Venezia

Bossi: non possiamo fare a meno della secessione

Un Carroccio che ritorna ai toni forti e alla strategia della secessione. Che cerca insomma di allontanare il più possibile lo spettro di una Lega solo di governo, tutta schiacciata sul premier e a difesa dei suoi interessi.

“In Padania milioni di persone sono disposte a combattere per la libertà della Padania. E’ grande l’esercito della Padania”. E poi il senatur continua: “Non possiamo illuderci di fare senza la secessione. Dobbiamo avere la forza per ottenere la nostra libertà. E a chi dice che la Padania non esiste, dico che esiste e paga per tutti”.

Alla festa dei popoli padani, che si è conclusa a Venezia, e che ha visto il rito dell’ampolla con l’acqua del Po svuotata in laguna, Bossi ha accennato alla ”via democratica, forse anche attraverso un referendum, perché un popolo importante e lavoratore come il nostro non può continuare a mantenere l’Italia”. Poi, incalzato dal fatto che i militanti gridavano ”secessione”, il leader del Carroccio ha cambiato rotta e linguaggio. “E’ tornato il fascismo con altri nomi” dice Bossi, e siamo in un Paese “che sta perdendo la democrazia”.

Naturalmente Bossi se l’è presa con i media: “I giornalisti sono dei grandissimi str… raccontano bugie. Attaccano la mia famiglia perché non possono attaccare me. Dei disgraziati”. Non evita neppure il tema della previdenza: ”Abbiamo convinto Tremonti a non toccare le pensioni. Giù le mani dalle pensioni di chi ha lavorato. Chi se ne frega dell’Europa: noi andiamo avanti come prima”. Per concludere il leader del Carroccio ha lanciato una manifestazione “in un luogo bellissimo in primavera” e con questo annuncio sulle note del “Va’ pensiero” ha chiuso la tre giorni padana.

Dal palco è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. ‘”Da dentro le istituzioni combattiamo la battaglia per il federalismo. Stiamo li. Resistiamo – ha detto il ministro varesino -, almeno finché ce lo dirà Bossi”. “E mentre noi ci danniamo per strappare risultati concreti c’è chi si occupa di certe porcate. Basta sentire parlare di intercettazioni, case fantasma offerte da misteriosi benefattori. Questo modo romano di far politica non è quello che ci ha insegnato Bossi”.

18 settembre 2011
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6 commenti a “Bossi: non possiamo fare a meno della secessione

  1. Mario Rat via Facebook il 18 settembre 2011, ore 17:44

    Il referendum è una buonissima idea, vediamo quanti sono d’accordo con questa follia. La Padania non esiste, è solo nella mente malata di qualcuno. Esiste il Piemonte, la Lombardia e il Veneto che hanno una economia florida ma ciò non è certamente merito della Lega Nord che aspira solo alle poltrone pubbliche molto bene remunerate. Queste 3 regioni non hanno, da sole, la capacità economica per gestirsi da sole perchè hanno bisogno dell’Europa come tutta l’Italia. Angela Merkel non è fessa e se vuole gli Stati Uniti d’Europa un motivo ci sarà. Angela Merkel sa benissimo che se fallisce la Grecia ci sarà un effetto domino dal punto di vista economico. Oggi o ci salviamo tutti o nessuno, l’economia è globale e ci vogliono soluzioni globali per risolvere la crisi economica. Il concetto di economia di scala deve essere chiaro a tutti anche a quelli della Lega Nord.

  2. Roy1 il 18 settembre 2011, ore 18:43

    Fa piacere vedere tutti allineati e concordi dietro il nuovo proclama secessionista, anche il ministro dell’interno della Repubblica Italiana.
    Della Repubblica Italiana.
    Della Repubblica Italiana.

    Ricordiamocelo quando farà finta di niente.

  3. puzzailsignorvincenzo il 18 settembre 2011, ore 21:01

    Da venti anni parlano parlano con il solo scopo di occupare poltrone. Come i peggiori democristiani.

  4. sandro sardella il 19 settembre 2011, ore 12:05

    è più marcescente l’acqua dei canali di Venezia o la verdonza smollacciata camicia
    legaiola? le mongolfiere di bossi & family palloneggiano col fetore del gas marcescente del berluska? l’elettore plurigabbato è ancora creduloneee in rituali
    di una così bolsa e triste teatralità?
    ad majora ……….. di stronzi che galleggiano ne siamo invasi ……… azionare fantasie
    rimuovere cadaveri ……… aaaaaaaaaaaaaaa

  5. Roberto Gervasini il 19 settembre 2011, ore 16:53

    Ma la capiate della padania dove sarà? Torino? Milano? Pontida? Cazzago Brabbia? Venezia? Sesto San Giovanni? Ponte di Legno? Adro?
    La lingua ufficiale, che non puo’ essere l’italiano, ca…o, sarà il veneto di Venezia o di Belluno o di Treviso?, Il lombardo sarà quello del Ducato di Milano, il bergamasco, il bresciano?O il genovese, il torinese, il cuneeese, l’occitano, il bosino superiore, o quello inferiore?
    Chi scrive le grammatiche? Le bandiera Nazionale della padagna quale sarà?
    E poi sicuramente monarchia: Bossi Primo. Seguira’ Belloni Tano. l’ Eterno Secondo. Referendum SUBITOOOO. Ci restano poche cose per ridere.

  6. Roy1 il 19 settembre 2011, ore 23:32

    e a proposito di referendum: non solo approvo l’invocazione di Roberto Gervasini ma chiedo a un qualsiasi giornalista dotato di attributi di chiedere senza timidezze e salamelecchi al ministro dell’interno come intende gestirlo, visto che sarebbe di sua competenza, e come attuerà tecnicamente la secessione per la quale ha cantato a Venezia con la mano sul cuore

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