Lettere

La Rai cancella il giallo

E’ da un po’ che fra “addetti ai lavori” si parla o ci si scrive di questo fattaccio, ma ho preferito attendere che anche dal sito della trasmissione arrivasse la conferma. Una conferma che a me non piace per nulla e che, di certo, piacerà ben poco a molti, moltissimi altri appassionati del giallo e del noir.

Dopo nove anni, per farla breve, la Rai ha deciso di far chiudere i battenti alla fortunata trasmissione radiofonica “Tutti i colori del giallo” condotta da Luca Crovi e (questo si sa per certo) non per motivi legati a un calo degli ascolti.
 
Ai microfoni, nelle varie edizioni, si sono alternati anche scrittori del calibro di Ken Follett, Wilbur Smith, James Ellroy e Jeffery Deaver (anche il sottoscritto, in un paio di occasioni, ma questa è tutta un’altra faccenda…), aspetto che rende ancora più triste e poco comprensibile la decisione di chi sceglie i palinsesti.
 
Anche a me, comunque, piace pensare che questa chiusura sia solo una pausa estiva un po’ più lunga del solito. Perché Luca Crovi e il suo team, è chiaro a tutti, meritano una bella fetta di etere, da riempire – come hanno sempre fatto in questi nove anni – con misura, intelligenza e grande passione. Rai o non Rai.
 
Paolo Franchini

Varese

6 agosto 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 commenti a “La Rai cancella il giallo

  1. Giuseppe Battarino il 6 agosto 2011, ore 15:36

    Non si può che condividere la preoccupazione di Paolo Franchini,. Condivido anche quella che lui garbatamente definisce “un’altra faccenda”, avendo avuto la stessa emozione, di sentir parlare in trasmissione dei miei libri.
    E’ grave la decisione della Rai, perché saremo privati di uno spazio utile a discutere di autori affermati e a conoscere autori nuovi.
    Ma ancor più seria è la questione generale del ruolo della Rai e della sempre più chiara rinuncia ad essere agente di offerta culturale.
    Ben triste da vedere per chi, come me, ha imparato a leggere grazie al maestro Alberto Manzi e a conoscere il grande teatro sullo schermo in bianco e nero.
    E’ la nostra immaginazione a dover scoprire nuovi luoghi.

  2. Varese Report, 06/08/2011 « Paolo Franchini il 7 agosto 2011, ore 01:03

Rispondi