Casalzuigno

Bortoluzzi scrive al Cavaliere: non fate morire Arcumeggia

Il Borgo Dipinto

Nell’agosto 2008 il primo Sos lanciato da Arturo Bortoluzzi, presidente dell’associazione Amici della Terra, per salvare il Borgo Dipinto della Valcuvia. Un appello rivolto ai massimi vertici delle istituzioni del nostro Paese, a partire da Berlusconi e dall’allora ministro per i Beni Culturali, Bondi, per salvare Arcumeggia.

A tre anni di distanza Bortoluzzi, con la sua consueta passione civile, ritorna alla carica e, ancora una volta, prende carta e penna per ritornare sull’argomento, dato che la sua lettera precedente era somigliata ad una voce che gridava nel deserto. Ora si rivolge ancora ai vertici istituzionali nazionali, perchè “non basta ora che vi sia un interesse e un intervento della Provincia di Varese – dice Bortoluzzi -, in considerazione soprattutto della povertà delle casse degli enti locali. Questo, pur encomiabile, è da solo insufficiente. Occorre, invece, che possa esservi un intervento Ministeriale. Investire nel Varesotto da parte dello Stato è, del resto, un atto dovuto e per nulla rischioso: bastino a capirlo i quattro patrimoni dell’umanità Unesco che sono stati identificati in provincia di Varese”.

Continua il grido d’allarme di Bortoluzzi: “Il timore di perdere Arcumeggia deve costituire un problema prioritario per tutti, tanto costituisce una minaccia agli interessi di ogni turista, sia nazionale o locale che estero come dell’economia nazionale e locale. Arcumeggia non deve, comunque, essere lasciata sola ma va inserita con dignità in un sistema turistico complesso”.

Scrive il presidente degli Amici della Terra: “Non bisogna avere paura di spendere, soprattutto, per salvare come per valorizzare le nostre risorse più preziose: il patrimonio paesaggistico e quello culturale”. Per Bortoluzzi “deve essere un investimento da considerarsi sempre ben fatto e che potrà produrre degli effetti positivi anche in un lungo periodo. La cultura che costituisce un carattere connotante del nostro paese deve essere organizzata a sistema a livello locale. Alla sua gestione, alla quale è da individuarsi un unico soggetto responsabile, devono proprio partecipare, con logica imprenditoriale, tutte le forze economiche interessate ad un suo sviluppo sostenibile e a tutto campo. Non deve perciò essere imbalsamata e sterilmente sfruttata ma, invece, va fatta vivere impiegando tutto il suo potenziale in connessione con le altre presenze territoriali, con alberghi e ristoranti e deve costituire uno stimolante paradigma per le produzioni artigianali come industriali. Il sistema locale a tutto campo deve essere esponenziale di una efficienza territoriale che deve includere tutte le organizzazioni interne, deve essere riconoscibile all’esterno e deve essere, soprattutto, non uno stantio carrozzone ma un’agile spider che possa essere dotata di mutevolezza e capacità di affrontare tutti gli imprevisti come l’Aston Martin di James Bond”.

Conclude Bortoluzzi: “La salvaguardia di Arcumeggia e il finanziamento da parte del Governo dello Stato del Piano di gestione Unesco del Sacro Monte di Varese (commissionato da Varese Europea di cui siamo soci), nel carnet del Primo Ministro potranno diventare una priorità assoluta come lo è, correttamente, Napoli invasa dai rifuti? Lo speriamo vivamente”.

11 agosto 2011
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Un commento a “Bortoluzzi scrive al Cavaliere: non fate morire Arcumeggia

  1. abramo il 13 agosto 2011, ore 09:25

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