Lettere

Quando c’era la Dc

Non è un caso che il vuoto lasciato dalla Democrazia Cristiana, neppure dopo vent’anni è stato colmato; il suo ruolo è stato troppo importante e finora non si è trovato un “surrogato” lontanamente paragonabile. La D. C. non è mai stata il “partito cattolico italiano”; sarebbe stato semplicemente impossibile perché è stato proprio il Cristianesimo a introdurre nella storia la distinzione tra religione e politica, tra fede e potere.

La D.C. è stato un partito laico di ispirazione cristiana promosso da laici cristiani in accordo ma non su comando del Vaticano. Il suo compito non era quello di “fare da diga” al liberalismo e al comunismo (che in effetti ha storicamente rappresentato un pericolo per la religione) bensì quello di ricostruire lo Stato su basi nuove e rinnovare la società.

La visione cristiana della persona, della società, della comunità internazionale è stata tradotta in esperienza concreta e autonoma dai cristiani democratici che hanno operato con movimenti e partiti in tutto il mondo. E’ una visione originale e universale che anticipava i rischi della globalizzazione e le cui ricette trovano ancora applicazione in Europa (la C.D.U. tedesca applica con successo la “economia sociale di mercato”). Non c’è nessuna ragione teorica o pratica che impedisca la nascita, in Italia, di un nuovo soggetto politico di ispirazione cristiana di laici fedeli al magistero della Chiesa.

Il mondo cattolico è frantumato? Ha come fondamento una base culturale molto più omogenea degli altri e sa confrontarsi al suo interno, tant’è che la D.C. è stato l’unico partito che non ha subito scissioni. Sicuramente la Democrazia Cristiana, rappresentando un elettorato complesso e “interclassista” ha avuto una dialettica correntizia ma non vi è mai stata una “sinistra democristiana”, soltanto delle correnti più aperte al cambiamento-

L’ evento di una “nuova D.C.”non dipende tanto dalla Gerarchia (che è incerta e divisa) ma dalla sensibilità e maturità del laicato; sicuramente come da collaudata tradizione tale soggetto avrà carattere di discontinuità e comunque non farà capo a una generazione che è stata impari al progetto originario.

E’ vero che il “mondo cattolico” è attualmente subalterno alle due (vecchie) culture dominanti ma ciò dipende – come ai tempi del “Patto Gentiloni” che don Luigi Sturzo ha definito in termini di “prostituzione” – proprio dall’assenza di un soggetto qualificato.

Se ci fosse stata ancora la D.C. l’Italia si sarebbe ridotta a questo degrado morale e a questa bancarotta politica? La politica italiana è dominata dagli iper semplificatori che vogliono rinchiudere tutta la complessità sociale e la ricchezza culturale tra il polo (negativo) della destra e quello (positivo) della sinistra con le rispettive culture prese di peso dall’Ottocento e i relativi sistemi elettorali copiati (male) dal mondo anglosassone.

Purtroppo si sono ostruiti i tradizionali canali educativi e formativi che, nel secondo Novecento, hanno preparato la classe dirigente dei De Gasperi, Dossetti, Vanoni, La Pira e Moro.

La “contaminazione cognitiva” è un processo dai tempi lunghi e dagli esiti imprevedibili; non la si fa con un deliberato congressuale e, sicuramente, è stato un fallimento con la costituzione del Partito Democratico che si ispira non ad una politica del cambiamento e della socializzazione, ma all’individualismo libertario

e al soggettivismo etico. Diversamente da liberisti e social comunisti , i cristiani democratici sono sempre stati aperti alla collaborazione e a feconde alleanze, ma nella chiarezza e nel rispetto delle reciproche posizioni.

Chi ha paura che la presenza dei cattolici nell’arena politica possa danneggiare la sinistra e favorire la destra si sbaglia di grosso, commette un errore di valutazione storica e di prospettiva. E’ con l’impegno attivo dei laici cristiani nel sociale e nel politico che la Chiesa gerarchica si è aperta al mondo (con il Concilio Vaticano II) e ha messo ai margini la componente clericale e integralista.

Certo, se la politica non conosce la storia e si basa su approssimazioni, pregiudizi, luoghi comuni, il risultato e quella desolazione che abbiamo sotto gli occhi.

Camillo Massimo Fiori

23 settembre 2011
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2 commenti a “Quando c’era la Dc

  1. Camillo Massimo Fiori il 23 settembre 2011, ore 12:07

    Il commento si riferisce al futuro e non al passato (come si può pensare dal titolo).
    Martedì scorso si è riunito presso la Comunità di Sant’Egidio il Forum delle Associazioni Cattoliche.
    Ha auspicato che l’attuale quadro politico si scomponga e ricomponga per favorire la nascita di un “nuovo contenitore”.
    Esso dovrà essere ancorato al cattolicesimo popolare e alla società civile.
    Dovrà contribuire al “rinnpovamento etico” auspicato, anche in questi giorni, da Benedetto XVI.
    Così le notizie della stampa. Cmf.

  2. emilio corbetta il 11 ottobre 2011, ore 20:22

    un pensiero che fa meditare e mi chiarifisce idee che sento confusamente nella mia mente. La presenza dei cattolici nella politica,che a giudizio di un amico non è in contrasto con i laici, può portare ad un miglioramento e un innalzamento del livello culturale e di contenuti della politica attuale, sia nella destra che nella sinistra. Quello di cui si sente il bisogno è una politica fatta generosamente a favore degli amministrati senza ritorni personali a coloro che ci si dedicano, ossia senza conflitti d’interessi di sorta, purtroppo presenti a tutti i livelli. Ciò che scandalizza invece è il sostegno dei cattolici e dei laici a decisioni in contratso con le necessità ed il benessere fisico e morale della popolazione. Creare un movimento di cattolici? Cammino lungo, ma che deve essere nuovo ed originale!

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