Varese

“Varese Cinema”, diario di un “imbucato” e “indignado”

Foto di gruppo al talk show

Ha combattuto contro parecchie avversità, questa seconda edizione di “Varese Cinema”, che si è svolta ieri nel capoluogo. Giove pluvio, defezioni di ospiti prestigiosi, insufficiente informazione sugli spostamenti dei film in caso di pioggia. La gente è arrivata, meno però dello scorso anno, la kermesse è stata meno vivace e più noiosa. Ma andiamo per gradi.

L’Aperitivo in technicolor, madre di tutti gli eventi. Partiva prima di tutto, inaugurava in qualche modo la kermesse. Sempre che non si consideri il dibattito di venerdì pomeriggio alla sede di Filmstudio, dibattito protagonisti e pochi altri, e pellicola di Vincent Minelli proiettata in sala dopo il dibattito, giunta dalla Spagna e trasportata a Varese con costi certamente non proporzionali agli spettatori (scarsissimi). Be’, torniamo all’Aperitivo, e ai problemi tecnici che subito si sono palesati. Per una buona mezz’ora iniziale, l’audio era azzerato. Il frastuono sovrastava le interessanti domande delle conduttrici, e le certamente ancora più interessanti risposte degli scrittori. Fino a quando si sono utilizzate le casse del palco su cui si sarebbe fatto il talk show, se la pioggia non avesse mandato tutto all’aria. Peccato che causa pioggia non si siano potuti utilizzare per il talk show i divanetti in puro stile Maurizio Costanzo Show, già collocati sul palco. Tutto trasferito al Salone Estense.

Aperitivo vero al Bar Veratti riservato a ospiti e assessori. Noi non siamo stati invitati, ma ci siamo “imbucati” per il bene dei nostri lettori. Regola da vecchi giornalisti: andare sempre dove non si viene invitati. E poi forse, ad esprimere perplessità e dubbi, non si viene invitati. Tant’è. All’aperitivo partecipavano attori, registi, politici, belle donne, organizzatori, che hanno festeggiato gli ospiti del talk show. Almeno quelli presenti, dato che qualche importante defezione si è registrata. Folta la pattuglia leghista, tutta qui per applaudire Pozzetto.

Talk show trasferito in Salone Estense, location del tutto inadeguata per un talk show dedicata al cinema. Pubblico presente in Salone, ma neppure tutte le file piene (vuote quelle in fondo). Buono il ticket inedito Diego Pisati, il Pippo Baudo Insubrico, e Giancarlo Ratti, il più vivace della situazione (nonostante i suoi sforzi, il talk ha continuato a navigare faticosamente). Gli ospiti, quelli presenti, tutti piuttosto spenti e noiosi. Lo stesso Renato Pozzetto non vivace come lo scorso anno. Tra le defezioni Massimo Boldi e la mitica Lilli Carati, proprio gli unici due che dovevano presentare qualcosa da vedere (il primo un backstage, la seconda un trailer). Parole, parole, parole.

La pioggia continua a cadere e dunque i film vengono tolti dalle piazze e proiettati al coperto. E’ però mancata informazione, la gente è disorientata, chiede: “dove fanno il film…?”. I pieghevoli della kermesse riportano solo le sedi in programma, non riportano le alternative. Infine, alle 23 e un quarto, parte il concerto acustico di Ron.

Be’, alla fine, un interrogativo va posto: ma tutto questo valeva i 5o mila euro spesi dal Comune di Varese? In questi tempi di tagli e vacche magre? Per un format che già mostra i segni del tempo, dopo un solo anno? Mah. Boh. Da “indignados”, pensiamo proprio di no.

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4 settembre 2011
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19 commenti a ““Varese Cinema”, diario di un “imbucato” e “indignado”

  1. Pedro il 4 settembre 2011, ore 05:24

    50mila euro???
    Il dubbio che siano troppi, effettivamente primeggia sopra ogni altra considerazione.
    La certezza personale in vece è che a mio modesto parere la Oprandi con qualche miglioria finale ne, avrebbe spesi meno della metà.

  2. Fabio il 4 settembre 2011, ore 11:32

    Il problema di questa città è sempre lo stesso…
    si tenta inutilmente di instaurare rapidamente una “tradizione” creando eventi farraginosi che dietro a “nomi” e cifre altisonanti nascondono la volontà di far “mangiare” i soliti falsi professionisti della zona.
    Ben vengano festival e Kermesse (di ogni genere) purché curate nei contenuti e nella forma da professionisti che mettano passione e cura in quel che fanno!
    Varese e la sua classe politica creano questi costosi aperitivi d’elite…riservati ai notabili del luogo usando il cittadino e le sue presunte esigenze come giustificativo per pagare i conti di questi party!!!
    Per creare un evento si comincia con piccole edizioni curate nel dettaglio…eccellenze che con il tempo e il crescente interesse del pubblico (quello vero), possono crescere per diventare VERI E PROPRI PUNTI DI RIFERIMENTO PER gli abitanti ed anche il turismo.

  3. abramo il 4 settembre 2011, ore 11:32

    si possono conoscere i dettagli di spesa di questi 50.000 euro?

    a guardar la fotogallery si ha l’impressione che siano passati dal talk show tutti “per caso, esclusi ovviamente gli assenti, che immagino fossero alla vera festa del cinema in corso in questi giorni.

    l’Amministrazione (e la sua organizzazione) lo sa che dal 31 agosto al 10 settembre 2011 è in corso la 68° edizione del Festival del cinema di Venezia?

    magari il w-e prossimo organizzate un Festival della letteratura, così confermiamo l’ignoranza dei temi trattati ed il desiderio di offrire panem et circenses ad una cittadinanza colta e competente!

    ed il sindaco come fa a passare da un flash mob contro i tagli alla spesa ad una festa che spende troppo?

    that’s varese life, bellezza!

  4. sandro sardella il 4 settembre 2011, ore 13:11

    in tempo di vacche magre è scontato gettare perline et altre cosette sbarluscenti al
    popolo .. tanto s’accontenta di poco! .. un poco dimentica le avversità contingenti ..
    l’importante è non porsi domande .. la cultura a VA si sa che continuamente è intrigata dall’annosa domanda “ma rende qualcosa?” .. certo che soldi pubblici
    spantegati per rimescolare letame danno assai da pensare .. e non sono solo appunti alla disorganizzione ma, .. alla sostanza .. per es: “amor di libro” non era un momento di cultura e di incontro da rinnovare ?!? .. questi festivalini che scimmiottano le grandi kermesse hanno un ‘che di patetico e di consolatorio ..
    d’altra parte .. forse la cultura non va dispensata .. forse qui qui s’ha da darle spazi
    che intorno nel letame qualche fiore c’è … vedere ascoltare .. ..

  5. ester il 4 settembre 2011, ore 14:41

    D’accordissimo con tutti i commenti,soprattutto con quello di Abramo.Appunto c’è la mostra di Venezia ecc.ecc.Ma di questo sbaglio, perché tale è,da 50.000 nessuno renderà conto?Sempre nell’ottica di “volesemo bene,va tutto bene…”E poi il sindaco fa il barricadero contro gli sprechi…Ma nessuno lo dice a questa gente che sbaglia???

  6. marc il 4 settembre 2011, ore 15:25

    Varese ha il potenziale per realizzare eventi di serie A. Perche’ dare vita a queste cose che non portano una persona in piu’ in citta’ e soprattutto non hanno nessun legame con il territorio??

  7. Raffaella il 4 settembre 2011, ore 16:55

    D’accordo con tutti! Si potrebbe anche non entrare nel merito del quantitativo di spesa se come detto sopra questi eventi avessero un vivo legame col territorio e come ben evidenziato da Fabio, fossero punti di riferimento per abitanti e turismo!

  8. e. il 5 settembre 2011, ore 11:00

    Quello che più mi colpisce non sono i 50.000 euro. Con le cifre che si spendono di solito, questa non è poi così esorbitante, per quanto si potessero tranquillamente risparmiare visti i tempi che corrono e soprattutto il risultato ottentuo.
    Piuttosto mi colpisce l’estrema tristezza dell’evento.
    Inutile, mal realizzato (senza un minimo di professionalità e conoscenza specifica, messo in mano ai soliti improvvisati e impreparati) e soprattutto invisibile praticamente a chiunque.
    Colpa del fatto che -ripeto- ci si improvvisi pensando che la comunicazione sia alla portata di tutti.
    Si è visto.
    Un festival che parlava di cinema senza saperne, una comunicazione esterna INESISTENTE e un’organizzazione dell’evento da fare ribrezzo.

  9. ester il 5 settembre 2011, ore 15:01

    E invece a me colpiscono i 50.000euro.Come si permettono di spenderli così,con tutti i problemi che ci sono! Noi che su REPORT abbiamo scritto queste critiche,non possiamo mobilitarci?Su Prealpina e Provincia nessuna critica!

  10. e. il 5 settembre 2011, ore 15:18

    ester, davvero ti aspetteresti critiche di qualsiasi tipo da giornali come i due che hai citato?
    mi permetto comunque di sottolineare come in comune a varese (purtroppo non solo lì, ma al momento stiamo parlando di questo) vengano fatti sprechi ben peggiori, a spese dei dipendenti e di tutti noi.
    dobbiamo smetterla di indignarci solo quando saltano all’occhio notizie come questa, per poi restare muti e ciechi in tutti gli altri casi, quando vengono fatte porcherie ben peggiori, solo perchè non fanno facile notizia e non sono sfruttabili a fini populistici.
    ti faccio un esempio di qualche anno fa. vedere licenziare dopo 8 anni di lavoro una decina di dipendenti comunali (mai assunti con un vero contratto e presi in giro per anni dall’amministrazione comunale) con la motivazione ufficiale di mancanza di fondi, per poi vedere assunto negli stessi giorni un direttore generale che da solo prendeva più di tutti i licenziati messi assieme… fa schifo!
    in quel caso c’erano in ballo più di 200 mila euro. qualcuno si è indignato? qualcuno lo sapeva?
    queste cose fanno schifo, informiamoci SEMPRE e indignamoci per ciò che davvero fa indignare!
    non limitiamoci ad accodarci a facili entusiasmi…

  11. Fedro Aldobovar il 5 settembre 2011, ore 17:10

    la prealpina non poteva scriverne male, dato che il direttore artistico è un suo giornalista storico

  12. ester il 5 settembre 2011, ore 20:43

    Appunto,di certe cose non si viene nemmeno a conoscenza,almeno questa è evidente e se ne conosce il costo.Che fare?Io,da sola,proprio non so.

  13. Fabio il 5 settembre 2011, ore 21:00

    Ragazzi ma Vi scandalizzate per 50.000 euro
    la passata edizione, anche se ufficialmente costata al Comune SOLO 30.000 euro, da delibera ammontava a qualcosa tipo 120.000 pagati ad una “neonata” società di comunicazione di Gallarate che, con parte di quei soldi ha pagato il concerto di Piovani (quest’anno invece con Ron abbiamo puntato al risparmio!)

    Che dire…”a Varese un giorno non basta” nemmeno per capire quando è il caso di smetterla!

  14. abramo il 6 settembre 2011, ore 10:31

    interessante ciò che accade su queste pagine virtuali. quale consigliere ora prenderà in mano questa situazione (siamo in dieci, quindi già un gruppo d’interesse!) e proporrà una mozione nel prossimo consiglio?
    siamo davanti ad un ministro che si è permesso di dichiarare falsità a tutti gli organi di stampa nazionali (che nulla han obiettato più per pavidità che per ignoranza si spera): “Il Governo è eletto dai cittadini!”. Ma lo sa che i ministri non sono eletti direttamente? e lo sa che nella sua città si sprecano soldi?
    attendiamo un consigliere che si assuma l’onere di indagare…
    e, quindi, il dettaglio di spesa della Festa del cinema…

  15. Alessandro il 6 settembre 2011, ore 16:05

    Sconcertante come i nostri soldi vengano buttati al vento con manifestazioni che si dichiarano culturali fatte spesso per offrire aperitivi ai notabili della Città e ai loro ospiti VIP.
    Il Comune finanzia, senza darci conto di nulla: Premio Chiara, Cortisonici, Varesecinema, Le estati Varesine del cinema all’aperto, le attività del Teatro Santiccio ( organizzate da associazioni di stampo politico ), Festival dei Cartoni animati. E chi più ne ha più ne metta.
    E queste appena citate, basta davvero un giro sulla rete per trovare le documentazioni, non si risparmiano in sontuosi aperitivi: i cortisonici al Teatrino Santiccio, Il Premio Chiara affitta addirittura l’eremo di Santa Caterina e un Battello per portare a zonzo le persone sul lago maggiore, Varesecinema affitta tutto il Caffè Veratti!!!!

    Ma si, siamo tornati alla cultura da bere!!!!

    Ma perche non rendere trasparenti queste spese? Dove vanno a finire i soldi che il Comune da? Nessuno è obbligato a presentare un rendiconto? E perche non vengono fatte delle gare di appalto?
    Interrogativi che speriamo, se davvero Varesereport vuole fare luce su tutto ciò, ponga in evidenza!
    Io propongo una bella intervista al Sindaco, ch tanto si lamenta degli sprechi, e spero che gli altri commentatori siano d’accordo con me, e mi auguro che Varesereport colga l’appello, ormai di tanti e che non può essere ignorato.

    Saluti

    Alessandro

  16. Fedro Aldobovar il 6 settembre 2011, ore 17:26

    sul sito del comune c’è anche la delibera dei 50mila, ma i 2 allegati vengono solo citati e non sono consultabili… mumble, mumble…

  17. ester il 6 settembre 2011, ore 20:36

    D’accordo con Abramo,con Alessandro;intervista al sindaco,intervento di un consigliere.Io sono disponibile x incontrarne uno,ma non li conosco se volete indicatemelo. Forse bisognerebbe contattare Prealpina e La provincia pur coi loro limiti.Il premio Chiara comunque è di un buon livello, non paragonabile a qta scemata di Varese cinema.A proposito di eventi validi, si veda la festa della letteratura di Mantova.

  18. Alessandro il 7 settembre 2011, ore 15:08

    Cara Ester,

    certo c’è chi vale di più e chi vale di meno ma mi sembrano comunque iniziative discutibili.

    Come sottolineato anche dagli altri che cosa porterebbe il Premio Chiara alla Citta di Varese? ( lo prendo da esempio perche in argomento ma vale la stessa cosa per gli altri già citati )
    Non è una iniziativa che valorizza il territorio e tantomento i personaggi che intervengono sono di Varese o provincia, ormai il nome di Chiara è bello che consumato.
    Spendere soldi per premiare Guccini o Camilleri, invece che creare opportunità per i nostri ragazzi? Che hanno portano a Varese questi grandi artisti per essere stati premiati? O servono solo per avere un po di visibilità?

    E parliamo della manifestzione più famosa, pensate un po le altre he spreco inutile di risorse pubbliche.

    E insisto, perche costoro non ci dicono in cosa spendono i soldi NOSTRI e sopratutto QUANTI rispettto a quelli che le pubbliche amministrazioni gli danno.

    Non mi sembra proprio che in tutte queste organizzazioni lavorino cosi tanti ragazzi, e allora se non per creare qualche posto di lavoro in più a Varese questi soldi dove vanno? Solo in MEGAPERITIVI SU BARCHE DI LUSSO O IN PRESTIGIOSI BAR DEL CENTRO?

    Tante domande che questo giornale spero voglia porre ai diretti interessati e soprattutto ai politici! Altrimenti perche dichiararsi “indignados”?

    Bisogna fare chiarezza perche noi cittadini siamo molto più che “Indignados” siamo “Inc … zzatos”

    Vorremmo che i soldi sprecati per iniziative discutibili fossero spese per assistere gli anziani, le persone disabili, chi ha redditi da non sopravvivere.

    Alessandro ( Inc…zzatos)

  19. Jane Bowie il 2 luglio 2012, ore 10:19

    Sono la prima ad essere disgustata per sprechi su aperitivi ecc che potevano essere le spese per la presenza di un personaggio valido al Festival. Ma vorrei salvare i Cortisonici, che porta ogni anno un vento di freschezza, di persone che quell’arte veramente lo fanno e lo amano, di passione, contaminazione, conoscenze, persone di qui che sono valorizzate ma anche dall’estero (sì, addirittura dell’estero e non parlo del Canton Ticino) che ormai hanno capito che a Varese vale la pena portare il proprio corto. Sono piuttosto un modello a cui aspirare, il festival del cinema potrà dirsi un successo quando raggiunge metà degli spettatori (Teatro Nuovo gremito, l’unico momento dell’anno in cui succede) e il dinamismo dei Cortisonici. Il Premio Chiara: una grandissima potenzialità che ha bisogno di qualche ormone per la crescita e non riesce a decollare.

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