Varese

Varese salvi S. Vittore. L’appello di Varesereport

La basilica varesina di San Vittore

Tra i tanti mal di pancia suscitati dalla manovra del governo, c’è anche la sopressione delle festività. Una decisione che ha fatto infuriare tanti e che ha costretto il governo a tornare sui suoi passi per alcune festività civili: nessun  colpo di spugna, insomma, su 25 Aprile, primo maggio, 2 giugno. Un ripensamento apprezzato da tutti.

Ma non è finita qui. Oltre alla soppressione delle festività civili, rischiano anche quelle religiose, che hanno finito per intrecciarsi strettamente con la storia civile. Tanti i Comuni che, in queste stesse ore, si stanno mobilitando per salvare la festa del santo patrono.

Esemplare la rivolta a Milano, assolutamente bipartisan, assolutamente sentita. Se l’assessore alla Cultura di Palazzo Marino, Stefano Boeri (centrosinistra), considera la questione “da privilegiare”, il capogruppo leghista Matteo Salvini annuncia una pagina Facebook dal titolo, più che esplicito, “Giù le mani da Sant’Ambrogio”.

E a Varese? Nessuno s’indigna contro la manovra “taglia-feste”? Nessuno spende una parola in favore del santo patrono di Varese, San Vittore? Festeggiato nel 2012 martedì 8 maggio, e dunque una festività su cui è destinata a cadere la pesante scure del governo (nel 2011 si sarebeb salvato, essendo l’8 maggio una domenica). Ma Varese può difendere San Vittore, dando vita ad una mobilitazione bipartisan, come accade a Milano e in tanti altri Comuni in queste ore. Un appello che Varesereport lancia a tutti, sindaco e giunta, maggioranza, opposizione, destra e sinistra, politica e società civile. No al colpo di spugna sulla festa più amata dai varesini.

8 settembre 2011
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