Varese

Cari don Paolo e don Luca, grazie per il vostro dono

Riceviamo in redazione questa bella lettera scritta da un parrocchiano della Comunità Pastorale di S. Antonio. Riguarda la presenza e il significato dell’azione di don Luca e don Paolo, che stanno per lasciare la comunità, destinati dalla di0cesi ad altro impegno. Una lettera che volentieri pubblichiamo

Carissimi don Luca e don Paolo,

… non usuale, non deferente, rivolgersi a dei sacerdoti in questo modo, ma per noi siete stati carissimi sia dal punto di vista affettivo, sia soprattutto perché siete stati veramente preziosi per la nostra vita, religiosa ed anche quotidiana ….

E’ vero! I molto criticati preti sono preziosi e importanti anche per il lato sociale delle nostre comunità. Ai nostri giorni sembra che i più non si rendano conto di questo ruolo sociale del sacerdote. Quest’ aspetto viene trascurato, non messo in rilevanza. Logicamente evidente e prioritario il ruolo religioso, e questo può essere accettato o rifiutato a seconda delle credenze dei singoli, ma non può essere messa in secondo piano l’impronta lasciata dai sacerdoti nella vita di una comunità, di una città, di una popolazione. Questo non solo da noi, ma ovunque, che si sia cristiani o di altre religioni.

Voi siete stati preziosi perché, oltre alla vostra validissima azione pastorale, siete stati capaci, con molto equilibrio da parte vostra, di aiutare, educare, essere d’esempio ai nostri giovani e di conseguenza alle nostre famiglie.

Ora andrete a svolgere il vostro apostolato altrove. Altri hanno bisogno di voi, come bisogno ne avremmo ancora noi, ma meccanismi diocesani, imperscrutabili e difficilmente comprensibili da parte di noi fedeli, vi portano lontani.

Non dovrebbe essere un problema raggiungervi per la facilità di comunicazione della nostra epoca, ma il contatto quotidiano verrà inesorabilmente a mancare. E ricado nel discorso sociale, già accennato. Senz’altro il prete mi aiuta nei miei bisogni religiosi ma, senza che io me ne renda conto, anche solo con i suoi silenzi, mi aiuta e m’indirizza nella vita di tutti i giorni, nelle scelte dei miei comportamenti nella vita economica, nel lavoro, nella politica, nel contatto con gli altri.

Mi si può dire che questo vale per chi sta in contatto con i sacerdoti, ma anche coloro che li vedono solo chiusi nelle chiese vengono indirettamente influenzati dalla personalità del prete.

Si commettono ugualmente sempre degli errori, perché i sacerdoti non vogliono e non possono negarci la libertà. La capacità dell’uomo di sbagliare è forse infinita, ma l’impronta lasciata dal sacerdote in un contesto sociale c’è! e anche il così detto “mangia preti” ne resta coinvolto. Una comunità con personalità sacerdotali valide ed equilibrate vive meglio che non altre comunità dove il sacerdote manca o è personalmente afono.

E se il prete sbaglia? La comunità ne soffre moltissimo: resta scandalizzata, sbandata, diventa incerta … Ma ai nostri giorni ci si rende ancora conto dell’importanza del sacerdote, anche da parte dei sacerdoti stessi? Non lo sappiamo, ma sappiamo che voi due lo sapete!

E’ evidente che ci rincresce vedervi andar via. C’è poi sempre timore nei confronti delle novità in arrivo, come timore c’era e c’è per la rivoluzione avvenuta nelle nostre parrocchie ora pastoralmente unite in comunità.

Siamo convinti che il futuro vorrà grandi cambiamenti nella nostra vita , per cui sentiamo molto il bisogno di sacerdoti validi che ci guidino nella preghiera … e nella vita quotidiana.

Un parrocchiano della Comunità Pastorale di S. Antonio

1 settembre 2011
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