Lettere

La casta dei politici

 Vorrei esprimere la mia opinione sulla questione discussa dei costi della cosiddetta “casta” dei politici. Ritengo giuste le proposte di ridurre del 50% il numero dei parlamentari, di eliminare il doppio stipendio per chi svolge una seconda attività e di ritornare ai tempi quando agli stessi non era devoluta una moltitudine di indennità “collaterali” allo stipendio. Il Parlamento allora funzionava ugualmente!

Ma, talvolta, la superficialità traspare quando si affronta il tema del costo delle altre Istituzioni come, ad esempio, la proposta di ridurre o, addirittura, cancellare le Province. Se un problema si pone, a mio parere, è quello di riesaminare il loro ruolo poiché anche se si cancellassero si riproporrebbe l’esigenza di una struttura intermedia tra Regioni e Comuni con funzioni di coordinamento per alcuni servizi fondamentali. Mi pare, invece, giusta l’idea di fare assolvere ad alcune grandi città una funzione metropolitana. In tale caso le Province di quelle località potrebbero essere soppresse.

Ammesso, però, che un tale processo determini una riduzione dei costi per effetto di una diminuzione del personale nessuno ha ancora dimostrato dove e come si possono rioccupare i lavoratori in esubero.

In Italia, per le scelte fatte nel ventennio fascista e dai governi del dopoguerra, in molti Enti locali ci sono state eccessive assunzioni di personale non solo per gli effetti di una politica clientelare, ma anche come mezzo per ridurre la disoccupazione.

Il Sig.Luca Tentoni si lamenta (la Prealpina del 15 agosto) per le modeste proposte fatte per la riduzione di dipendenti pubblici che si attuerebbe soltanto nel 2014. Certo, non spetta al Sig. Tentoni fare proposte, ma si dovrebbe riconoscere che la collocazione di migliaia di lavoratori in esubero dagli Enti pubblici sarebbe difficoltosa e complessa in un Paese come il nostro dove la disoccupazione è ben più elevata rispetto a quelli più progrediti d’Europa.

Detto ciò, a me sembra che il costo della “politica” non può essere affrontato solo nei confronti delle Istituzioni Pubbliche. Mi domando quanto costano alla società nel suo complesso le “anomalie” nel settore privato ed, in particolare, quella cronica della evasione fiscale.

Non mi soffermo sulla scandalosa questione dell’esportazione illegale dei capitali da parte di grandi evasori ai quali l’attuale governo ha concesso una assurda riduzione delle tasse. Sono stati premiati i grandi evasori con i soldi dello Stato e la vicenda si commenta da sè.

L’evasione fiscale, di cui, certamente, non sono responsabili i lavoratori dipendenti e pensionati, supera abbondantemente 100 miliardi di euro ogni anno ed è, quindi, evidente che la soluzione del problema è determinante ai fini del risanamento del bilancio dello Stato, dello sviluppo delle politiche sociali e del sostegno all’economia del Paese. Ma non si può, però, negare che il mancato introito di chi evade il pagamento delle tasse diviene, di fatto, una regalia dello Stato ai disonesti e un affronto a chi le tasse le paga.

Dunque, sarebbe bene evitare di fare credere che le gravi difficoltà in cui è di fronte il nostro Paese siano derivate essenzialmente dai costi della politica che, pure, deve essere profondamente riformata.

Spesso si fa riferimento, in modo sprezzante, alla “casta” dei politici come se fossero i soli responsabili della nostra situazione. Ma si fa finta di non vedere che di “caste” in Italia ne esistono parecchie, alcune delle quali riescono a condizionare la spesa politica a proprio vantaggio e a discapito degli interessi generali.

Claudio Donelli

27 agosto 2011
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3 commenti a “La casta dei politici

  1. sandro sardella il 27 agosto 2011, ore 22:32

    scaricare sulla casta politica è divenuto un poco lo sport nazionale .. che dire di industriali che si sono cuccati sostanziosi finanziamenti pubblici poi adoperati a proprio uso e consumo .. e che ora piangono anche miseria .. salariati & pensionati & precari nel 150 dello stato italiano sono “i salvatori” delle patrie/regie casse .. prima da servi della gleba oggi da voraci “consumatori” .. gli interessi generali sono animati da grande spirito .. da olio di gomito .. il degrado è antropologico .. non si può continuare a pensare di continuare a “consumare” impunemente oltre l’80% delle risorse noi 20% d’occidente .. ormai l’assedio/l’assalto è come uno tsunami inarrestabile .. ri-di-men-sio-nia-mo-ci
    tutti e su tutto .. o salta pure il pianeta Terra .. di balle ce ne siamo bevute troppe!
    la casta ci rappresenta .. purtroppo .. assai fedelmente tutti ………………………

  2. Cittadinosuperpartes il 27 agosto 2011, ore 23:24

    Egr sig Donelli, tutto cio’ che lei elenca ha un fondo di verita’ che torna a ripercuotersi sulla casta politica che detiene il potere. Se non viene svolta una severa azione nel contrasto all’evasione fiscale all’esportazione di capitali,poi rientrati con tassazione minima se non si svolge una politica di rigore allineata con i tempi correnti, la sola colpa e’ da imputare agli interessi della casta dominante. Le provincie erano da abolire quando furono fatte le regioni, ma per le ragioni clientelari che lei elencava sono ancora in piedi con un dispendio di quattrini pauroso per i servizi che rendono. Il personale seguira’ l’iter dei lavoratori del privato come loro useranno gli stessi ammortizzatori sociali poi si cercheranno un lavoro, oppure faranno gli imprenditori, e si vedra la loro bravura sopratutto dei dirigenti area stipendiati profumatamente. Il parlamento va dimezzato, e lo stipendio non puo’ essere sopra hai 4000,00 euro Dopo due mandati a casa, e l’indennizzo pensionistico al raggiungimento dei 40 anni lavorativi Solo cosi avremo rappresentanti degni di questo nome che lavorano al servizio del paese, non che si servono del paese per i loro tornaconti. Le regioni se ne possono fare tre Nord, Centro e Sud con consigli e giunte snelle e mandati e stipendi come quelli parlamentari, vedremo se ci sara’ una corsa a candidarsi e fare carte false come ora avviene. Andranno mantenuti tutti i comuni anzi valorizzare questa funzione dando le giuste risorse per mantenere strade e servizi ognuno nei propri territori con una programmazione seria e in tempo utile. Ci sarebbero ancora tante cose da rivedere nel pubblico ma mi accontenterei se almeno si facesse come prima misura queste cose che tornerebbero a vantaggio di tutti i cittadini ed un notevole risparmi per le casse dello Stato che poi siamo noi Temo purtroppo che da tutti gli schieramenti di questi suggerimenti ne facciano carta straccia, e la riprova ne abbiamo avuta nella votazione sull’abolizione degli scandalosi indennizzi dei parlamentari che avevano fatto nemmeno una legislatura la casta si e’ chiusa a riccio respingendo e mantenendo il privilegio in spregio a chi suda e lavora per 1050 euro mensili Cordialita’

  3. aldo orabasta il 8 aprile 2012, ore 20:53

    Le cose da fare con massima urgenza:
    Riforma del lavoro seria che si occupi di tutti,sia dei giovani come degli over 40 !!!
    Nuova legge elettorale che porti il cittadino a scegliere.e basta.
    Legge anti corruzione severa.Dato che ormai tutti si vendono x 2 soldi.
    Abolizione della legge che prevede rimborsi elettorali enormi ai partiti.
    Obbligo di dichiarare tutto on line a chi fa politica e impossibilita’ di candidare persone con precedenti o anche solo con situazioni giuridiche da chiarire.
    Prelievo fiscale adeguato alle effettive entrate dei contribuenti. é ora che paghino gli evasori e i furbetti.Investire piu’ in ricerca e cultura e togliere le provincie e tutti gli apparati inutili dello stato.Sgravio fiscale a chi presenta fattura e nel contempo reintrodurre il falso in bilancio e aumentare la sanzione con pena detentiva per l’evasione fiscale. Tassazione delle rendite e del movimento dei capitali.O almeno queste cose le fanno i tecnici oppure le fara’ il popolo,visto che la politica ha fallito.Se non verranno fatte queste importanti riforme,se ne dedurra’ che anche i tecnici sono sotto ricatto del malaffare e il popolo si vedra’ costretto a tirare fuori i forconi e autogovernarsi.Ormai stiamo morendo come mosche e non abbiamo nulla da perdere ma tutto da guadagnare facendo piazza pulita da tutti coloro che sino a ora ci hanno governato.

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