Varese

Cgil, un gran pienone al De Filippi per lo sciopero

Conferenza stampa di Nino Baseotto. Accanto a lui la Magnoni

Un pienone che raramente si è visto ad una riunione sindacale, ha riempito questa mattina il salone di delegati e il parco di auto. L’attivo convocato al De Filippi dalla Cgil di Varese, in vista dell’imminente sciopero generale di otto ore contro la manovra martedì 6 settembre, ha avuto un successo oltre ogni più rosea aspettativa. E così, secondo il vertice del sindacato di Susanna Camusso, accadrà il giorno dello sciopero, in tutta Italia, ma anche a Varese. “Abbiamo già riempito sei pullman, da Busto, da Gallarate, da Saronno, dalla zona dei laghi”, racconta il segretario organizzativo Marinella Magnoni. Una mobilitazione organizzata in fretta e furia, ma da cui ci sio attende una risposta da grande occasione.

Il salone al De Filippi era pieno, questa mattina, di delegati, segretari di categoria, lavoratori comuni. Una grande assemblea in preparazione della manifestazione del 6 settembre, che ha visto almeno cinquecento persone partecipare. “Sarà una risposta ferma e forte”, continua la Magnoni. Corteo in partenza, da piazza Repubblica, alle ore 9.30, e arrivo in piazza Monte Grappa, dove gli interventi previsti, del segretario generale Franco Stasi in apertura, poi testimonianze di lavoratori, giovani, stranieri e, infine, in chiusura, prenderà la parola Nino Baseotto, segretario generale della Cgil della Lombardia. Nessun palco, ma un autoveicolo su cui parleranno i protagonisti.  

Baseotto ha chiuso, con il suo intervento, l’assemblea al De Filippi. “Credo che martedì si riempirà la piazza. Ma non ci saranno solo quelli vicini al sindacato, ma anche molti cittadini comuni. Stiamo avvertendo un moto di rabbia e smarrimento che sale in tutto il Paese”. Baseotto parla della manovra, dei tagli che colpiscono “i soliti noti” che pagano sempre, mentre non tocca quelli che non pagano mai. “Il risanamento dei conti va fatto, ma in modo diverso”, dice il segretario regionale della Cgil. “Vediamo una manovra che non propone nulla che faccia ripartire l’economia”. Tra le tante cose che non vanno il “massacro degli enti locali”. E Baseotto cita anche Formigoni: “Ha ragione quando dice che questo si traduce in minori servizi e più tasse per i cittadini”.

“Poteva sembrare un azzardo organizzare uno sciopero generale così rapidamente”, continua Baseotto. “Ma le adesioni e la voglia di partecipare ci danno ragione. E vediamo anche sempre più delegati e strutture di Cisl e Uil o confluire nelle nostre iniziative o dare vità ad altre iniziative. Sarebbe stato meglio scioperare tutti insieme – conclude Baseotto -, ma a questo punto il segnale va mandato forte e chiaro. Questa manovra va cambiata”.

2 settembre 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi