Economia

D’estate le imprese assumono under-30. E poi ciao

In un contesto dove il sistema economico varesino nel secondo trimestre ’11 registra un rallentamento della crescita produttiva (+5,5% contro il +10,9% della fine dello scorso anno), le imprese dichiarano che il 54% delle assunzioni programmate per il periodo luglio-settembre è riservato ai giovani under 30. E’ questo il dato che emerge dalla lettura del Bollettino Excelsior prodotto, per la prima volta in versione trimestrale, da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e pubblicato su OsserVa, il portale statistico della Camera di Commercio (www.osserva-varese.it).

Il legame tra andamento dell’economia, sul cui futuro pesano le incertezze sui debiti sovrani di alcune nazioni europee ma anche degli Stati Uniti, e mercato del lavoro appare in questo momento fortemente condizionante: se alcuni indici fanno pensare che anche a Varese il livello occupazionale più basso toccato a partire dalla crisi sia sul punto di essere superato, l’impressione però è che i segnali di rallentamento macroeconomico possano frenare l’eventuale ripresa. Così, la previsione di un aumento delle assunzioni giovanili, peraltro collegato a forme contrattuali per lo più di tipo flessibile, esprime il tentativo del sistema economico varesino di rialzare la testa. Attenzione però a un facile ottimismo. Resta infatti la preoccupazione per il futuro lavorativo delle nuove generazioni: a fronte del 7.1% del periodo pre-crisi, il tasso di disoccupazione delle persone fino ai 25 anni nella nostra provincia è salito al 20,7%.

Quanto all’analisi congiunturale, espressa sulla base delle interviste effettuate a un campione di imprese industriali e artigianali, nella classifica regionale sulla produttività nel periodo aprile-giugno ’11 Varese si colloca in una zona intermedia: la già segnalata crescita del 5,5% è infatti superiore alla media lombarda del 4,9%.I settori trainanti restano la Meccanica (+12,4%), la Chimica (+4,3%) e, sorpresa di questo trimestre, la ripresa dell’Abbigliamento (+13,9%). Arranca di nuovo invece il comparto dell’Artigianato, la cui ripresa registrata nei periodi precedenti (+4,9% a fine 2010) si è ormai arrestata (+0,17% nel secondo trimestre di quest’anno).

Le difficoltà produttive della piccola impresa si sono già riflesse sul piano occupazionale: nel periodo gennaio-maggio 2011 sono stati 2.292 i lavoratori finiti in mobilità, ovvero espulsi dal mercato. Di questi, il 55% era occupato nelle imprese con meno di 15 dipendenti. Le aspettative degli imprenditori per i prossimi mesi sono così improntate alla prudenza: solo il 18,3% di quelli intervistati si aspetta un aumento produttivo nell’immediato futuro mentre il 26,9% s’attende una diminuzione.

Ritornando alla ricerca Excelsior, occorre tenere presente che il dato sulle assunzioni programmate di giovani per il trimestre luglio-settembre 2011 potrebbe essere sovrastimato a causa della stagionalità estiva. In questo periodo, infatti, una parte degli under 30 si rende disponibile per un lavoro a termine anche per professioni di livello medio basso (cuochi, camerieri, addetti nel settore delle costruzioni). Una quota così alta di giovani richiesti sembra però indicare una certa volontà delle imprese di intraprendere un processo di ricambio generazionale della forza lavoro.

Da tenere in considerazione, inoltre, il tema dell’incontro tra le figure professionali richieste dalle aziende e l’offerta di giovani professionalità: ci potrà essere un beneficio occupazionale solo se queste sono presenti e disponibili sul mercato del lavoro locale.I settori che maggiormente ricercano giovani nella provincia varesina sono, oltre alle costruzioni e servizi alle persone già citati nelle precedenti indagini Excelsior, anche la metalmeccanica-elettronica, i servizi finanziari e il commercio.

La domanda di lavoro: nella provincia di Varese non risulta particolarmente elevata con 12,6 assunzioni programmate ogni 1000 dipendenti, inferiore alla media nazionale (14) ma superiore al dato regionale (10,2), segno che ancora la svolta nel mercato del lavoro non ci sarà ma che le tendenze in atto sono positive.

Gli immigrati: numerose le opportunità di lavoro che saranno offerte a lavoratori immigrati, che potranno accedere fino al 26% delle assunzioni previste in provincia di Varese (20% in Lombardia).

Le donne: per il 23% delle assunzioni le imprese varesine ritengono le donne più adatte al ruolo richiesto (17% il dato lombardo). Se si considerano le assunzioni per cui non è stata espressa una preferenza riguardo al genere, si stima che le occasioni di impiego per le donne potranno arrivare attorno a un terzo del totale.

I settori che assumono: le assunzioni previste interessano per il 33% il settore industriale varesino e per il 67% il terziario. Tali dati risentono dell’effetto stagionalità, positivo per servizi e negativo per l’industria. Nell’industria le assunzioni si concentreranno soprattutto nel comparto metalmeccanico-elettronico (10% del totale) e nelle costruzioni (16%). Turismo (23%) e servizi alle persone (17%) sono invece i comparti dei servizi nei quali è previsto il maggior numero di assunzioni.

Le professioni richieste: prevalgono le richieste di professioni intermedie, che si attesteranno intorno alle 1.000 unità, pari al 38% del totale, seguite dalle figure operaie (850 unità, 33%), mentre il personale non qualificato ricercato è pari a circa 200 unità. Le professioni high skill (che comprendono le professioni altamente specializzate e i tecnici) oscilleranno tra le 550 e le 600 unità (22%). L’effetto stagionalità porta i cuochi e i camerieri a guidare la classifica delle figure professionali con oltre 540 assunzioni previste. Tra profili operai più richiesti si segnalano gli operai specializzati e conduttori di impianti nelle costruzioni (circa 400 assunzioni), seguiti dagli operai metalmeccanici mentre tra le figure di profilo medio-alto si ricercano insegnanti ed esperti della formazione e delle attività culturali, specialisti e tecnici amministrativi, finanziari e dei servizi bancari, specialisti e tecnici del marketing, delle vendite e dei servizi turistici; molto richiesti anche i commessi e gli addetti alle vendite.

L’esperienza richiesta: per le imprese varesine l’esperienza è un requisito molto importante e nel 60% delle assunzioni programmate richiederanno un’esperienza specifica nella professione o nel settore (50% il dato per la Lombardia).

Le difficoltà di reperimento: consapevoli dei livelli tutt’ora elevati della disoccupazione e di una domanda di lavoro non particolarmente sostenuta, le imprese mediamente non prevedono eccessive difficoltà nel reperire i lavoratori che intendono assumere. A Varese le difficoltà riguarderanno l’11% delle assunzioni previste nel trimestre, quota inferiore alla media regionale (17,3%).

3 agosto 2011
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