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Arriva il Giro di Padania. E ovunque è il caos

Ci si aspettava che il Giro di Padania, gara ciclistica ad alto tasso lumbard, portasse a tafferugli, proteste, contestazioni. E’ accaduto nelle prime due tappe. Alcuni esponenti di Rifondazione comunista e del Pd hanno contestato il passaggio della corsa in questi due giorni. Il Giro di Padania è partito,  questa mattina, da Loano per la seconda tappa. E i manifestanti hanno contestato il passaggio della corsa da Savona, costringendo i corridori a deviare il percorso.

Si è così ripetuto, in occasione della tappa di oggi,  lo stesso copione di ieri, quando gli stessi fatti si erano verificati nel Cuneese: proteste, spintoni, momenti di tensione tra manifestanti, forze dell’ordine e corridori. Domani i 166 partecipanti arriveranno nel Piacentino.

Il giro di Padania, organizzato anche dalla Società “Alfredo Binda” di Varese,è partito dal Piemonte, inaugurato alla presenza del figlio del ministro Bossi, Renzo, e si concluderà sabato in Veneto. E’ la prima edizione della gara ciclistica per professionisti ideata dal sottosegretario leghista Michelino Davico.Una gara riconosciuta da Federciclismo e che tra l’altro sarà uno degli ultimi test prima dei Mondiali. Tra i campioni in corsa anche il varesino Ivan Basso, il quale ha dichiarato: “‘Vincere il giro della Padania sarebbe un onore. Il Giro di Padania, poi, e’ una gara che sento perche’ attraversera’ anche la mia terra”.

7 settembre 2011
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