Roma

Fontana: crisi, inaccettabile escludere Comuni

Attilio Fontana, presidente Anci Lombardia

Un Paese che sta attraversando una crisi profonda e difficile. E il governo che convoca le parti sociali per ragionare sulla crisi prima di andare, per quasi un mesetto, in vacanza. Un tavolo che si riunisce e vede alcuni tra i principali soggetti pubblici e privati che contribuiscono all’andamento della nostra economia. Tuttavia manca una realtà fondamentale: i Comuni.

Un’assenza grave, legata al mancato invito da parte del governo. “Com’è possibile un incontro tra istituzioni e parti sociali del Paese sulla crisi economica senza la presenza degli enti locali?”, si domanda Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, a proposito della mancata convocazione dei Comuni al tavolo di discussione sul rilancio dell’economia del Paese.

“Ci saremmo aspettati di essere chiamati a partecipare alla discussione, come avevamo chiesto – continua Fontana –. In primo luogo perché i Comuni restano i principali investitori istituzionali del territorio, e in seconda battuta perché il sistema degli enti locali, e quello comunale in particolare, più di tutti ha contribuito in questi anni al risanamento dei conti pubblici dimostrando di essere la più virtuosa. E invece al tavolo siede solo il governo”.

“In questi anni, nonostante i tagli, i Comuni hanno assicurato alle fasce più deboli della popolazione il sostegno necessario in questo periodo di crisi, e continuano portare lavoro sul territorio nonostante un patto di stabilità che ha fatto calare del 30% gli investimenti – prosegue il presidente di Anci Lombardia –. La giusta e comprensibile protesta di questi giorni contro gli eccessivi costi della politica non tocca i Comuni che da tempo hanno ridotto consiglieri e assessori e hanno tagliato le già basse indennità dei sindaci”.

“Non dimentichiamoci che sono proprio i Comuni le istituzioni cui si rivolgono i cittadini e le stesse parti sociali per chiedere investimenti e politiche per aiutare chi è in difficoltà. Le manovre di questi anni scaricano proprio sui Comuni un peso insostenibile. Ma nonostante tutto questo non siamo considerati interlocutori degni di sedersi al tavolo che discute del futuro del Paese: questo lo ritengo inaccettabile e in contrasto con gli sforzi per arrivare al federalismo. Non vorrei – conclude Fontana – che senza di noi da questa cucina uscisse la solita ricetta: penalizzare i Comuni per salvaguardare gli altri centri di spesa”.

5 agosto 2011
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Un commento a “Fontana: crisi, inaccettabile escludere Comuni

  1. gimocchiverdi il 5 agosto 2011, ore 20:47

    Egr sig sindaco Fontana, il suo governo penalizza come sempre per primi i lavoratori, in seconda battuta i comuni, che poi sono sempre composti dai primi. Anziche’ dire, come piu’ volte ha fatto, faccia un gesto clamoroso si dimetta per protesta. Cosi’ avremo modo di vedere la reazione anche del suo amico Bossi

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