Economia

Stasi (Cgil): sicurezza sul lavoro, un tema prioritario

Riceviamo dal segretario della Cgil di Varese, Franco Stasi, e da Salvatore Minardi, Dipartimento Ambiente e Sicurezza Cgil, questa lettera sul drammatico problema della sicurezza sul posto di lavoro, che volentieri pubblichiamo:

Tre infortuni sul lavoro in meno di un mese: non è mai una fatalità!

In meno di un mese nella nostra provincia sono accaduti tre infortuni sul lavoro, due mortali e uno gravissimo. Una dolorosa dimostrazione che l’attenzione alla sicurezza e alla salute delle persone che lavorano è oggi ancora totalmente insufficiente ed inadeguata, nonostante ci siano buone leggi, organismi di vigilanza – anche se insufficienti sul piano degli organici -  che controllano e indicazioni tecniche e procedurali per attuare la prevenzione. Anche per questa ragione la Cgil di Varese sta considerando di costituirsi parte civile nei processi che seguiranno.

L’infortunio di mercoledì alla Transfluid di Gallarate ripropone alcuni dei temi da tempo oggetto di discussione e di denuncia sindacale.

Il primo quesito, fondamentale, riguarda il meccanismo degli appalti. Anche qualora l’appalto sia attivato per mancanza di competenze e specializzazioni interne all’impresa – come sembra nel caso Transfluid – si impone una responsabilità in solido (comune) tra impresa appaltante e impresa appaltatrice nella realizzazione delle misure di prevenzione, che si dovrebbe concretizzare nella valutazione dei rischi cosiddetti da interferenza. Bisogna assolutamente evitare la distinzione e le condizioni di tutela diverse tra i lavoratori.

Il secondo tema è quello della formazione dei lavoratori sui rischi lavorativi e sulle necessarie misure di prevenzione da adottare per evitare danni alla salute. Nella maggioranza dei casi questo capitolo si traduce in una mera trasmissione di informazioni. Invece, per essere effettiva, la formazione deve intervenire concretamente sui comportamenti quotidiani che l’imprenditore è tenuto a controllare, e sullo sviluppo di una consapevolezza dei rischi che l’azienda deve promuovere (non accade quasi mai!).

La terza questione riguarda il tipo di organizzazione aziendale adottata, inclusi i valori e la cultura imprenditoriali sottesi. Se l’obiettivo e la strategia principale dell’impresa sono quelli di lavorare il più velocemente possibile per garantirsi tempi di consegna sempre più brevi e costi di produzione sempre più ridotti, va da sé che chi lavora assuma inevitabilmente quest’ottica, un imperativo categorico da rispettare ma che mette in secondo piano la tutela della propria salute.

I tre temi trovano un terreno comune nel nostro tessuto economico e produttivo: le difficoltà che attraversano le imprese a causa della crisi economica e denunciate nei giorni scorsi da tutte le parti sociali sono spesso affrontate ricorrendo alla ricetta della riduzione dei costi, dell’intensificazione del lavoro, della flessibilità organizzativa realizzata mediante appalti interni/esterni e contratti di lavoro precari. In questo contesto, la principale preoccupazione degli imprenditori è di rispondere alle sollecitazioni provenienti dal mercato (prezzo, consegna, flessibilità, qualità) a qualsiasi condizione. Così facendo, le attenzioni alla sicurezza, alla prevenzione, alla tutela della salute dei lavoratori – benché dichiarate e formalmente condivise – restano lettera morta, e non vengono concretizzate nella pratica organizzativa.

Se non vogliamo che i buoni propositi rimangano tali, è necessario che si realizzi un deciso salto in avanti nella cultura del fare impresa: la tutela della salute psicofisica del lavoratore deve diventare la principale preoccupazione di tutti i soggetti coinvolti, ed essere integrata negli obiettivi e nelle strategie organizzative.

Gli infortuni sul lavoro non sono mai “una fatalità” e quando succedono è un fallimento per tutti!

Al di là dei dati ufficiali recentemente presentati dall’Inail rispetto a una diminuzione degli infortuni a livello territoriale, la situazione è ancora molto grave e tutti dovrebbero determinare con serie azioni di intervento e a ogni livello un attenzione prioritaria su questo tema.

Franco Stasi

Segretario generale Cgil Varese 

Salvatore Minardi

Dipartimento Ambiente e Sicurezza Cgil Varese

29 luglio 2011
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