Varese

Alla Notte del cinema, nessun libro sul cinema

La prima edizione di Varese Cinema

Al via la manifestazione “Varese Cinema”, giunta alla sua seconda edizione, in programma a Varese sabato 3 settembre. Format di successo lo scorso anno, il Comune quest’anno ci riprova riproponendo, senza grandi sforzi di cambiare, l’evento della precedente edizione.  Dunque, pellicole nelle principali piazze del centro, talk show condotto dal bravo giornalista Diego Pisati e concerto finale ai Giardini Estensi. Una Notte bianca del cinema che attende quei varesini che si sono potuti permettere le ferie fuori dalla città accaldata.

E’ vero che questa edizione è dedicata ai sentimenti, ma rischia di diventare una grande scatola vuota in cui viene messo dentro di tutto. Parliamo di libri. Nell’ambito della kermesse non poteva mancare un angolo dedicato ai libri, che già c’era lo scorso anno e appariva come una delle proposte più modeste della manifestazione.  Questa volta si cambia location: sabato 3 settembre, alle ore 16.30, presso la Libreria di Corso Matteotti, è in programma “Aperitivo in technicolor”, un momento organizzato dall’associazione culturale “La curiosità letteraria”.

Cosa accadrà? Tre libri e tre autori associati a tre colori saranno approfonditi con domande fatte dai loro stessi personaggi. Presenteranno l’evento la giornalista Nicoletta Romano e Raffaella Bossi. Non è ben chiaro, a dire il vero, che c’azzecchino questi libri con il cinema. Forse con i sentimenti, ma con il cinema no di certo. Forse però non è il caso di porci queste domande: bisogna fare la stessa domanda anche per il concerto finale di Ron. Mentre lo scorso anno la presenza di Nicola Piovani era comprensibile parlando di cinema, quella di Ron è del tutto incomprensibile. E così sul fronte dei libri: non è facile capire perchè non si sia puntato su libri (c’è solo l’imbarazzo della scelta, anche se parliamo di Varese e varesini) relativi al cinema. Mah. Boh.

Per la cronaca i tre volumi di “Varese Cinema” sono: “L’ultimo eroe del Klaidmark”, edito dal Gruppo Albatros, romanzo fantasy del gallaratese Alberto De Stefano (associato al verde), ”Il testamento della maestra Elma”, edito dall’editore Macchione, della tradatese Patrizia Emilitri Ruspa (associato al marrone) e “Parlami della tua ombra”, edito da Living, di Sergio di Siero (associato al nero).

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28 agosto 2011
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11 commenti a “Alla Notte del cinema, nessun libro sul cinema

  1. abramo il 29 agosto 2011, ore 11:01

    E perché mai si dovrebbero presentare libri di cinema o sul cinema in una kermesse cinematografica?
    E perché mai, soprattutto, si dovrebbe individuare uno scrittore non varesino, che magari quest’anno ha pubblicato un volume “a tema”?

    Il libro a Varese serve per il tavolino, mica per la mente. E l’aperitivo in technicolor della neonata associazione culturale serve da vero riempitivo, un’aperitivo appunto!

    Quindi, in un evento popolare, il libro va in vetrina, non certo ad arricchire lo spessore culturale della manifestazione!
    Che peraltro dimostra anche nella seconda edizione di essere un evento per la città, non certo una kermesse di richiamo turistico-culturale…

  2. Roy1 il 29 agosto 2011, ore 18:28

    ecco … appunto … qualche notizia su questa associazione culturale “la curiosità letteraria”??

  3. Gregor Samsa il 30 agosto 2011, ore 10:01

    L’articolo non dice di individuare uno scrittore non varesino, ma esattamente il contrario.

    E poi, tra l’altro, nessuno dei tre volumi è pubblicato da un editore vero e proprio.

  4. patrizia emilitri il 31 agosto 2011, ore 14:34

    Vorrei solo dire ad Abramo che forse il libro per il tavolino lo usa lui, forse per tenerlo “in bolla” ha usato la Grammatica Italiana che farebbe bene a tenere SUL tavolino perché aperitivo è MASCHILE e non va apostrofato.
    A parte questo, io sono una delle scrittrici che presenterà il suo libro sabato e non pretendo certo di annoverarmi tra i fenomeni letterari del secolo, ma solo raccontare una storia a chi la vuol leggere. Ho studiato molto per arrivare alla pubblicazione e il mio editore Pietro Macchione è una persona che ritengo seria e capace nel suo lavoro e che, con me, si è sempre comportato in modo limpido e corretto.
    Oltre che autrice sono anche socia del gruppo “La curiosità Letteraria” , un gruppo nato per unire la passione per la letteratura. Il gruppo è APERTO A TUTTI, a chiunque abbia voglia di leggere e poi discutere di libri. Durante gli incontri (a cadenza mensile) si scelgono testi di scrittori prevalentemente del territorio per conoscere appunto la realtà dei nostri autori. I generi spaziano dalla letteratura gialla alla poesia, dal romanzo storico a quello di attualità. Il gruppo ha un suo statuto che mette ben in chiaro le finalità artistiche che spaziano anche alla pittura, alla musica, all’arte in generale.
    Mi dispiace che questa iniziativa, che trovo lodevole e che tengo a sottolineare NON riceve alcun tipo di sovvenzione, sia tacciata già come fiasco perché credo che invece Varese abbia bisogno di vedere i suoi autori, conoscerli e vederli da vicino.
    Ognuno di noi autori non riceve nulla per questo incontro se non l’aperitivo offerto dalla pasticceria Zamberletti e non è per andare in vetrina che si fanno queste cose ma per conoscere i propri lettori e magari decidere se continuare a scrivere o lasciar perdere.
    Tanto dovevo ai messaggi precedenti e invito chi ha scritto a venire sabato, magari farsi riconoscere e fare insieme una chiacchierata sulla cultura a Varese.

  5. bruno belli il 31 agosto 2011, ore 15:35

    Umiltà e signorilità dovrebbero essere le principali caratteristiche di coloro che dichiarano di appartenere al mondo della cultura.
    Non mi sembra che l’attacco contro l’opinione di un lettore denoti in Lei, cara signora / signorina Emilitri, tali doti.
    L’umiltà stessa imporrebbe, infatti, che le persone siano lasciate libere di esprimere un proprio pensiero, anche quando non lo si condivida (avrà studiato tanto, ma non ha letto, evidentemente, Voltaire, Locke e gli scritti sulla tolleranza) Al massimo, si possono fornire le proprie ragioni senza ricorrere all’uso di quel benedetto “io” con le formule “posso dire”, “so”, “ho studiato”. Uno scrittore sarà giudicato solo dai propri lettori; non compete a se stesso incensarsi, almeno pubblicamente, se non altro per decenza.
    Ho sempre diffidato – e una qualche esperienza, pur minima, nel settore “cultura” la ho – di chi attacchi subito con acribia, di chi metta troppa carne al fuoco nello stesso tempo e di chi ostenti la parola “cultura” ad ogni fiato.
    Son certo che avesse ragione la scrittrice Sagan quando affermò che “la cultura è come la marmellata, meno ce n’è, più la si spalma”.
    Per dirla con Flora de “La Traviata”,quindi, “meglio fora se aveste taciuto!”. Ne avrebbe guadagnato quantomneo quella che desidero credere sia la sua personale classe!

  6. Roy1 il 31 agosto 2011, ore 16:32

    Apprezzabile incrocio di lame tra sciabola e fioretto … ma ora ci si dia marmellata (cito Sagan – Belli) a proposito dell’associazione.
    Rileggo su Varesereport: una presentazione a Varese a marzo e una a Stresa a luglio di un libro edito da Albatros, si parla di settanta donne associate, del desiderio di istituire stabili rapporti con un assessorato comunale, di un programma di incontri letterari.
    E’ un esperimento di Landsgemeinde letteraria che prosegue? lo sapremo sabato?

  7. patrizia emilitri il 31 agosto 2011, ore 16:41

    Lei non mi conosce proprio, incensarmi non fa parte della mia personalità e nemmeno non rispettare le opinioni degli altri, mi dispiace molto che il mio intervento sia stato preso in questo modo perchè denota un astio che non so da dove nasca ma non certo dall’aver dichiarato che per riuscire a pubblicare ho dovuto studiare e ancora studio e leggo (molto) e se questo vuol dire incensarsi, mi scuso per averlo fatto. L’unica cosa che non ritengo giusta è bocciare a prescindere una manifestazione e un’associazione che tenta di sollevare appunto la “curiosità letteraria” a Varese. Riguardo la mia critica, è stata solo e soltanto scatenata da un intervento violento e sopra le righe di chi ritiene che noi come autori siamo solo produttori di puntelli per un tavolino e che altro non possiamo fare se non riempire il momento di un aperitivo (senza apostrofo). E come interpretare la frase :nessuno dei tre volumi è pubblicato da un editore vero e proprio? Lascio a lei le citazioni dotte e lascio a lei la definizione di cultura. Con molta modestia ritengo di non aver offeso nessuno e di non aver voluto “incensarmi” in alcun modo ma solo difendere la mia posizione. In genere non è mia abitudine rispondere a provocazioni su di me, ma quando si mette in dubbio la credibilità di tutto ciò che mi gira intorno mi sento di dover, per lo meno, dare anche la mia di opinione ed essere rispettata come io rispetto gli altri. E ora posso tacere come lei desidera. Ho spiegato le mie ragioni e tanto mi basta.

  8. bruno belli il 31 agosto 2011, ore 18:14

    Su questo, Patriza (mi permetta di chiamarla per nome) Le rendo merito ed ha ragione: tagliente ed incondizionata è la frase “nessuno è un editore vero e proprio”. In realtà, essi lo sono, senza cavilli. Non spetta a noi, oggi, in tempi grami, dissertare su quale sia l’editoria con la “E” maiuscola. (E poi, per chi sarebbe pronto a malignare e a farmi appunti, anticipo io: il mio terzo volume uscì proprio per “Albatros”).
    Nessun livore su di Lei, come scrittrice. Il mio era solo un appunto sulla “sfuriata”, ma avrà modo di fare esperienza, sopratutto in una realtà “particolare” come quella varesina.

    A Roy1, devo dire che “è un ingegno veramente fine”! Mi spiace non sapere chi si celi sotto tale pseudonimo. Mi piace però, e molto, il suo modo elegante e di pregevole ironia, quando stende questi “appunti”.

    Per fortuna ci sono ancora pensieri liberi e vivaci. Dobbiamo batterci perchè il pensiero resti libero: anche questi post agli articoli sono molto utili.

    Alla prossima! (Se ci sarò occasione).

  9. La curiosità letteraria il 31 agosto 2011, ore 18:50

    La Curiosità Letteraria sarà lieta di rispondere a qualunque domanda vorrete porre. Se puó consolare e rassicurare, non abbiamo loschi fini, intrallazzi misteriosi e scheletri nell’armadio, purtroppo, ahinoi! Sarebbe tutto romanzescamente avventuroso. L’unico sentimento che accomuna tutte noi “lettrici curiose”, ma non solo, anche tutti coloro che senza pretendere nulla in cambio, ci hanno sostenute ed incoraggiate, è trasmettere, condividere e accrescere l’amore per i libri. Tutti i libri, anche quelli che non hanno mai venduto un milione di copie e mai ci riusciranno. Ogni libro racconta una storia, magari scritta male (puó scappare di scrivere un’aperitivo, anche se la nostra maestra Elma ce lo aveva fatto scrivere mille volte: al maschile non ci vuole l’apostrofo!), magari una storia prevedibile o improbabile o addirittura reale. Ogni storia, se ascoltata, ha qualcosa da insegnare. E chi tra noi tutti non ha qualcosa da imparare? Non vogliamo fare CULTURA, è una parola che incute timore, talmente infinita da poter spaventare anche l’intelletto piú dotato. Abbiamo un fine molto piú modesto, ma proprio per questo condivisibile da tutti. Vogliamo parlare di libri, conoscere i loro autori, sentire dalla loro voce, come diavolo gli sia potuta venire un’idea tanto balzana. Vogliamo sapere la storia della storia che abbiamo letto, a volte per dire: che bella! Altre per dire: che brutta! E il giudizio non è mai unanime. Chiunque puó esprimere la propria opinione, magari non proprio precisa e forbita come quella di un critico, ma sincera. Abbiamo imparato che dietro ad ogni libro c’è una fatica enorme, anni di studio e di peregrinazioni alla ricerca dell’editore e di umiliazioni sparate dal primo che capita.
    Non tutti i bei libri sono best seller, non tutti best seller sono bei libri.
    Non facciamo cultura, noi coltiviamo solo la passione per la lettura con la speranza, un giorno, di avere un bel giardino fiorito. Solo questo.
    Ci auguriamo di cuore di incontrarvi sabato all’Aperitivo in Technicolor per ascoltare i “nostri” autori, tra cui la brava Patrizia Emilitri che ha cavallerescamente incrociato il fioretto poche righe sopra.
    Speriamo di migliorare anche grazie alle vostre critiche.

    La Curiosità Letteraria

  10. Paolo Franchini il 1 settembre 2011, ore 11:25

    Mi fiondo con piacere nel “tafferuglio” culturale, anche perché la trovo una parentesi che, come dimostrano quasi tutti gli interventi qui sopra, rende viva qualsiasi discussione intelligente…

    Conosco sia Patrizia sia Bruno (e, soprattutto, i rispettivi cervelli, il rispettivo lavoro e la rispettiva onestà intellettuale) e, quindi, non vedo l’ora di mettermi il farfallino per arbitrare un match fra loro che, ne sono sicuro, non avrà bisogno di colpi sotto la cintura né di paradenti.

    Solo il mio punto di vista per entrambi, comunque.

    Patrizia, mi fa un po’ male leggere il tuo passaggio “… e magari decidere se continuare a scrivere o lasciar perdere”: chi scrive, per come la vedo io, deve scrivere perché lo sente come un bisogno, una necessità, a prescindere da quello che possono dire i lettori.

    Bruno, credo che i dubbi sugli editori arrivino anche dal fatto che Living pubblica molte riviste e solo qualche libro, mentre gli altri due sono fra quelli che viaggiano sul doppio binario (sempre molto criticato e altrettanto affollato) dell’editoria a pagamento e non.

    Buon tutto.

  11. abramo il 4 settembre 2011, ore 12:01

    mi cospargo il capo di cenere per il refuso risultante dalla scrittura web molto veloce (dottoressa Grammatica, lei ben sa cosa voglia dire, vero, scrivere aperitivo con articolo determinativo, poi cambiarlo in generico indeterminativo e lasciarci l’apostrofo…). ma mi assumo la responsabilità dell’errore!

    mi spiace si senta coinvolta da una critica costruttiva (presentare libri inerenti al tema, appunto!) rivolta all’organizzazione, che ammette di non essere interessata a far cultura (però organizzare eventi corrisponde a creare cultura… o a modificarla, se non annientarla!).

    mi sarebbe tanto piaciuto assistere alla presentazione di Ruggine di Massaron, da cui Gaglianone ha tratto il suo film presentato in anterpima a Venezia, ad esempio. ma da quanto comprendo, la curiosità letteraria oltre a non voler far cultura, vuole solo autori del territorio.

    quindi, pone limiti fisici ad un’arte immaginifica come la scrittura, che guarda caso da sempre “ispira” anche il cinema.
    ma ognuno fa le proprie scelte e batte le proprie strade.

    singora Grammatica (chissà come soffre dei tagli alla Crusca!), le comunico di non avere tavolini per i libri che vivono con me: trovano equilibrio da soli! compresi quelli presentati ieri all’aperitivo di Varese Cinema. Perché io (so che si stupirà!) l’ho letta! Come ho letto i libri dei suoi compagni autori dell’aperitivo.

    Ma non avevo fatto riferimento né al suo testo né a quello altrui… bensì al concetto di intrattenimento dell’aperitivo.

    grazie per la correzione del refuso e scusi se l’ho fatta inasprire, ma ancora non capisco bene il perché, visto che non era neppure citata o tirata in causa.

    saluti e sorrisi letterari (scusandomi per eventuali refusi inseriti scrivendo un commento veloce… ma il correttore di bozze è figura in estinzione)

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