Cultura

Pascoli, la poesia e la capacità di perdonare i criminali

Giovanni Pascoli

Riceviamo in redazione e pubblichiamo una breve lettera di Franco Giannantoni, storico del fascismo, che ci ricorda un felice momento della cultura italiana, la poesia di Giovanni Pascoli:

Caro Direttore,

in questi tempi bui, fra delitti, guerre, violenze di ogni tipo, con l’uomo sul baratro della tragedia finale, nell’attesa della mazzata che metterà in ginocchio  “l’Italia per bene” per mano di un gruppo dirigente politicamente e moralmente esecrabile, mi piace ricordare (nella speranza che
piaccia anche ad altri) la dimenticata ed ignorata voce di Giovanni Pascoli, la “voce del fanciullino”, che dal baratro della morte ha saputo con la poesia “X AGOSTO” (proprio oggi) elevare alta la parola “perdono” ai criminali che uccidono e umiliano nel nostro Paese e nel mondo i loro fratelli.

“San Lorenzo, io lo so perchè tanto /di stelle per l’aria tranquilla arde e cade, perchè sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla./Ritornava una rondine al tetto: l’uccisero: cadde tra spini: ella aveva in bocca un insetto: la cena de’ suoi rondinini./Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell’ombra, che attende, che pigola sempre più piano./ Anche un uomo tornava al suo nido: l’uccisero: disse: PERDONO: e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono”.

Franco Giannantoni

10 agosto 2011
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3 commenti a “Pascoli, la poesia e la capacità di perdonare i criminali

  1. ester il 10 agosto 2011, ore 14:47

    Grazie per aver ricordato le commoventi parole del Poeta che un po’ consolano in questo mondo difficile che sembra presentarci ingiustizie e violenze sempre più terribili.
    Concordo col giudizio sulla classe dirigente italiana,non sull’idea di perdono.Ma forse sbaglio,meglio,se ci si riesce,cercare di dimenticare,se non ci può fare niente.

  2. sandro sardella il 11 agosto 2011, ore 00:31

    perdonate perdonate fra tramonti brunettati & sacconate altro che quello di Roma ..
    bossolate & maronate avanti con le frittate / stelle cadenti / silicone sbombato /
    succhiate mielose su lavoratore & pensionato / risaniamo lo “stato” / è vero: siam
    sulla stessa barca .. la Vostra / ok! la benzina ce la mettiamo noi! ma poi ….. /
    avanti l’europa sei dritti & senza doveri / avanti a togliere ai padri per dare ai figli /
    ancora qualcosa da togliere ai garantiti per i precari / la cultura non è da tutti /
    pagate pagate se volete gli sbarchi fermati / avanti avanti ………..

  3. ombretta diaferia il 13 agosto 2011, ore 09:43

    Ricordare chi al principio del secolo scorso componeva nel ricordo di una dolorosa morte è un atto di vera generosità culturale.
    Proprio nell’attuale momento, in cui la poesia è mero territorio di cui appropriarsi…
    L’illustrissimo Giannantoni illumina il contrasto tra illusione e realtà, quello che pervade ogni uomo in ogni tempo.
    Anche coloro che snobbano quel fanciullino capace di penetrare nel cuore delle cose e di scorgerne il senso profondo.
    E chi ha compiuto quest’atto di generosità nell’estate 2011 è un uomo che ha sempre cercato il senso profondo delle cose, oltre che della storia.
    Grazie per illuminare il nostro cileo d’agosto, costellato da stelle decadenti più che cadenti…

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