Varese

Al carcere Miogni summit su assistenza medica e lavoro

L'assessore Raffaele Cattaneo incontra i giornalisti

Dopo le proteste, dopo le polemiche, dopo gli ultimi incidenti, questa mattina, al carcere varesino dei Miogni, si è tenuto un summit per analizzare la situazione e cercare soluzioni ai problemi. Un momento di confronto tra amministrazione carceraria e politica, in vista di cambiamenti in grado di dare risposte alla condizione dei 140 reclusi, spesso in carcere per lievi reati e in gran parte stranieri. 

All’incontro dei Miogni hanno partecipato il direttore del carcere Gianfranco Mongelli, l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, Walter Bergamaschi, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Varese, l’assessore provinciale Piero Galparoli, il dottor Capaccioni, medico del carcere, don Marco Casale, cappellano del carcere.

Dopo il confronto, a tirare le somme ci pensa l’assessore Cattaneo, che è qui in quanto presidente del Tavolo territoriale di confronto di Varese e che una settimana fa aveva visitato il carcere per rendersi conto di persona della situazione. “Ho incontrato molta dignità nelle celle, non una situazione di sfascio”, dice subito per sgomberare il terreno. “E tuttavia non mancano problemi aperti – continua l’assesspore varesino – ai quali va data una soluzione al più presto”. A proposito della possibilità che, dentro il carcere, possa eserci un reparto ospedaliero, Cattaneo dice che è previsto un incontro il 6 settembre per individuare le celle più idonee per ospitare i detenuti, più che uno spazio ospedaliero vero e proprio.

Altro problema al centro del confronto un miglioramento dell’assistenza medica nel corso della notte, in particolare dalle 22 di sera alle 8 del mattino. “E’ sempre stata garantita dalla guardia medica dell’Asl, ma non è parsa una soluzione sufficiente”, dice Cattaneo. Si sta dunque pensando ad una reperibilità notturna dei medici che, di giorno, già lavorano dentro il carcere, in modo da trasportare in ospedale soltanto i casi più gravi ed urgenti.

C’è infine il problema del lavoro. “Un problema che riguarda la dignità delle persone recluse – spiega l’assessore regionale -. Stiamo pensando alla possibilità di offrire ai detenuti la possibilità di impegnarsi in un lavoro, in modo che con un minimo di remunerazione i detenuti possano essere più autonomi per le piccole spese legate alle loro necessità”. In proposito Cattaneo ha ricordato che è in corso un ragionamento con il cappellano del carcere, don Marco Casale, che sarà presente al Meeting di Rimini dove sarà presentata la bella esperienza della Giotto, cooperativa sociale di Padova, che da tempo lavora su questo fronte. “Penso che un’esperienza simile – dice Cattaneo – possa essere attuata anche a Varese”.

9 agosto 2011
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