Politica

Bossi: “nano di Venezia”, non romperci i c…

Umberto Bossi

In grande forma, il leader del Carroccio, il ministro Umberto Bossi, al comizio di ferragosto a Ponte di Legno. Rispolvera il linguaggio greve delle origini, Bossi, e rivela alcuni retroscena del Consiglio dei ministri che ha licenziato la manovra delle discordie. Il Senatur rivela ai fans della Padania di avere apostrofato il ministro della Funzione Pubblica, Brunetta: ”Nano di Venezia, non rompere i co…”.

Il leader della Lega ha raccontato che a Brunetta è arrivata una telefonata in Consiglo dei ministri da Bankitalia per dirgli di tagliare le pensioni. A quel punto, Bossi avrebbe pronunciato la frase, dato che il Carroccio si è opposto ad un ritocco delle pensioni nella manovra anticrisi. 

Continua il fiume jn piena a Ponte di Legno. “Fino a che c’era Fini era più facile governare, ma quando si ha bisogno ci si regge con quello che si può trovare: meglio Scilipoti che la Montalcini”. Così Bossi, riferendosi ai senatori a vita del governo Prodi, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto un giudizio sul possibile riavvicinamento fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.

16 agosto 2011
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13 commenti a “Bossi: “nano di Venezia”, non romperci i c…

  1. Raffaella Greco via Facebook il 16 agosto 2011, ore 19:47

    Sempre peggio!

  2. Fabio Cappai via Facebook il 16 agosto 2011, ore 20:48

    “In Grande Forma”? rotfl…

  3. sandro sardella il 16 agosto 2011, ore 21:33

    certamente ul bossi può “conversare” di più con scilipoti che con la Levi Montalcini ..
    un farfugliare tra una pippata ed una goccia di Po’ .. ma ben imbevuta come un
    babbà al rhum .. ma è acqua del Tevere .. ricca di pagliuzze d’euro ..
    ad majora .. padaniiiiiiiiiiiiiiiiiii

  4. gimocchiverdi il 16 agosto 2011, ore 21:59

    Se giudicate in forma uno che dice ste puttanate, ammesso che sia vero lo scontro con Brunetta, faceva piu’ bella figura a star zitto Be! che poi un mentecatto analfabeta come Bossi giudichi la Montalcini, solo la rivoluzione puo’ salvare questa amata Patria

  5. roberto gervasini il 17 agosto 2011, ore 07:52

    Un linguaggio da vero Ministro, verobon ton e soprattuttocultura, paragonabili forse a quelle di
    Luigi Einaudi, Pietro Nenni, Alcide De Gasperi, Giovanni Spadolini……
    Che tristezza.

  6. Pedro il 17 agosto 2011, ore 14:19

    A me sembra solo che colui che gridava roma ladrona e diventato uno dei capi indiscussi di quella roma e la gente continua a recarsi a Pontida a inneggiare questo signore, mah?

  7. Roberto Gervasini via Facebook il 17 agosto 2011, ore 22:43

    Quando le stesse parole le disse Luigi Einaudi, Alcide De Gasperi, Pietro nenni, Giovanni Spadolini. noti minchioni, nessuno protesto’.

  8. Roberto Gervasini via Facebook il 17 agosto 2011, ore 22:44

    Varese Report trova Bossi in grande forma, beati loro. Tra un anno muore, matematico.

  9. Roy1 il 18 agosto 2011, ore 13:38

    ma peggio di lui sono i furbetti che aspettano la sua caduta defilandosi ora dopo aver sfruttato per anni e anni la sua scia;
    se la base della Lega fosse seria e non addormentata chiederebbe a tutti i ministri (i furbetti per primi) sottosegretari e parlamentari di tornare nei Comuni del Nord, a occuparsi di amministrazione locale, lavorando senza un centesimo di indennità

  10. Pedro il 18 agosto 2011, ore 14:24

    Signor Roy1 le stringo la mano !

  11. Rete Avanti Tutta via Facebook il 20 agosto 2011, ore 18:19

    Possibile che Umberto non sia capace di dire una frase senza parolacce? I padani hanno bisogno di questi pessimi esempi per farsi ascoltare?

  12. Raffaella Greco via Facebook il 20 agosto 2011, ore 20:58

    È stato da sembre il suo modo x catalizzare le folle ingolosite più da volgari e folkloristici show che nn dai contenuti!

  13. Giuseppe Battarino il 23 agosto 2011, ore 08:54

    Personalmente apprezzo la scelta di Varesereport di giudicare Bossi “in gran forma”: perché la sua “forma” corrisponde al “linguaggio greve delle origini”.
    Il problema è che quelle origini, e l’offerta politica nuova che costituivano, non sono mai state superate.
    Di fronte alla complessità e all’impegno di riforme epocali come quelle che la Lega avrebbe voluto, la mancanza dei necessari supporti culturali, giuridici, tecnici, comunicativi di alto livello si è fatta sentire drammaticamente.
    E allora non resta che la grevità.
    E’ un peccato per i molti generosi e sinceri militanti della Lega.

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