Brenta

“Il tocco del pendolo”, la notte dei poeti in Valcuvia

Da sinistra Panighini e Bazzocchi

Sta diventando, anno dopo anno, un evento culturale atteso e famigliare. Ieri sera, fino alle prime ore della notte, si è svolta a Caserina di Brenta, nel cuore della Valcuvia. Nella vigna sono state poste decine e decine di lumini, che indicavano la via. Così come sulla lunga tavola, all’ombra delle foglie, tante candele sono state accese a fare luce fino a notte inoltrata. Alla Caserina si celebrava un rito misterioso e gioioso: il rito della poesia.

Ad organizzare questa seconda edizione de “Il tocco del pendolo” sempre lui, il padrone di casa Giuseppe Panighini (più conosciuto dai cultori delle Muse come Dante Betteghini), che con il suo inconfondibile stile ironico e understatement ha condotto la serata, che ha visto susseguirsi momenti diversi. Capotavola era un “poeta laureato” come Dino Azzalin, che è un po’ all’origine di questa iniziativa, che vede raccogliersi i poeti varesini per una lettura collettiva di versi, pagine, impressioni. “Il tocco del pendolo” nasce infatti come un omaggio, in forma di poesia, al padre dello stesso Azzalin, e così alla figura paterna, materna, alla famiglia, alle radici, alla terra e alle terre. Il tutto inframmezzato da ottimi piatti e bicchieri di vino sopraffino.

Ma chi c’era ieri sera attorno al tavolo prima e poi alla lettura davanti alla casetta del vignaiuolo? Oltre ad Azzalin e allo stesso Panighini, i poeti Corrado Guerrazzi, Stefania Cadario, Rita Clivio, Marcello Castellano, Chiara Bazzocchi, Xania Luce, Viviana Faschi. Una lettura dietro l’altra, i versi si sono alzati nel cielo stellato, senza che mancasse l’eco lontana di una fiera o di un lunapark estivo, con canzoni molto pop. Da tavola tutti si sono spostati alla casetta nella vigna, e là sono continuate le letture. Tra le più sorprendenti, un dialogo dell’assurdo, tra un dottore e la sua paziente, scritto da Panighini, una via di mezzo tra Ionesco e Woodhouse, interpreti Azzalin e la Faschi.

Parte conclusiva ancora a tavola, con un finale giro di tavola di letture e novità. Tra queste anche il prossimo lancio, a Varese, di una scuola di scrittura creativa con grandi nomi come docenti in cattedra. Insomma, una Holden in salsa bosina. E poi un mini-referendum su: cos’è la poesia? Con 42 risposte da crocettare. E poi tutti via, per sentieri sterrati, nei boschi della Valcuvia, verso casa.

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31 luglio 2011
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