Economia

Univa: recuperano le imprese, ma resta l’incertezza

La situazione del sistema manifatturiero varesino mostra una stabilizzazione del recupero messo in atto dalle imprese. È questo il quadro che emerge dall’indagine congiunturale sul secondo trimestre 2011 dell’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Nel sondare l’andamento delle aziende del territorio nei mesi di aprile, maggio e giugno è emerso come vi siano ancora differenziazioni tra settori e comparti e dei casi di difficoltà all’interno degli stessi. Ciò non toglie che sia in atto un’evoluzione positiva per quanto riguarda il numero di imprese che segnala un miglioramento rispetto agli scorsi mesi.

Il recupero è stato agganciato, dapprima, dalle imprese più dinamiche, che hanno saputo cercare nuovi mercati di sviluppo, ed ora si sta lentamente diffondendo anche al resto dell’economia. In particolare sono le parti alte delle filiere ad essersi rimesse in moto per prime. Realtà produttive che rappresentano il cuore dell’industria varesina e perciò con un forte potenziale di traino nella ripresa di tutta l’economia del territorio. Le incertezze del contesto nazionale, tuttavia, pesano sulle aspettative a breve che sono caratterizzate da un elevato grado di volatilità e risentono delle turbolenze finanziarie.

Sotto il profilo produttivo nel secondo trimestre del 2011 in provincia di Varese si è assistito ad un consolidamento del recupero, già avviato nei primi mesi dell’anno. I risultati dell’indagine congiunturale mettono in luce, rispetto al trimestre precedente, un numero crescente di imprese che hanno registrato una stabilità o un incremento nei livelli produttivi: il 37% delle imprese intervistate ha dichiarato un incremento della produzione rispetto alla rilevazione precedente, il 55% una stabilizzazione e solo l’8% un peggioramento. A livello settoriale si evidenzia una stabilità nei livelli produttivi dei settori metalmeccanico e gomma-materie plastiche; in miglioramento il settore chimico-farmaceutico; anche il settore tessile-abbigliamento, con un  incremento delle imprese intervistate che segnalano stabilità dei livelli produttivi o leggera crescita, registra un’evoluzione positiva rispetto al trimestre scorso.

Le previsioni per i prossimi mesi sono caratterizzate da un alto grado di volatilità. La maggior parte delle imprese del campione (71%) si attende un ulteriore consolidamento del recupero dei livelli produttivi in atto, il 9% un miglioramento e il 20% un peggioramento. Tuttavia, va rilevato che lo scenario futuro appare incerto e soggetto ad una certa variabilità dovuta alla fragilità che contraddistingue il contesto nazionale. Sono caratterizzate da un maggior grado di certezza le previsioni fatte da imprese che esportano ed operano in mercati dove la ripresa è maggiormente consolidata.

Per quanto riguarda la dinamica del portafoglio ordini, nel secondo trimestre del 2011 il 33% degli intervistati ha registrato un incremento degli ordini rispetto al trimestre precedente, il 47% una stabilità e il 20% un rallentamento.

Il mercato del lavoro riflette gli andamenti dell’economia con un certo ritardo. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, infatti, dopo i picchi registrati nel corso del 2009 ed in parte del 2010, si sta lentamente stabilizzando.  Le ore di Cassa Integrazione Ordinaria (Cigo) autorizzate nel comparto industriale nel secondo trimestre del 2011 sono state 4.030 mila, in riduzione del 22,5% rispetto allo stesso trimestre del 2010. Guardando all’intero periodo cumulato gennaio-giugno sono state autorizzate, sempre con riferimento al comparto industriale, 7.504 mila ore di Cigo, in riduzione del 39,3% rispetto allo stesso periodo del 2010. Rispetto a gennaio-giugno 2010 la contrazione è generalizzata in tutti i settori. Analizzando l’andamento anche degli altri ammortizzatori sociali, sempre con riferimento al comparto industriale, si evidenzia nel secondo trimestre del 2011 un calo anche delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs) e di quella in deroga. I cali sono confermati anche nell’analisi dell’intervallo cumulato gennaio-giungo 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. Complessivamente (considerando Cigo, Cigs, deroga) da gennaio a giungo 2011 sono state autorizzate 14.629 mila ore nell’industria, in riduzione del 45% rispetto al primo semestre del 2010.

Gli ultimi dati disponibili sul commercio estero varesino, relativi al primo trimestre 2011, registrano una crescita dell’import del 33,7% rispetto allo stesso periodo del 2010, che ha portato le importazioni a raggiungere il valore di 1.648 milioni di euro. In aumento anche le esportazioni, che nello stesso intervallo di tempo hanno messo a segno un incremento del 12,8%, risultando pari a 2.158 milioni di euro. Queste dinamiche nei flussi commerciali hanno portato a un saldo commerciale ancora positivo (+510 milioni di euro), ma in calo rispetto al primo trimestre del 2010 (-25%).

La crisi ha addensato gli scambi nei paesi emergenti che hanno domande più dinamiche e anche i flussi di commercio varesini sono cresciuti in queste aree: in particolare, le esportazioni verso l’Asia Orientale sono raddoppiate rispetto al primo trimestre dello scorso anno, mentre quelle verso l’America Centrale hanno registrato un incremento del 20%; in rallentamento invece l’export verso l’Africa Settentrionale (a causa anche del conflitto libico e delle sommosse scoppiate in vari Paesi) e il Medio Oriente (che aveva però registrato una crescita sopra la media nei trimestri precedenti). Continua la crescita dell’export anche verso l’Unione Europea (mediamente +11%), trainata dalla ripresa delle esportazioni verso la Germania (+20%). Tutti i principali settori del tessuto imprenditoriale varesino hanno registrato una crescita dei flussi commerciali. Nel metalmeccanico le esportazioni hanno registrato una crescita dell’11%. Analizzando i comparti, nella metallurgia e nella produzione di macchinari si sono registrati i miglioramenti più consistenti, a conferma che sono proprio le parti alte delle filiere industriali ad essersi rimesse in moto. In crescita anche le esportazioni (+8,8%) del settore tessile-abbigliamento, grazie a una ripresa dei flussi commerciali dei prodotti tessili, mentre l’andamento dell’abbigliamento rimane stabile. Nel settore gomma e materie plastiche si è registrata una crescita delle esportazioni del 14,4%.  Il settore chimico e farmaceutico è quello che ha registrato la variazione più marcata: +15,9%.

Settore metalmeccanico. L’indagine congiunturale riferita al secondo trimestre del 2011 mette in luce un consolidamento ed una stabilizzazione nel recupero all’interno del settore metalmeccanico varesino. Sotto il profilo produttivo il 61% delle imprese intervistate ha, infatti, registrato livelli in linea rispetto al trimestre precedente, il 35% un loro incremento e solo il 4% un rallentamento. Si mantengono orientate alla stabilità anche le aspettative a breve con il 93% delle imprese analizzate che prevede una continuità nella produzione. Tuttavia, queste previsioni risentono di un certo grado di volatilità dovuto alle incertezze del contesto economico nazionale. La consistenza del portafoglio ordini è in evoluzione positiva rispetto allo scorso trimestre: la maggior parte delle imprese intervistate (60%) continua a segnalare ordini stabili, ma è in crescita il numero di imprenditori che dichiarano un miglioramento (35% contro il 18% rilevato nello scorso trimestre).

Settore tessile-abbigliamento. L’andamento della produzione all’interno del settore tessile-abbigliamento è in evoluzione positiva: nel secondo trimestre del 2011 la maggior parte delle imprese intervistate (59%) ha dichiarato una produzione stabile rispetto ai primi tre mesi dell’anno, il 22% in miglioramento e il 19% in calo.  Tuttavia, le previsioni per il terzo trimestre dell’anno risentono delle incertezze del quadro economico nazionale e la maggior parte delle imprese intervistate ha un atteggiamento pessimista e non si attende un consolidamento dei risultati conseguiti in questa rilevazione: il 67% delle imprese che hanno partecipato all’indagine prevede una flessione dei livelli produttivi, mentre solo il 15% un ulteriore incremento e il 18% una stabilizzazione. Il portafoglio ordini nel secondo trimestre dell’anno ha avuto una andamento incerto: il 32% delle imprese del campione ha dichiarato un mantenimento degli ordini complessivi rispetto al trimestre precedente, il 55% un calo e il 13% un miglioramento.  

Settore chimico-farmaceutico. Il settore chimico-farmaceutico, che nei trimestri precedenti aveva visto un consolidamento del recupero e una stabilizzazione dei livelli produttivi, nel secondo trimestre del 2011 segna un miglioramento. Dal punto di vista produttivo, la maggior parte degli imprenditori intervistati ha, infatti, dichiarato un incremento rispetto alla rilevazione precedente. Le previsioni a breve sono orientate ad un mantenimento dei livelli raggiunti nel secondo trimestre dell’anno.
Queste buone performance sono trainate da un andamento del portafoglio ordini positivo: la maggior parte delle imprese del campione ha infatti dichiarato ordini in crescita nel secondo trimestre  rispetto ai primi mesi dell’anno.

Settore gomma e materie plastiche. Nel secondo trimestre del 2011 l’andamento congiunturale delle imprese del settore gomma e materie plastiche è ancora orientato alla stabilità: il 69% delle imprese del campione ha registrato livelli produttivi in linea con il trimestre scorso, mentre il 31% in crescita.  Anche il profilo delle aspettative a breve è orientato alla stabilità, con l’83% delle imprese intervistate che prevede un mantenimento della situazione attuale anche nel prossimo trimestre. Stabile anche la consistenza del portafoglio ordini: il 71% delle imprese del campione analizzato ha registrato ordini invariati rispetto alla rilevazione precedente, contro il 22% che ha visto un miglioramento e il 7% un calo.

26 luglio 2011
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