Politica

Accolto da star, Napolitano apre il Meeting di Rimini

Il Presidente Giorgio Napolitano

Il Meeting di Rimini si è aperto con una standing ovation dei suoi partecipanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale è stato donato un libro di don Giussani, fondatore e guida spirituale di Comunione e Liberazione, dal titolo ‘Il senso religioso’. Napolitano, prima di fare il suo intervento nell’Auditorium, dando così il via ufficiale alla kermesse, si è recato a fare visita alla mostra allestita al Meeting “150 anni di sussidiarietà, le forze che cabiano la Storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo”, una rassegna realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

L’angoscia del presente e il dovere di dare subito risposte adeguate alla crisi, non alimentando illusioni, ma parlando il linguaggio della verità. Sono questi i temi principali del lungo intervento svolto dal presidente della Repubblica al Meeting, più volte interrotto da applausi scroscianti.  Un intervento di grande importanza, dato che è la prima volta e a Rimini interviene il Capo dello Stato. Erano stati fatti altri tentativi, in passato, da parte degli organizzatori, senza però ottenere alcun risultato. Questa volta Napolitano ha aperto il Meeting inseguito ad un invito davvero bipartisan, che al Presidente è stato fatto congiuntamente dal vicepresidente della Camera il Pdl Maurizio Lupi, e da vicepresidente Pd, Enrico Letta, big dell’intergruppo parlamentare sulla sussidiarietà. Ad ascoltare l’intervento di Napolitano, era seduto in platea l’ad Fiat, Sergio Marchionne.

“Si impone un’autentica svolta – ha detto il Presidente – per rilanciare la cescita dell’intero Paese, Nord e Sud insieme. Una crescita meno diseguale”. “Da quando l’Italia e il suo debito pubblico – ha continuato Napolitano – sono stati investitida una dura crisi di fiducia e da pesanti scosse e rischi sui mercati finanziari, siamo immersi in un angoscioso presente, nell’ansia del giorno dopo, in un’obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti”. “Davanti a fatti così inquietanti bisogna parlare il linguaggio della verità – ha detto ancora Napolitano -. Non si dà fiducia e non si suscitano le reazioni necessarie minimizzando o sdrammatizzando i nodi critici della realtà, ma guardandovi in faccia con intelligenza e coraggio”.

21 agosto 2011
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