Varese

Costosa ed elitaria, la Stagione musicale del Comune

Da sinistra, Longhini e Sartorelli

Tra le poche iniziative programmate dal Comune di Varese e che il Comune non ha cancellato, rientra certamente la Stagione musicale del Comune, che quest’anno raggiunge la sua tredicesima edizione. Undici concerti di buon livello, con interpreti di vaglia, con scelte di cartellone interessanti. Una manifestazione che si svolge presso il Salone Estense, e che è stata presentata questa mattina in Comune dall’assessore alla Cultura Simone Longhini e dal direttore artistico Fabio Sartorelli.

L’assessore Longhini, presentando il cartellone, ha definito la scelta dell’amministrazione comunale “animata da spirito di responsabilità e senso della misura”. Una scelta piuttosto costosa per il Comune, dato che, come ha detto Longhini, costa alle casse di Palazzo Estense 150.000 euro. Non è chiaro se a questa vada aggiunto anche il compenso lordo di 48.669,28 euro (spalmato su tre anni) che viene attribuito al direttore Sartorelli. Se le cose stanno in questo modo, sarebbe il caso di esplicitarlo dato che il costo si gonfierebbe ulteriormente. E questo in nome di un principio di trasparenza, opportuno quando si parla di iniziative pagate con i soldi dei cittadini. Longhini ha poi presentato come una novità rilevante lo sconto-famiglia: se un nucleo famigliare di quattro persone acquista biglietti, ognuno di essi costa 12 euro anziché 20. Resta da capire quanti nuclei di questo genere vadano ai concerti del Salone Estense.

Una cifra significativa, soprattutto in un periodo di vacche magre come questo, per un cartellone di undici proposte rivolte ad un pubblico d’élite. Si parte, con il primo concerto, sabato 29 ottobre, alle 20.30, con il concerto del pianista Emanuel Ax, mentre la chiusura è prevista il 16 aprile, nella basilica di San Vittore, con il Coro e i Solisti dell’Accademia del Teatro alla Scala. Dopo Emanuel Ax,  il 13 novembre vedremo il musicista brasiliano Antonio Meneses, violoncellista che si esibirà con il pianista Gérard Wyss.Il 27 novembre sarà la volta di Pietro De Maria, pianista. L’11 dicembre è in programma un duo composto dalla violinista Catherine Manson e dal clavicembalo di Ton Koopman. Ancora una violinista, Veronika Eberle, che proporrà le sue note il 15 gennaio, accompagnata da Francesco Piemontesi.  In prossimità del “Giorno della memoria”, che cade ogni anno il 29 gennaio, si esibiranno i Berlin Comedian Harmonists, che ha fatto risorgere una realtà distrutta dalla croce uncinata. Ancora: il tenore inglese Ian Bostridge, il 5 febbraio presenterà un concerto dedicato al Lied. Il Quartetto di Cremona sarà a Varese il 19 febbraio, mentre l’11 marzo si esibirà un gruppo italiano che  si dedica alla musica barocca, la Venice Baroque Orchestra. Il 25 marzo sarà la volta di Louis Lortie, che proporrà la Petite Messe Solennelle di Rossini. Chiusura, come si è detto, con il concerto gratuito in basilica.

15 settembre 2011
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5 commenti a “Costosa ed elitaria, la Stagione musicale del Comune

  1. Gregor Samsa il 15 settembre 2011, ore 09:10

    tra una cosa e l’altra fanno 200.000 euro, ovvero una media di 18.000 euro a concerto… di questi tempi e con queste cifrette già messe sul piatto, penso fosse abbastanza prevedere un ingresso simbolico a 1 euro… un po’ di sana cultura per tutti penso faccia sempre bene, no? tralasciando il fatto che di musicisti validi e apprezzati nel mondo ne esistono parecchi anche da queste parti…

  2. Jane Bowie il 15 settembre 2011, ore 09:41

    Non è bello lamentarsi quando un comune spende per la cultura, ma effettivamente dato che queste iniziative non interessano alla maggior parte della popolazione, e certamente non ai nuclei familiari, faccio presente che per un decimo del costo si poteva preventivare una piccola stagione teatrale serale di livello medio buono ed idem un cartellone di teatro ragazzi (una delle poche cose “culturali” insieme al cineforum ragazzi che vede le famiglie unite nel presenziare a qualche iniziativa).

  3. Gregor Samsa il 15 settembre 2011, ore 10:41

    jane, le tue non sono cose chic: la cultura a varese dev’essere una tartina col caviale, non un’oliva infilzata in uno stecchino

  4. bruno belli il 15 settembre 2011, ore 11:56

    Non desidero entrare nel merito della “spesa” in sè e per sè: piuttosto, preferirei chiedermi se sia lecito perdurare con una stagione che è sì di qualità. ma notevolmente ingessata. Anzi, stiamo entrando nella prima fase di una vera e propria MUMMIFICAZIONE.
    Con cifre dello stesso ordine (ma nche minori) sarebbe possibile proporre più titoli nel cartellone e maggiormente vari, per corrispondere a scelte e ad esigenze di un pubblico meglio eterogeneo che ama, ad ogni modo, la classica, oppure, in generale, senza troppi steccati, la musica di qualità (anche di provenienza diversa).
    Per esperienza diretta, posso affermare che essitono iniziative cui ho assisitito (anche in Ticino) molto frequentate, con proposte più varie e “duttili”, accostamenti inediti e spese minori: formula che “attira” più pubblico.
    Ora, sarebbe meglio chiderci a quale fascia della popolazione varesina si rivolgano concerti che, di fatto, al massimo, possono ospitare 200 persone, in un orario troppo vicino alla chisura delle attività commerciali.
    Come sempre, a Varese si preferisce alla pragmatica ed al buon senso, soddisfaere i gusti di una “mini casta” che regge parte della “maxi casta”.

  5. cittadino superpartes il 15 settembre 2011, ore 13:24

    Faccio presente, essendo un lettore dei giornali on line e cartacei Varesini, che hanno sospeso un servizio utilissimo per la citta’ come le Guardie Ecologice per qualche centinaio di euro, e poi spendono 50.000,00 euro per la notte del cinema un flop. Poi per questa manifestazione 200,000,00 euro Mi sembra che questa giunta comunale abbia perso completamente la bussola e la nave sia in balia dei fortunali senza un capitano che sappia governare la barra del timone.

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