Varese

All’Insubria arriva Versaggi, guru della Silicon Valley

Chissà se qualche novello Zuckerberg siede tra i banchi dell’Insubria. Anche l’ideatore di Facebook quando ha voluto trasformare la sua creatura in business si è trasferito in California. E proprio da lì, dalla Silicon Valley arriva Charles Versaggi, presidente di Versaggi Biocommunications, un’icona del marketing della Silicon Valley, con oltre 25 anni di esperienza nel marketing delle imprese innovative.

Versaggi arriva a Varese domani lunedì 19 settembre, alle ore 13, nella sede di via Monte Generoso della Facoltà di Economia della Università dell’Insubria, per inaugurare il nuovo anno accademico del Corso di Laurea Magistrale in Imprenditorialità e Management Internazionale (Global Entrepreneurship and Management), l’innovativo percorso di studio, che contempla gran parte della docenza in inglese, diretto dal professor Alberto Onetti.

Charles Versaggi terrà una lectio magistralis dal titolo: “Embracing the Culture of Risk and Innovation” durante la quale spiegherà come comunicare la propria business idea e strutturare un business plan. Spiegherà le differenze tra il fare impresa ed innovazione tra Italia e Stati Uniti e quali sono gli ingredienti del successo della Silicon Valley e della nascita di imprese come Apple, Facebook, Twitter, Dropbox…

“Proprio un anno fa – segnala il professor Onetti – aprivamo la nostra laurea specialistica con il professor Pinaki Dasgupta che dall’India spiegava come fare innovazione sui mercati emergenti. Oggi ho chiamato Charles Versaggi per raccontare cosa fa grande la Silicon Valley che, de facto, è la culla dell’innovazione nel mondo e come lanciare una nuova impresa capace di innovare e crescere. Potreste chiedermi qual è la trait union tra un anno fa ed oggi, tra India e Silicon Valley? La risposta è: i nostri studenti che, partecipando ad un corso di laurea in inglese con una fortissima enfasi sull’internazionalizzazione e sull’innovazione, mi auguro possano essere protagonisti attivi su un mercato del lavoro che è ipercompetitivo, iperdinamico e globale. Noi li prepariamo a questo, dandogli strumenti e sottoponendoli a stimoli forti e diversi, del tutto non convenzionali, con l’auspicio che possano nascere delle Google o Facebook italiane”.

18 settembre 2011
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