Politica

Manovra e Lega: Calderoli pompiere, sindaci in rivolta

Il ministro leghista Roberto Calderoli

La manovra bis del governo presentata ieri a messo in subbuglio il mondo politico, ma in particolare un vero e proprio terremoto ha investito le fila della Lega Nord. Una forte spaccatura ha diviso gli esponenti leghisti al governo, il ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli, da una parte, gli amministratori locali del Carroccio, dall’altro. Molto silenzioso è sembrato, invece, il ministro leghista che tanti indicano come il successore del Senatur, Roberto Maroni, che sembra profondamente in disaccordo con la manovra. Forse a lui e ai maroniani si rivolgeva il ministro Calderoli quando ha detto “chi la pensa diversamente da Bossi, è fuori”?

Il ministro Calderoli nella conferenza stampa di oggi è entrato a gamba tesa in campo per smentire il presidente Formigoni, che avev parlato di “morte del federalismo”. “Mi dispiace dissentire dal presidente Formigoni – dice Calderoli -. Lui sbaglia completamente considerato che Comuni e Province hanno fortemente richiesto, nell’incontro che oggi abbiamo avuto con loro, tavolo al quale partecipava lo stesso Formigoni, di anticipare al 1° gennaio 2012 l’attuazione completa del fedealismo comunale e provinciale”. ”Senza dubbio il federalismo - rimarca il ministro leghista – è l’unico strumento che consente di superare la crisi. Il governo si è dichiarato disponibile a Comuni e Province e lo sarà anche nei confronti delle Regioni”.

Ma se Calderoli cerca di buttare acqua sul fuoco, sono scatenati gli ammistratori locali del Carroccio. A partire dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, che chiede a Bossi di spiegare al ministro “amico”Tremonti “che sta sbagliando”. In paticolare il primo cittadino veronese se la prende con i nuovi tagli ai Comuni. I quali si aggiungono, come sotolinea Tosi, “alla manovra del mese scorso”. Dce Tosi che ”di tagliare ai Comuni è capace anche un bambino, ed è una scelta miope”.

Una resa di posizione dura, quella di Tosi, che nei prossimi giorni potrebbe essere condivisa anche da altri sindaci leghisti. Resta forte l’impressione che le polemiche sulla riforma bis si intrecci con la guerra interna alla Lega, che negli ultimi mesi ha accompagnato il dibattio sulla successione al Senatur.

13 agosto 2011
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Un commento a “Manovra e Lega: Calderoli pompiere, sindaci in rivolta

  1. Catone il 14 agosto 2011, ore 15:14

    Questi buffoni travestiti da salvatori della Patria, che hanno contribuito ad affossare con le loro idee obsolete da circolino di capolago, dove tra un barbera e l’altro nasceva la lega di lotta finita in lega ladrona come la Roma tanto vituperata, non hanno ancora capito cosa si deve fare veramente per risanare il paese. Basta privilegi, via tutte le provincie, meta’ parlamentari, via tutti gli enti parassiti, comuni piu’ snelli lasciando anche i piccoli che sono il presidio del territorio Da questa base bisogna partire per poi tagliare in tutta la pubblica amministrazione, solo allora si potra’ tassare nuovamente chi suda e lavora per il PIL nazionale

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