosia, racconta il day after di un ente che, dopo pochi anni di operatività, è bloccato e con prospettive piuttosto ridotte. Cosa accadrà ora? “Non abbiamo molte strade davanti – risponde Nicosia -. Considerato che la Fondazione ha una sua autonomia riconosciuta statutariamente, la stessa Fondazione può restare attiva, ma deve pagare i creditori. Oppure può sciogliersi (o essere sciolta dalla Provincia). Una volta scelto quale strada imboccare, potremo riparlare della nuova stagione, non prima”.

Ma è possibile che nessuno si sia accorto del buco enorme? Nessun controllo aveva evidenziato qualche anomalia? Ribadendo un criterio di massima trasparenza scelto dalla nuova giunta, Nicosia risponde: “Ci sono alcuni problemi diversi che riguardano la Fondazione, a partire dal fatto che, fin dall’inizio, i suoi vertici hanno sopravvalutato il pubblico potenziale. Gallarate è piccola e molto ben collegata a Milano. E’ mancato un serio studio di fattibilità all’inizio”. C’è poi un secondo problema: “Una volta decollata, la Fondazione avrebbe dovuto cercare risorse nel privato, mentre nessun fund raising adeguato è stato fatto. Solo dopo questo passaggio, si potevano fare scelte impegnative, come l’assunzione in pianta stabile di sei persone”. Infine, una figura fondamentale è mancata: “La Fondazione aveva (e ha) un presidente, aveva un direttore artistico, ma non aveva un direttore amministrativo. Una figura fondamentale”.

E la stagione teatrale? Cosa vedremo? “Una volta stabilito il destino della Fondazione, bandiremo una gara per la gestione della nuova stagione teatrale. Una stagione più ridotta rispetto al passato, e che partirà in ritardo, penso poco prima di Natale. Abbiamo tempi stretti, e con i tagli e la crisi poche risorse. Ma troveremo il modo per ricominciare”.

24 settembre 2011
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