Varese

Sciopero generale Cgil, la piazza torna protagonista

Stasi nel corso del suo intervento in piazza Monte Grappa

Almeno quattromila i partecipanti alla manifestazione di questa mattina a Varese, secondo le valutazioni delle Forze dell’ordine. Forse parecchi di più per dire no ad una manovra che colpisce, come dice la Cgil, chi le tasse le ha sempre pagate, lavoratori dipendenti e pensionati. Il popolo del sindacato che normalmente, in occasioni importanti, è portato dai tre sindacati, oggi è arrivato dietro le insegne e gli slogan della sola Cgil. 

Il corteo si è mosso da piazza Repubblica, dietro uno striscione che riassumeva i temi della mobilitazione “Stanchi di pagare  per tutti. Cambiamo la manovra ingiusta. Diamo un futuro ai giuovani e all’Italia”, si leggeva. Dietro si snodava un corteo interminabile, al punto che la testa del corteo in uscita da Corso Matteotti ha incrociato, in piazza Monte Grappa, la coda del corteo che stava arrivando in quel momento nella stessa piazza. 

A sfilare per via Manzoni, via Volta, piazza Monte Grappa, via Marcobi, via Veratti, via Del Cairo, Corso Matteotti e conclusione in piazza Monte Grappa, le varie categorie della Cgil, le Rsu delle principali fabbriche della nostra provincia, giovani, donne e pensionati. Ad accogliere il lungo corteo davanti al palazzo della Camera di commercio le note di Renato Franchi e dell’Orchestrina del suonatore Jones. Poi sul palco è salito il segretario generale della Cgil di Varese, Franco Stasi. Da lui sono arrivati gli obiettivi che hanno condotto in piazza il sindacato della Camusso. Parole polemiche nei confronti di chi ha negato la necessità dello sciopero. “Se non lo avessimo fatto oggi che la manovra arriva in Senato, sarebbe diventata una pura testimonianza”. E quanto ai sindaci e alla loro protesta contro i tagli, Stasi ha detto: “Abbiamo sostenuto la loro battaglia, ma non li vediamo questa mattina in piazza con noi”. Sul flash mob messo in atto dal sindaco Fontana sabato scorso, Stasi ha dichiarato: “Avrebbero fatto bene a spezzare la corda che li lega a Berlusconi”.

Dopo gli interventi dei rappresentanti delle principali categorie, ha preso la parola il segretario regionale lombardo della Cgil, Nino Baseotto, che ha rimarcato le ragioni della protesta e della scelta, inizialmente azzardata, ma poi giustificata dalla partecipazione, dello sciopero generale contro una manovra che taglia, ma che non fa nulla per rilanciare l’economia.

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6 settembre 2011
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