Milano

Arte povera in Russia, una mostra al Pac di Milano

Opera di Brodsky in mostra

E’ possibile penetrare l’arte russa contemporanea anche in Italia (a Milano) fino all’11 settembre ed ad ingresso gratuito. Il tutto in una ottima collocazione, il Pac, e grazie alla collaborazione del Comune di Milano con l’Associazione Italia Russia e il Museo d’Arte Contemporanea di Perm, sotto la competente cura di Marat Guelman. 116 le opere esposte che annoverano anche lavori presentati in Biennale negli scorsi anni. Completezza ed autenticità.

Una vera esposizione che non vuole creare una scuola, ma solo un dialogo con la storia dell’arte, la responsabilità sociale e il desiderio di trovare la bellezza nella semplicità delle cose per mano di Vladimir Anzelm, Petr Belyi, Aleksandr Brodsky, Blue Noses, Olga & Aleksandr Florensky, Dmitry Gutov, Anna Zhelud, Zhanna Kadyrova, Vladimir Kozin, Irina Korina, Aleksandr Kosolapov, Valery Koshlyakov, MYLO GROUP, Anatoly Osmolovsky, Nikolay Polissky, RESYCLE, Yury Shabelnikov, Sergey Shekhovcov, Leonid Sokov, Michail Pavlyukevich e Olga Subbotina, Sergey Teterin, Sergey Volkov. L’ingresso già anticipa il fil rouge tra i 23 artisti di fama internazionale che hanno scelto come elemento fondamentale della propria ricerca alcune delle risorse naturali della Russia, legno, carbone, ferro e petrolio: addirittura sin dai Giardini di Palestro/Indro Montanelli si accede a Materia Prima.

Russkoe Bednoe – “l’arte povera” in Russia, che ha aperto a Milano il calendario di iniziative previste per il 2011 in occasione dell’Anno della Cultura e della Lingua Italiana in Russia e della Cultura e della Lingua Russa in Italia. E’ un continuo stupirsi davanti alla bellezza naturale, ma anche un meravigliarsi davanti alle parole di un sindaco ed un assessore alla cultura, che per la prima volta rivoluzionano la comunicazione politica: Pisapia e Boeri accolgono lo spettatore con espressioni atipiche per gli amministratori. I nuovi politici milanesi non usano roboanti termini per esaltarsi, bensì affidano al visitatore riflessioni culturali e conoscenze artistiche utili per addentrarsi nella “foresta vergine” russa.

Grandi istallazioni, sculture, lavori di videoarte (ricordo ancora lo stupore in Arsenale qualche anno fa quando incontrai questi scatoloni d’immagini del collettivo Sienie Nosy/Blue Noses), fotografia e pittura che utilizzano risorse naturali e si appassionano a materiali poveri o a oggetti recuperati, riciclati e restituiti ad una nuova vita nelle loro opere: Brodsky con la sua “Rotonda” chiede almeno dieci minuti di passione prima di osare l’ingresso al padiglione, dove campeggia anche il suo magnifico “il penultimo giorno di Pompei” e incontrando gli “Scheletri diversi” di Olga & Aleksandr Florenskye, si ritorna sui propri passi con il sorriso. Perché un’opera, quando è tale, ti richiama più volte e ti stimola il sorriso per la capacità semplice di parlare e creare un percorso in una decina di pezzi.

“Visto da vicino nessuno è normale” ci ricordava anni fa Galeano. Materia Prima, infatti, è un progetto unico che ci offre l’occasione di riflettere su un’arte autentica. Quella che completa la nostra sempre claudicante cultura collettiva. E ci ricorda attraverso l’arte che la normalità, non è normalizzazione (come ci rappresenta il progetto di Belyi “modellare la memoria”).Per usare la parole di “accoglienza” di Boeri “La cultura da sempre accorcia le distanze, getta ponti, rende liberi e fratelli.” Cibo per le nostre affamate menti, completo ed autentico.

3 settembre 2011 Ombretta Diaferia redazione@varesereport.it
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